V.

Fra queste innocenti cure era cresciuta la Marcellina, sicchè già le

sorrideva il terzo lustro, e sua madre non aveala che una sola volta

condotta a Voghera. Non mai avea corso i vicini paesi, non mai erasi

trovata fra i tumulti delle feste de' propinqui colli. Usava ne' dì

festivi andar coll'alba nascente a S. Antonino sua parrocchia insieme

alla madre, assisteva con raccoglimento ai divini uffizj e ritornava

al natìo casale, senza mai immischiarsi in vani discorsi colle altre

donnicciuole, o prendersi pensiero di sapere quanto altri oprasse.

In Nebiolo però essa era nè selvaggia nè schiva; giacchè non

constando il paesetto che di pochi vicini focolari, viveano quasi

que' solitarj come in una sola famiglia, nè vi aveano che cinque

madri, altrettanti mariti e dei figli.

Allorchè alcuno di questi ammalava, e mentre tutti intendevano al

lavoro, la sola Marcellina restava nell'eremitaggio, ne pigliava essa

pensiero, gli prestava ristoro col latte delle sue capre, e

raccoglieva le erbe onde preparargliene col succo salutare

beveraggio. Avea cura pei fanciulli degli assenti e delle loro case,

e all'estate verso sera, raunata sur un vicino praticello la pia

tribù, faceva recitar loro l'orazione de' morti: era in fine la

delizia, il pensiero più tenero di tutti, e alle preghiere di lei

ognuno confidava nelle proprie calamità.

In vero la semplicità ed il candore dell'animo sono l'olocausto più

grato al nume della virtù; e Marcellina esser dovea il solo

interprete di que' puri cuori presso la divinità: essa era religiosa

come una cenobita, ispirata come un serafino, nè altro mai domandava

al cielo che la salute de' suoi parenti e la prosperità de' vicini.

Così, presso a sedici anni, fresca come la rugiada del mattino, pura

come la neve del monte, altro affetto mai non aveva accolto il suo

cuore, fuorchè l'amore di coloro che le diedero vita, e la carità de'

suoi simili.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 16 / 120 题