Se i francesi vanno superbi della loro Rouen, attraversando la Manica
troviamo degli allevatori che a loro volta incensano un'anatra per così
dire nazionale, quantunque allevata intensivamente in qualche parte
soltanto del paese, precisamente nel distretto di Aylesbury, benchè
sia sparsa un po' dappertutto, e da esso trae il suo nome. Colà quasi
tutti gli abitanti tengono un gruppo e si danno all'industria della
produzione degli anatrotti, per venderli allorquando hanno otto a
dieci settimane sul mercato di Londra che dista circa 80 chilometri, la
qual cosa possono fare per la grande precocità della razza e grazie ai
sistemi razionali d'allevamento.
L'anatra di Aylesbury pura è un animale aristocratico che ha bisogno
di cure speciali non solo per esser conservata nella sua tipica purezza
di razza, ma anche nella livrea candidissima, nel roseo becco, cose cui
tanto tengono gli allevatori che espongono ed i giurati, naturalmente.
Gli allevatori di campagna che si dedicano alla speculazione di cui
ho parlato non vanno a cercar tanto il pelo nell'uovo, come si suol
dire ed a certi caratteri di cui fanno sì gran caso i _fanciers_ non
fanno troppa attenzione; essi allevano questa razza perchè dà dei
prodotti precoci, di un bel volume, di carne fina che vendono a buone
condizioni, ciò loro basta.
Vediamo dunque dapprima quanto valga l'Aylesbury sotto il rapporto
del tornaconto tenendo presenti le pratiche in uso in quelle campagne
inglesi.
Intanto, per ottenere una maggior rusticità che nella razza in parola
non è la quantità prevalente, quegli allevatori non si fanno scrupolo
d'incrociar l'Aylesbury con l'anatra di Pechino, la quale oltre alla
precocità uguale di sviluppo, non è inferiore per volume quando non è
superiore, ed infine hanno entrambi la stessa livrea bianca, d'un bel
bianco argenteo l'inglese, di tinta tendente al giallino la cinese,
ma questo non è un gran difetto per dei giovani animali votati al
sacrifizio all'età di due mesi o poco più.
I riproduttori, contraddistinti da segnali a colori secondo se
appartengono ad un proprietario piuttosto che ad un altro, sono
lasciati in libertà e vanno a sollazzarsi nel corso d'acqua che
generalmente attraversa il villaggio; giunta la sera, un po' come si
pratica dalle nostre parti per le oche, i branchi, composti per lo
più di un maschio con quattro o cinque femmine vengono sospinti verso
le loro rispettive dimore; dove trovano una buona alimentazione ed un
_confortable_ alloggio in qualche baracca ben riparata od anche nella
stessa abitazione famigliare.
In Dicembre, le uova raccolte si danno a covare a delle galline di
grosse razze; queste le covano i soliti 28 giorni e dopo nati gli
anatrotti rimangono sotto la chioccia fino a che siano ben asciutti e
possano star in piedi. Dopo qualche giorno si riuniscono tre o quattro
covate sotto una stessa chioccia ricoverata in qualche camera od entro
una capanna con gli anatrotti, in gruppi di trenta o quaranta, separati
da divisori bassi in legno. Se ne vedono perfino due a tre mila nello
stesso edifizio.
Non si lasciano mai andar all'acqua, si tengono ben asciutti e puliti
su strati di paglia d'orzo;il loro nutrimento è composto d'uova
sode schiacciate, mescolate con riso e fegato di vitello trinciato,
distribuito parecchie volte al giorno durante quindici giorni, poscia
con pastoni di farina d'orzo stemperata nell'acqua in cui si è fatto
bollire del sego in pani e talvolta vi si aggiunge della carne di
cavallo.
Le anatrine sono tenute continuamente nel rinchiuso dove però ricevono
quanto nutrimento possono prendere, ed a loro disposizione trovano una
vaschetta piena d'acqua con della sabbietta o piccola ghiaia che aiuta
alla digestione degli alimenti. Ed ecco tutto ciò che occorre per
produrre gli anatrotti da tavola precoci.
