Era l'ora in cui più fervono i raggi del sole che già oltre al
meriggio volge all'occaso, e Marcellina stava tutta sola assisa sotto
i castani dietro la sua capanna. Girava sovente le desiose pupille
alla pianta presso cui vide talora il giovane che vivea nella sua
mente: pettinava la sua agnella, e quasi stretta dal bisogno di
spargere i proprj affetti che mal le capìano nell'animo, teneramente
la accarezzava e baciava: allora la scuote un calpestìo, s'alza e
scopre Girani. Ei veniva tutto festevole, e vedendola confusa,
intimorita, le disse che accortosi come fra la famiglia delle sue
bestiuole ne mancavano pur alcune, le portava due colombi a lui
carissimi, e che a lungo erano stati i soli suoi compagni, e gliele
presentò.
Marcellina ne fu imbarazzata, nè sapea se li pigliasse o no; ma
quegli augelli innocenti, siccome erano assai dimesticati, le
volarono sul petto e per le spalle, e pareano ora scuotendo le ali,
or avvicinando le piccole lor teste al di lei viso, invitarla ad
accarezzarli. Ella volea pur consigliarsi innanzi colla madre, perchè
temeva gliene avesse a dar biasimo se gli accettasse, e disse a
Girani che non avrebbe patito si privasse di quanto gli era più
caro.--Ah no, Marcellina, io non saprei meglio collocare questi
esseri che vicini a voi, a cui solo cedono in candore ed innocenza:
essi son vostri, e omai più nulla, no più nulla ho che possa creder
mio, neppur il mio cuore. Possano questi colombi farvi almeno qualche
volta sovvenire di me.--
La giovane, che nella sua schietta innocenza mal sapea celare gli
affetti ascosi, gli ripose che cari al certo le sarebbero riusciti,
ma che ad ogni modo si sovveniva di lui anche di troppo--Dunque,
Marcellina, io non vi sono indifferente! mi potreste voi amare?
voi?--Girani, io non so che cosa vi diciate, ma...--e qui tutta
verecondia il ferìa con un modesto e loquace lampeggiar degli occhi
che abbassava tremanti e incerti, e si strinse al seno uno di que'
colombi.--Oh me fortunato, se a me pur compartiste sì teneri
accarezzamenti!--Ma questa colomba resta ognor meco...--E se io pure
dovessi esservi sempre vicino, dividere con voi le vostre cure, le
vostre fatiche, la vita?--Sento che allora sarei felice.--
Intanto il focoso giovane l'avea stretta per una mano, e mentre essa
pronunziando le ultime parole, dolcemente riguardandolo parea
invitarlo a meglio aprirle i suoi sensi, Girani dicendole--Ah sì
sarai mia,--ratto volle scoccarle un bacio sull'amato volto: ella
sbigottita si ritrasse, e sarebbe fuggita se non la riteneva a forza.
Ma mentre l'uno le profferiva i propri affetti e le dicea tenarissime
parole, e l'altra inquieta, confusa, si sforzava, quasi colle lagrime
agli occhi, di divincolarsi dalle sue mani, ecco loro sopravvenne la
madre.
Diè la Marcellina un grido, e sciolta volò a nascondere la vergogna
che le si pinse sul viso nel seno di lei, chiedendole pietà. La buona
vecchia, che sebbene rozza pur nudriva alti sentimenti, si lagnò
fieramente a Girani perchè abusasse dell'accordatagli amicizia e
turbasse l'innocenza di sua figlia; ma il giovane pieno di un
generoso sdegno le rispose, sè essere bene straniero alle basse mire
de' seduttori:--Io vidi vostra figlia, e ne fui preso: la sua
innocenza tutto mi ha preso, io l'amo e desidero di formare la
felicità di entrambi, se voi vi assentite, e se ella non isdegna di
dividere meco la vita. Io sarò lieto se vivrò con lei, ella sarà la
speranza della mia fortuna: coltiverà i miei campi, sarà a parte
della mia messe e dividerà il mio letto.--
Rosa si compiacque a questi accenti, e di troppo amava la figlia
perchè non l'allettasse l'idea della di lei felicità. Baciò
l'innocente che ancor si avvinghiava al suo petto, e in cui le
parole di Girani cresceano la trepidazione, e rialzandola le
diceva:--Marcellina, pur troppo è destino del nostro sesso, di non
sedere sempre a quei focolari ove abbiamo mandati i primi vagiti. Lo
sa il cielo quanto mi pesi la sola idea di dovermi dividere da te, ma
converrà seguire il nostro destino. Però non sia mai ch'io voglia far
forza a' tuoi affetti. Girani coltiva molti campi, tiene molti greggi,
e raccoglie maggior messe di noi; ma se Girani non è pel tuo cuore, io
non vorrò giammai consigliarti ad assentire alla sue richieste. Finchè
io viva e tuo padre, starai con noi; quando ti abbandoneremo, è tua
questa capanna e questa valle, e qui sola ma libera, povera ma non
infelice, condurrai la tua vita nell'innocenza.--
Intanto l'agitata giovanetta teneasi pur vicina alla cara parente, la
stringeva e talvolta le dava caldi baci. Girani la premea perchè pure
rispondesse un accento, ed in fine pur sollecitata dalla madre, tutta
vergognosa rispose--Ei mostra tanta premura per me, ei mi dona i suoi
colombi, gli oggetti suoi più teneri, ei dice di amarmi, potrei
essergli ingrata?--
Ma Rosa perchè meglio e più liberamente potesse spiare i pensieri
della figlia, ricordò come non le conveniva parlarne più oltre se
prima non erasi consigliata col marito, e licenziò Girani. Ei
profferse in affettuosi accenti di nuovo l'amor suo a Marcellina, e
partì giulivo e pieno di speranze, mentre l'amorosa fanciulla cogli
occhi tremolanti di un fuoco novello, lo seguiva finchè la lontananza
e gli opposti colli non l'involarono.
Giovanni fu contento della novella, poichè piacevagli in Girani la
gentil persona, la semplicità de' costumi, la florida giovinezza, e
l'animo indomito alle fatiche. Il Cieco pose in assetto le opinioni,
e la Marcelina venne promessa a Girani: fu divisato il prossimo
autunno dopo il raccolto delle uve a stringere il felice imeneo.