L'anatra di Pechino

Eppure qualcosa di superiore ancora all'Aylesbury, se non dal lato

sportivo, da quello industriale lo si ha in quell'anatra che si ritiene

provenga in diretta linea dal paese di Confucio, conosciuta però

soltanto un mezzo secolo fa in Europa, mentre era già assai diffusa in

America prima d'allora; anzi colà ha fatto tanta strada, ha preso tal

predominio che i grandi stabilimenti di anatricoltura non tengono che

la razza di Pechino.

[Illustrazione: L'anatra di Pechino]

Sull'Aylesbury benchè condivida il bianco piumaggio la Pechino ha il

prevalente pregio di esser più robusta, oltre ad aver una precocità

per lo meno uguale, volume e fecondità non inferiore. Il candore

della livrea non ha la tendenza all'argenteo della regina delle anatre

inglesi, nella pechinese il bianco accenna al giallino dello zolfo ed

in certi individui si avvicina debolmente al zafferano, ciò secondo

il gusto degli allevatori per i quali la tinta più o meno gialla è

questione di simpatia e di esperienze passionali.

Anche il portamento è diverso, orizzontale nell'Aylesbury è eretto

nella Pechino, tanto che forma un angolo pronunziatissimo, e si

direbbe che cerchi di prendere la posizione verticale come si ha nella

Corritrice indiana; nel tipo primitivo quest'attitudine era anche più

accentuata di quella degli individui che attualmente si vedono, in cui

va perdendo alquanto della sua caratteristica.

I primi esemplari di questa preziosa razza, che, volere o volare, ha

conquistato il primitivo posto nel mondo degli allevatori d'anatre,

vennero in Europa verso il 1870 ed il Vander Snickt, il compianto

allevatore e scrittore belga, morto pochi anni fa, ne acquistò in

quell'epoca a Londra una coppia trovata su una nave proveniente dalla

Cina dove era stata imbarcata pel servizio di tavola dei viaggiatori

ma miracolosamente scampata al coltello del cuoco di bordo. Forse

sfogliando i giornali inglesi di quel tempo si potrebbero conoscer

meglio le origini e la data delle prime importazioni dall'Estremo

Oriente o dall'America; ma questo non ha una grande importanza ciò che

si può constatare è che ben pochi animali come questo si diffusero in

Europa come l'anatra di Pechino.

Anche in Italia vennero ben presto in voga, e fin dal 1889 ne importai

anch'io, ora non ricordo più di dove, una coppia, della quale potei

subito osservare ed apprezzare la fecondità straordinaria e la grande

rusticità dei pulcini; le uova schiudevano tutte o quasi, gli anatrotti

venivan su per incanto, cosicchè in poco più d'un anno possedevo un

gruppo numerosissimo. Tenevo pure dei bellissimi Rouen ma questi

rimanevano indietro assai per produzione ed anche per celerità di

sviluppo, agl'infaticabili, ai precocissimi Pechino.

Come in Inghilterra, l'anatra di Pechino attecchì subito anche in

Francia, in Germania; sembra che gli individui della prima importazione

d'America fossero alquanto scadenti dal lato della carne, per cui

gl'inglesi pensarono subito a modificar la razza mediante incrocio con

l'Aylesbury; dal canto loro i tedeschi presero ugual misura incrociando

con razze paesane. Simili modificazioni andarono, naturalmente, a

detrimento di qualche carattere saliente del tipo originale, specie dal

punto della posizione eretta, in cui il treno posteriore dell'animale

poggia in terra, ma le altre prerogative della razza sono rimaste

inalterate e se si è ottenuto il vantaggio della carne migliore, non

c'è da rammaricarsi troppo dell'iniziativa degli allevatori europei.

Un'altra caratteristica speciale all'anatra di Pechino che non

si riscontra nelle razze europee ma soltanto nella Muschiata del

Sud-America è la criniera che dalla nuca scende al collo; ma anche

questa è scomparsa completamente o quasi negl'individui che si

vedono oggidì in Europa; l'assenza di quest'ornamento non è cagione

di squalifica nè influisce menomamente sulle qualità preziose della

Pechino, che sono parecchie.

L'anatra: Allevamento per la produzione della carne · 第 12 / 30 题