XVII.

Era l'ora in cui più fervono i raggi del sole che già oltre al

meriggio volge all'occaso, e Marcellina stava tutta sola assisa sotto

i castani dietro la sua capanna. Girava sovente le desiose pupille

alla pianta presso cui vide talora il giovane che vivea nella sua

mente: pettinava la sua agnella, e quasi stretta dal bisogno di

spargere i proprj affetti che mal le capìano nell'animo, teneramente

la accarezzava e baciava: allora la scuote un calpestìo, s'alza e

scopre Girani. Ei veniva tutto festevole, e vedendola confusa,

intimorita, le disse che accortosi come fra la famiglia delle sue

bestiuole ne mancavano pur alcune, le portava due colombi a lui

carissimi, e che a lungo erano stati i soli suoi compagni, e gliele

presentò.

Marcellina ne fu imbarazzata, nè sapea se li pigliasse o no; ma

quegli augelli innocenti, siccome erano assai dimesticati, le

volarono sul petto e per le spalle, e pareano ora scuotendo le ali,

or avvicinando le piccole lor teste al di lei viso, invitarla ad

accarezzarli. Ella volea pur consigliarsi innanzi colla madre, perchè

temeva gliene avesse a dar biasimo se gli accettasse, e disse a

Girani che non avrebbe patito si privasse di quanto gli era più

caro.--Ah no, Marcellina, io non saprei meglio collocare questi

esseri che vicini a voi, a cui solo cedono in candore ed innocenza:

essi son vostri, e omai più nulla, no più nulla ho che possa creder

mio, neppur il mio cuore. Possano questi colombi farvi almeno qualche

volta sovvenire di me.--

La giovane, che nella sua schietta innocenza mal sapea celare gli

affetti ascosi, gli ripose che cari al certo le sarebbero riusciti,

ma che ad ogni modo si sovveniva di lui anche di troppo--Dunque,

Marcellina, io non vi sono indifferente! mi potreste voi amare?

voi?--Girani, io non so che cosa vi diciate, ma...--e qui tutta

verecondia il ferìa con un modesto e loquace lampeggiar degli occhi

che abbassava tremanti e incerti, e si strinse al seno uno di que'

colombi.--Oh me fortunato, se a me pur compartiste sì teneri

accarezzamenti!--Ma questa colomba resta ognor meco...--E se io pure

dovessi esservi sempre vicino, dividere con voi le vostre cure, le

vostre fatiche, la vita?--Sento che allora sarei felice.--

Intanto il focoso giovane l'avea stretta per una mano, e mentre essa

pronunziando le ultime parole, dolcemente riguardandolo parea

invitarlo a meglio aprirle i suoi sensi, Girani dicendole--Ah sì

sarai mia,--ratto volle scoccarle un bacio sull'amato volto: ella

sbigottita si ritrasse, e sarebbe fuggita se non la riteneva a forza.

Ma mentre l'uno le profferiva i propri affetti e le dicea tenarissime

parole, e l'altra inquieta, confusa, si sforzava, quasi colle lagrime

agli occhi, di divincolarsi dalle sue mani, ecco loro sopravvenne la

madre.

Diè la Marcellina un grido, e sciolta volò a nascondere la vergogna

che le si pinse sul viso nel seno di lei, chiedendole pietà. La buona

vecchia, che sebbene rozza pur nudriva alti sentimenti, si lagnò

fieramente a Girani perchè abusasse dell'accordatagli amicizia e

turbasse l'innocenza di sua figlia; ma il giovane pieno di un

generoso sdegno le rispose, sè essere bene straniero alle basse mire

de' seduttori:--Io vidi vostra figlia, e ne fui preso: la sua

innocenza tutto mi ha preso, io l'amo e desidero di formare la

felicità di entrambi, se voi vi assentite, e se ella non isdegna di

dividere meco la vita. Io sarò lieto se vivrò con lei, ella sarà la

speranza della mia fortuna: coltiverà i miei campi, sarà a parte

della mia messe e dividerà il mio letto.--

Rosa si compiacque a questi accenti, e di troppo amava la figlia

perchè non l'allettasse l'idea della di lei felicità. Baciò

l'innocente che ancor si avvinghiava al suo petto, e in cui le

parole di Girani cresceano la trepidazione, e rialzandola le

diceva:--Marcellina, pur troppo è destino del nostro sesso, di non

sedere sempre a quei focolari ove abbiamo mandati i primi vagiti. Lo

sa il cielo quanto mi pesi la sola idea di dovermi dividere da te, ma

converrà seguire il nostro destino. Però non sia mai ch'io voglia far

forza a' tuoi affetti. Girani coltiva molti campi, tiene molti greggi,

e raccoglie maggior messe di noi; ma se Girani non è pel tuo cuore, io

non vorrò giammai consigliarti ad assentire alla sue richieste. Finchè

io viva e tuo padre, starai con noi; quando ti abbandoneremo, è tua

questa capanna e questa valle, e qui sola ma libera, povera ma non

infelice, condurrai la tua vita nell'innocenza.--

Intanto l'agitata giovanetta teneasi pur vicina alla cara parente, la

stringeva e talvolta le dava caldi baci. Girani la premea perchè pure

rispondesse un accento, ed in fine pur sollecitata dalla madre, tutta

vergognosa rispose--Ei mostra tanta premura per me, ei mi dona i suoi

colombi, gli oggetti suoi più teneri, ei dice di amarmi, potrei

essergli ingrata?--

Ma Rosa perchè meglio e più liberamente potesse spiare i pensieri

della figlia, ricordò come non le conveniva parlarne più oltre se

prima non erasi consigliata col marito, e licenziò Girani. Ei

profferse in affettuosi accenti di nuovo l'amor suo a Marcellina, e

partì giulivo e pieno di speranze, mentre l'amorosa fanciulla cogli

occhi tremolanti di un fuoco novello, lo seguiva finchè la lontananza

e gli opposti colli non l'involarono.

Giovanni fu contento della novella, poichè piacevagli in Girani la

gentil persona, la semplicità de' costumi, la florida giovinezza, e

l'animo indomito alle fatiche. Il Cieco pose in assetto le opinioni,

e la Marcelina venne promessa a Girani: fu divisato il prossimo

autunno dopo il raccolto delle uve a stringere il felice imeneo.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 28 / 120 题