»Sedersi a un desco, ov'è alla copia unita
»La sceltezza de' cibi, cotal uso
»Ad ogni viaggiator prudenza addita.
_Prior._
La colezione apprestata da lady Bellenden non somigliava maggiormente
alle nostre colezioni d'oggidì, di quel che somigli alle nostre sale
odierne da mensa, quella sala lastricata in marmo entro cui fu
imbandita. Non vi si vedeano nè caffè, nè cioccolate nè tè, ma dilicati
lombi di vitello, bei presciutti, succose coscie di manzo, pasticci di
salvaggina, le cui esalazioni confortavano l'odorato; e fiaschi
d'argento colmi de' vini i più preziosi guernivano tutta la mensa.
Corrispondeva a questa sostanziosa magnificenza l'appetito de'
convitati, che per vero non si perdevano in ciance; e le lor mascelle
s'adoperavano con quella perseveranza che sol conoscono le persone use a
levarsi da letto innanzi giorno, e dedite ad esercizi e a faticosi
lavori.
Lady Margherita andava in estasi pel contento di vedere come si facesse
onore al suo banchetto, e rare volte dovette affaccendarsi per
sollecitare gli ospiti a gustare d'ogni vivanda di cui ringorgava la
mensa; perchè in que' giorni una matrona avrebbe creduto violare le
leggi dell'ospitalità, non si studiando il procurare un'indigestione ai
suoi convitati.
Solamente il colonnello che aveva al fianco suo miss Bellenden parea più
sollecito di farle la corte che di soddisfare il proprio appetito.
Editta ascoltava in silenzio le frasi gentili che le volgea Claverhouse,
animate da modi ben atti a provare, come la sua voce, avvezza ne' campi
a farsi udire quanto lo squillo della tromba guerriera, sapeva all'uopo
modulare gli accenti d'una dilicata galanteria. L'idea d'essere da
presso a quel formidabile comandante da cui dipendea il destino
d'Enrico, l'altra del terrore che il solo nome di Claverhouse inspirava
per ogni dove della contea, le tolsero per qualche tempo la forza di
parlargli e perfino di guardarlo in volto. Ma finalmente fatta men
paurosa dal gradevole suono di quella voce, osò fissare sovra di lui le
pupille, nè vide in quell'aspetto nulla di feroce, nulla che in
apparenza giustificasse i timori da essa concetti.
Graham di Claverhouse trovavasi tuttavia nel fiore di sua giovinezza;
mezzana ma ben proporzionata erane la statura; i suoi discorsi, i modi,
il gesto palesavano com'ei fosse uso a vivere nelle società le più
scelte. Avea sì regolari lineamenti da ingelosirne una donna. Occhi neri
ed accorti, bell'arco di sopracciglia, un colore vôlto al bruno sol
quanto bastava perchè effeminata non ne paresse la fisonomia, stupenda
capigliatura, un di que' nasi quai s'ammirano nelle statue greche,
formavano in lui tal complesso di pregi, qual lo bramano i pittori
all'uopo de' lor disegni, il bel sesso a quello di contentare la vista.
Tai meriti esterni sarebbersi detti più atti a farlo brillare in una
sala consacrata al piacere che in un campo di battaglia; e la soavità e
la gioia che gli si leggevano in viso lo poteano a prima vista far
credere piuttosto un seguace de' diletti che uno schiavo dell'ambizione.
Ciò non togliea nondimeno che non si fosse fatto conoscere per la sua
grande severità, intantochè gli stessi nemici suoi non poteano negar
giustizia alla prodezza ond'erasi segnalato in più d'uno scontro. —
Fornito d'animo intraprendente, e concepiva ed eseguiva disegni
arditissimi, possedendo ad un tempo tutta la sagacia suggerita da
Macchiavello. Intrepido in mezzo ai pericoli i più gravi, ardente nel
seguire ogni impresa una volta incominciata, così poco timoroso della
morte per se medesimo come indifferente nel darla ad altri, le voci
della politica gli parlavano con maggior forza che non quelle
dell'umanità e della natura.
Le discordie civili son fatte per partorir tai caratteri. Luminosissime
prerogative di animo, corrotte dallo spirito di parte, irritate dalla
opposizione giornaliera, prendono di frequente quelle tinte d'astio e di
viziosa indignazione che le privano d'ogni lustro lor primitivo.
Editta mostravasi tanto smarrita nel rispondere ai complimenti di cui
largheggiavale il colonnello, che l'ava giudicò necessario il
frammettere in soccorso della nipote una qualche frase del proprio.
»Dopo che mi son data al ritiro, si volse con tai detti a Claverhouse,
miss Editta Bellenden ha veduto ben di rado le grandi società; non è
quindi maraviglia se or prova qualche imbarazzo nel corrispondere alle
cortesi espressioni che le vengono addirizzate. Rare volte, colonnello,
ne capita la fortuna di ricevere qui un qualche ufiziale, e il giovane
lord Evandale è il solo che abbiamo il piacere di avere fra noi con
qualche frequenza. — Oh a proposito! Perchè dunque non v'ha egli
accompagnato?»
