Confronto del metodo praticato dall'Accusa con le dottrine del Guizot.
Questo metodo presenta i caratteri indicati dal Guizot? Furono
accumulati fatti a me estranei? Fui immerso dentro una atmosfera vaga
e indefinita dove non si trova la strada per uscirne? Si espose la
storia, o piuttosto la novella dello stato del paese, e delle pubbliche
disposizioni, per appuntarmela al petto? Fuori dei fatti dell'accusa
speciale non fu egli costruito uno edifizio per rovesciarmelo sul
capo? Ebrei con Sammaritani mescolaronsi o no? La Chimera favolosa
non si doveva vedere ridotta a verità nei Documenti della Accusa? La
lunga rete non si strascinava per tratto largo di mare onde pescare di
tutto un po' ai miei danni; fatti estranei, induzioni, rumori plebei,
calunnie, rabbia di partiti, sofismi, per invilupparmici dentro? Non si
è prima tentato di stabilire una cospirazione diretta a distruggere la
Monarchia Costituzionale, e poi si è detto: _ecco il colpevole_?
È stato fatto anche più; dopo avere con faticosa solerzia raccolto
un cumulo di pietre destinate a lapidarmi, ad un tratto me lo hanno
mostrato, e incominciando a gittarmele contro la persona soggiunsero:
difendetevi! — Al punto stesso però mi negarono gli atti della mia
Amministrazione[5] capaci a chiarire le condizioni toscane in cotesti
tempi quali erano, e gli sforzi supremi da me adoperati per mantenere
i popoli alla devozione della Monarchia Costituzionale, che l'Accusa
pretende da me insidiata mai sempre, e la ragione, anzi pure la
necessità, delle opere incriminate. — Difendetevi! — Ma in mezzo alla
bufera rivoluzionaria, fra tremende perplessità, e incessanti terrori,
che da un punto all'altro subbissasse la società, per ispossatezza,
e per vigilia febbricitante, avevo io modo di notare i singoli casi?
Quando si apre una via all'acqua nel corpo della nave, bada egli il
pilota quale delle sartie le schianti la tempesta? — Come rammentarsi
di tutti i successi, che varii, moltiplici, infiniti, si tenevano
dietro con ispaventevole rapidità? Chi conosce a nome le migliaia delle
persone che mi passavano davanti, in ispecie se si consideri che da
tempo breve io avevo stanza a Firenze? E conoscendole ancora, come
ricordarmene dopo spazio sì lungo di tempo? Perchè non concedermi le
conferenze co' segretarii miei, e con le persone che mi circondavano,
onde potere instituire ricerche a difesa, come l'Accusa le instituiva
laboriosamente e per anni ben lunghi ad offesa? — Difendetevi! — Ma
se mi legate le mani, se mi chiudete la bocca, se da due anni e più
mi tenete iniquissimamente in carcere segreta, come ho a fare per
difendermi io? — Difendetevi! — Ma se le testimonianze avverse al
concetto, che vi tramandate dall'uno all'altro _stereotipato_, non
curate; se, giudicando della mia amministrazione, gli archivj della mia
amministrazione a voi e ad altrui chiudete; se invece di dissetarvi
a cotesta fonte viva, correte dietro a rigagnoli di acqua fangosa;
se i documenti e i riscontri non leggete; se le deduzioni rigorose di
logica aborrite, a che e come mi difenderei io davanti a voi? Invece
di distinguere confondete, vero a falso mescolate, la progressione dei
tempi invertite; gli stessi errori, le medesime enormezze, anzi pure le
stesse parole da un Decreto all'altro (funesto augurio di non possibile
difesa) trasportate; e con quale cuore poi voi mi dite: — Difendetevi? —
Invocherò il diritto, che m'insegna il Guizot nella opera citata, ma
nessuno mi ascolterà. Questo diritto consiste «nel pretendere, che la
mia colpa sia cercata là dove io mi trovo, e fabbricata con le mie
proprie azioni; si esaminino i fatti che a me si referiscono, e nei
quali sostengo una parte.»
Il Pubblico Ministero con l'Atto di Accusa del 29 gennaio 1851, come
di già notava, seguitò lo esempio dei Decreti che lo hanno preceduto,
anzi intristiva quello che già appariva tristissimo, e sarà dimostrato.
Anche al Ministero Pubblico, anzi a lui principalmente, rivolgendo
il Guizot la sua grave parola, scriveva nella opera citata: «ma che
il Ministero Pubblico a cagione di un uomo o di un fatto stabilisca
la presenza di una fazione, ve lo inviluppi dentro, declami contro i
_tristi_, e i desiderii, e i disegni loro; che in appoggio di accusa
speciale svolga tutte le considerazioni generali, che possono addursi
in favore di una misura del Governo....... questo è sovvertimento di
giustizia, è introdurre le procelle della tribuna nel Santuario della
Legge.» L'Atto di Accusa del 27 gennaio 1851 non ha fatto altro che
questo. — Oh! Il Ministero Pubblico pensando unicamente sostenere
l'interesse dell'Accusa, s'inganna intorno alla nobiltà del suo
ufficio: non sono, no, i soli interessi dell'Accusa quelli che vengono
confidati nelle sue mani, ma eziandio quelli più santi della innocenza
perseguitata, della morale pubblica, della intera civiltà. —
Chi cerca lo errore confonde, chi indaga il vero distingue. Ora a me
pare che, volendo instituire diritta indagine intorno alle ragioni
della mia vita politica, debbansi nella seguente maniera determinare le
ricerche:
1º Origine, progresso, e motivi della forza rivoluzionaria fuori di
Toscana, e in casa.
2º Lo Incolpato, prima e durante il suo Ministero, fu aiutatore,
complice, o docile arnese di questa forza rivoluzionaria?
3º Come agisse questa forza, e a quale intento. Condizione dello
Imputato di contro alla forza rivoluzionaria.
4º Come vi si opponesse lo Imputato, e in che cosa riuscisse; in che no.
5º Come lo Imputato provvedesse alla società minacciata; — primario
scopo del mandato ricevuto dalle Camere, dal Popolo, dalla sua
Coscienza, da Dio.
6º Come lo Imputato intendesse alla restaurazione della forma politica;
— secondario scopo del mandato medesimo.
7º Se sia vero, che lo Imputato si opponesse alla Restaurazione.
Io entro nella difesa a mani ignude, come lo schiavo romano gittato
nel circo alle belve: non ho esaminato il processo; ignoro il deposto
dei testimoni; non ho conferito con persone che portino alla mia
travagliata memoria il soccorso delle loro reminiscenze; non parlerò
di Diritto, e nonostante confido disarmare l'Accusa. Esporrò una serie
di fatti e di raziocinii, non perchè i primi sieno tutti, e molto più
stringenti non possano argomentarsi i secondi; ma perchè mi è parso,
che in causa propria io dovessi, parlando, somministrare alcuna guida
alla Difesa, e tema al Pubblico, onde se dico il vero, e la mia causa
gli sembri giusta, egli mi approvi, e mi ami; se invece trova la mia
_lingua dolosa_, e la mia causa ingiusta, allora si chiuda le orecchie
e il cuore, e mi scagli la pietra.