Nè Girani diveniane ogni dì meno inquieto e meno amante: mille
pensieri gli si giravano nell'accesa fantasia, e studiava ogni
partito perchè gli riuscisse vedere la cara fanciulla.
Sta a fronte di Nebiolo una verdeggiante collina, dall'un lato della
quale corre una via che conduce a S. Antonino, dall'altra ove per
breve valletta è divisa da Nebiolo, è deserta, spoglia d'ogni gleba e
d'ogni pianta. Le acque, le quali si precipitano dai colli superiori
trascinando seco la terra che era sul pendìo, vi fecero alcuni seni e
scoscesero in mille luoghi il declivo, sicchè tra la rapidità del
dirupo, tra la nuda crosta di cui si vestì nel diseccare della frana,
sembrano a riguardarli un macigno. In questo seno poi, siccome
piacque alle precipitanti acque, si vedono mille diversi giuochi del
caso, poichè la terra or s'innalza in piramide, or si prolunga con
varie eminenze quasi bastita di guerra, ora s'incava in una grotta,
or s'incurva in un seno: l'occhio curioso volentieri ivi gode di
spaziare, e divisano que' luoghi i montanari col nome di orridi.
Sulla pendice di questo vario poggio s'innalza una pianticella
solitaria di olmo, che d'ogni parte dei contorni e anche dalla via
romana sempre si vede primeggiare sugli altri colli, pianticella che
fu poi denominata dai sospiri che ivi si sparsero per le sventure dei
due amanti.
Girani si arrampicava su quella cima vicino a quella pianta, ed ivi a
lungo si stava a contemplare Nebiolo: spingeva l'avido sguardo a
ricercare fra quelle fronde e quei tugurj la cara luce de' suoi
focosi pensieri, e sovente la dimandò come passero solitario che va
nel bosco in traccia della compagna. Spesso dal dubbio biancheggiare
fra le fronde delle vesti, vide o veder gli parve la bella, e le
inviò mille baci e mille sospiri. Così struggeasi il giovinetto, ed
erano derelitti i suoi campi, mentre sedeva sospirando sotto quella
pianta solinga; erano derelitti gli amici invano dolenti della sua
mestizia, e che invano il provocavano con motti a richiamargli sul
labbro appassito l'antico sorriso. Era deserto il cuore di Girani,
era chiuso alla gioja: qual pianta inaridita, su cui indarno piovono
le rugiade, punto non vi poteano prieghi o conforti.