IV.

Marcellina aveva la cura del piccolo pollajo, tosava alla stagione le

agnelle, e aveva pensiere de' loro piccioletti. Preparava col latte

della giovenca il burro per la famigliuola, attendeva a racconciare i

rozzi abiti de' genitori, in fine prendeva sollecitudine di tutte le

cose domestiche; nè veniva ai campi che al tempo della vendemmia e

nelle più stringenti necessità. Quindi era più gentile e meno

brunetta delle altre femmine della montagna, assai dilicata, ed anzi

pallidetta che rubiconda: poteva valere a modello onde rappresentare

la grazia della collina. Capelli castani inanellati, viso piacevole,

e sebbene qualche menda vi si potesse trovare nel profilo, avea una

di quelle fisonomie che dir si possono saporite. Pronta, snella,

dolce d'indole, non melanconica, ma, anzichè gaja, di un carattere

soave.

Marcellina era la delizia de' suoi genitori nella fanciullezza, loro

conforto nell'età più verde. Allorchè il padre nella state ritornava

madido di sudore dai campi, essa se gli faceva festevole incontro,

gli toglieva d'in collo gli stromenti agresti, e invitatolo ad

adagiarsi sotto l'ombra di alcuni castani che prosperavano vicino

alla casa, col suo grembialetto gli veniva lievemente tergendo la

fronte, e con qualche fronda provocava l'aria, perchè muovesse quasi

coll'ali fresche a scherzargli intorno, e temprargli la tiepid'ôra.

Siccome spesso Giovanni al ritorno desiderava di bere, ed essa temeva

forte non gli inducesse nocumento il subito freddo dell'acqua, anche

correndo pericolo d'esserne ammonita teneva vuoti i secchj, onde

finchè ella scendesse al pedale del colle ad attingere l'umor del

fonte, alquanto si rattemprasse il calore nelle arse di lui membra.

Rinfrescatolo e presentatogli il cibo, gli preparava qualche fascio

d'erba o di fieno, e fattonelo adagiare lo invitava al riposo. Con

qualche fronzuto ramo gli allontanava i molesti insetti, e

conciliavagli il sonno: quando erasi addormentato, gli copriva con

quella fronda il volto, e stava sempre in attenzione perchè niuno

venisse a dargli molestia o a rompergli il riposo.

Nè men tenera la Marcellina era per la madre. Aveale questa dato il

proprio latte, cresciutala con amore e confidenza: teneala più qual

sorella che figlia. Già anche adulta la forosetta, faceale intorno

mille amorevolezze e mille baci: la ripigliava sovente perchè troppo

si affaccendasse, in vece di commettere a lei il peso de' lavori più

gravi. Ogni dì le serbava l'uovo recente della gallina e la induceva

a berlo; la pettinava; era sollecita di lavarle i panni più spesso

del solito bucato; vegliava per filare il lino di lei; attendeva con

ogni premura ai bachi, perchè Giovanni ne concedea l'utile alla

moglie. Marcellina non era mai lieta se non vedeva la giovialità

sorridere sul volto della madre; non sosteneva mai che andasse ancor

digiuna al lavoro, e nel verno pativa di starsi più a lungo nella

piccola stalla, ove teneva l'asinello e la giovenca, per serbare le

legne a destare un bel fuoco quando quella tornava dalle proprie

cure.

Rosa d'altra parte non era meno amorosa verso la figlia. Ne' giorni

dì mercato andando a Voghera a vendere qualche pollo o la lana, o

alcuna misura di castane, avea sempre premura di portare a Marcellina

qualche pan bianco, ch'ella però divideva co' genitori; spesso un

fazzoletto, talora qualche spillo d'argento da rannodare le trecce,

od altri simili vezzi. Come la buona donna aveala fregiata del nuovo

presente, la riguardava quasi innamorata, e sembrandole più bella,

con trasporto la stringeva e la baciava caramente.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 15 / 120 题