La muta incomincia verso l'età di dieci a dodici settimane;per cui
ove si continuasse a mantenere uno di questi giovani animali dopo
quest'età esso non guadagnerebbe altro in peso mentre invece perderebbe
in qualità;l'utile dunque consiste nel mandarle al mercato verso le
otto a dieci settimane d'età, poichè tenendole fino a sette od otto
mesi, oltrechè sarebbero di qualità inferiore per la tavola, sono
venute a costar assai più ed hanno per tal modo assorbito in beneficio.
Il campagnuolo che agisse in questa guisa non conoscerebbe il proprio
interesse ed ove si lamentasse che l'anatra non rende, meriterebbe un
brevetto che nessuno di quei anatricultori ambisce.
Quest'industria è anche più profittevole se si considera che
viene esercitata in un'epoca in cui i lavori campestri lasciano ai
coltivatori tutto il tempo necessario per dedicarsi all'allevamento
degli anatrotti.
Ma ci sono anche tante persone che si preoccupano meno dell'utile ed
allevano per loro piacere e talune in vista di vendere o di esporre
i riproduttori ed i giovani allievi nello scopo di conseguire un
certo lucro; è noto come in Inghilterra le esposizioni seguono le
esposizioni e quanto sia facile ricavare dei prezzi elevati da animali
perfetti;industria anche questa benchè di genere diverso.
I caratteri che si esigono per delle anatre Aylesbury da concorso sono
i seguenti:
La _testa_ deve parer forte ed esser diritta e lunga, l'_occhio_ scuro,
il _becco_ lungo, largo, diritto, formante una linea quasi retta a
partire dalla sommità del cranio; la lunghezza della testa e del becco
nel maschio è di 16 centimetri circa, e di 14 centim. circa nella
femmina; il colore del becco è bianco roseo o carnicino. Il _collo_ è
lungo, piuttosto forte, ben proporzionato, come spessore, al corpo. Il
_petto_ pieno e profondo; lo _sterno_ ben diritto e forte. I _tarsi_ ed
i _piedi_ sono forti e spessi, d'ossatura pesante e disposti in modo
che il corpo abbia una posizione perfettamente orizzontale; il loro
colore dev'essere arancione acceso.
Le dimensioni del corpo; il quale sarà il più voluminoso possibile,
dovranno essere di 90 centimetri dalla punta del becco alla estremità
delle dita, misurando il volatile disteso su un tavolo; peso da 4
chilogr. a 4,500.
[Illustrazione: L'anatra di Aylesbury]
La femmina misurerà 2 centimetri meno del maschio ed il peso dovrà
essere inferiore solo di mezzo chilogr. a quello del maschio.
Il piumaggio ha da essere bianco puro, senza macchia e sericeo tanto da
rassomigliare a del raso ed averne il brillante e ciò sia nel maschio
come nella femmina; il maschio ha il solito distintivo delle penne
arricciate sulla parte superiore della coda.
I caratteri tipici della razza più difficili da conservare nella loro
purezza sono la tinta argentea del manto ed il color rosa pallido del
becco, quelli insomma che ne fanno un animale raffinato, delicato
in certi particolari, aristocratico; la qualità degli alimenti può
dare una leggera tinta giallognola al piumaggio ed al becco, ciò che
costituisce un difetto, non ammissibile quindi in animali veramente
scelti. Il niveo manto ed il becco roseo non si mantengono poi di
certo per poco che l'acqua di cui si abbeverano o nella quale vanno
a bagnarsi abbia un fondo di ghiaia limacciosa e dove entri qualche
principio ferruginoso; gli abbeveratoi in ferro fuso vanno perciò
proscritti. L'Aylesbury si potrà conservare nella purezza dei suoi
caratteri assai più facilmente nel suo paese natìo ed in special modo
grazie alle cure che l'allevatore appassionato od interessato può
prodigarle.
E quando avremo detto che quest'anatra, oltre alla precocità, al
volume, alla fetazione abbondante, produce una carne tenera, fine,
bianca e con la sua bianca livrea delle piume ed un piumino apprezzati
sovra ogni altra dai commercianti, parrebbe difficile dire ed ottener
di più e meglio in fatto di anatre da prodotto e da sport insieme.