VI.

Già al raggio d'estivo sole biondeggiava la messe nell'arso solco, e

il tempo s'appressava in cui correa la festa della Madonna del Monte.

È un tempio consacrato alla Vergine, sulla cima di un colle alquanto

erto, in cui gli scabri macigni fan testimonianza della vicina

montagna. Essa s'innalza fra la catena delle colline che con diverso

pendìo e vago succedersi or di valli verdeggianti, or di sterili

dirupi, muovono lungo il letto della Copia verso la di lei sorgente.

A metà del colle mezzo ascoso fra il seno delle rocce, le circostanti

alture e le piante, siede il paesetto in dolce pendìo. A lui sovrasta

quasi piramide la cima del monte, sopra cui romita sorge la chiesetta

colla cella del levita che ne ha la cura: conducono a questa varj

tortuosi sentieri, che ora si innalzano sullo scoglio, ora si perdono

nei silenziosi labirinti del bosco. Niuna vetta di opposto monte,

niuna fronda d'importuna pianta adombra il solitario tempio; sicchè

il sole nell'intero suo giro sempre lo indora co' suoi raggi, e

concilia a vederlo da lungi religioso ossequio, perchè ti avvisi

ch'ivi l'aura rifulga, indizio della presenza del nume. A questa

chiesa traggono i terrazzani del sottoposto paese, per essere

addottrinati nella religione de' loro padri, ed ivi coi puri lor

cuori porgono voti innocenti al cielo.

Numeroso e vago è il concorso degli abitatori delle altre colline al

Monte il dì della festa: d'ogni età, d'ogni sesso, eguali di

semplicità di costumi, pari negli abiti e nel cuore, se non che

taluno nella diversa foggia di qualche ornamento accenna la natìa sua

terra. Tutti serbano questo giorno a sollievo delle diuturne fatiche;

ognuno si procaccia far pompa de' più eletti fregi, e ti piace fra

quella semplicità un lusso che è di vezzi anzichè di ornamenti:

ognuno si studia meglio di riuscire gradito altrui o colle grazie o

coll'innocente allegria, sicchè potresti dire che colà si uniscono i

fiori più eletti della campagna.

Ivi fra semplici parlari e liete cure si rinfrescano le vecchie

amicizie e se ne stringono delle nuove; ivi si veggono gli antichi

congiunti, e vi convengono e gli amorosi genitori e le figlie che

andarono lungi a marito, per ritornare ai paterni amplessi. Sovente

s'incontrano taluni che, da gran tempo lontani, pareano dimenticati

dal cuore, si ricordano i trascorsi tempi di felicità; corrono grate

all'animo le fauste novelle; e fra loro batte la gioja le scherzose

penne, senza che mai invido umore ne annebbii il caro sorriso, cui

sovente, fra l'avvicendarsi degli affetti e delle accoglienze oneste

e belle, gode la volubile sorte d'intrecciare inaspettate avventure,

e insidioso amore prepara nuovi nodi e future felicità.

La pianta dei sospiri con alcuni cenni su la vita e su le opere dell'autore · 第 17 / 120 题