»Lord Evandale, o milady, marciava di conserva con noi; ma ho dovuto
metterlo in fazione insieme alla sua compagnia per dissipare un
attruppamento di questi sgraziati Puritani, che hanno ardito adunarsi ad
una distanza di cinque miglia dal mio quartier generale.»
»Oh! che mi dite? Non avrei mai creduto tanta presunzione in questi
sciagurati. In che tempi viviamo noi, colonnello! Nella Scozia poi vi è
uno spirito maligno che inspira ai vassalli la disobbedienza e la
ribellione. Nol credete! Un de' miei ha ricusato di portarsi all'ultima
rassegna. Mio Dio! non vi son leggi per punire tal genere
d'ostinazione?»
»Credo mi sarà facile trovarne una. Come si chiama il colpevole? ove
dimora?»
»Il suo vero nome è Cutberto Heudrigg, ma lo chiamiamo per solito Cuddy.
Il domicilio poi, non vel potrei additare nemmen volendo.
V'immaginerete, credo, mio colonnello, che dopo tal condotta, non ha
fatto lungo soggiorno in Tillietudlem. Io nel cacciai all'istante, nè so
quello che ne sia divenuto. Però non gli auguro male; sol dico che
alcuni giorni di carcere servirebbero di un buon esempio in questi
dintorni, ove il Puritanismo incomincia a dilatarsi. Non credeste già
ch'io debba sentir compassione di questi sgraziati; sono essi che m'han
fatto rimaner priva di marito e di figli, e senza la protezione
dell'augusto nostro monarca e de' suoi valorosi soldati, mi
spoglierebbero anche de' miei beni e poderi. Non vi dico altro! Sette
de' miei fittaiuoli han ricusato pagarmi gli affitti che doveano; ed
osarono dire al mio intendente che non voleano riconoscere signoria di
chi ha le massime stesse de' loro persecutori.»
»Andrò io, se mel permetterete, o milady, ad aggiustare i conti con
essi. È mio obbligo il far rispettare l'autorità, soprattutto allorchè
trovasi in sì degne mani come le vostre. Ma pur troppo è vero: le
cattive massime ogni dì prendono qui all'intorno maggior estensione, e
sarò costretto a comportarmi verso questi sciagurati con un rigore, più
conforme per vero dire al mio dovere che alla mia indole. Oh! tale
argomento, milady, fa ricordarmi ch'io vi debbo ringraziamenti per
l'ospitalità di cui siete stata cortese a un distaccamento de' miei, a
quello che mi conduce un prigioniero accusato d'aver dato ricovero
all'empio Balfour di Burley.»
»Il castello di Tillietudlem, o colonnello, è sempre stato aperto ai
servi di sua maestà, e nol sarà più sol quando non vi rimarrà pietra
sopra pietra. Ma giacchè siamo su tal proposito mi permetterete farvi
osservare che il comandante di questa gente non è posto nel grado, cui
sembrami avrebbe diritto, volendo aver riguardo al sangue che scorre
nelle sue vene. Se osassi sperare bene accolta da voi una mia istanza a
favore di esso, vi supplicherei concedergli promozione alla prima
circostanza che se ne offrirà.»
»Voi volete parlare del sergente Bothwell, rispose Claverhouse
sorridendo; è un soldato coraggioso; ma simile ad una pianta di dura
corteccia, piega a stento alle regole della disciplina e soprattutto
della subordinazione. — Pure il menomo fra i desideri di lady Bellenden
è legge per me. Si chiami Bothwell!» Appena egli giunse, voltosi ad esso
il colonnello: »Bothwell, gli disse, baciate la mano a lady Margherita,
e ringraziatela. Dovrete alla premura ch'ella mostra pel vostro
avanzamento, l'averlo alla prima vacanza che si farà nel nostro corpo.»
Bothwell si prestò con alterigia a tale atto di sommissione, dopo di che
con eguale alterigia soggiunse.
»Certamente non v'è chi si possa tener degradato baciando la mano di una
dama. Se fosse stata la mano di un uomo, eccetto quella del re, non
vorrei comperarmi nè anco il grado di generale a tal costo.»
»Lo udite, o milady? disse Claverhouse sorridendo. Sempre lo stesso!
sempre a cavallo de' suoi antenati!»
»Mio colonnello, so che manterrete la promessa fattami ora. Giuntone il
momento, spero permetterete all'ufiziale ricordarsi di quegli antenati,
che il sergente deve dimenticare.»
»Basta così, signore! (rispose Claverhouse con quell'imperioso tuono sì
familiare). Potete ritirarvi.»
In quel momento si presentò alla porta Holliday.
»Ebbene! disse il colonnello, avete qualche novità da annunziarmi?»
»Mio colonnello, lord Evandale di ritorno colla sua truppa si è fermato
con essa rimpetto al castello; conduce seco alcuni prigionieri.»
»Lord Evandale! sclamò lady Margherita. Spero, colonnello, gli
permetterete che entri e venga a far colezione con noi. Voi sapete che
anche sua maestà nel passare di qui...»
Era la terza volta dopo il suo arrivo che Claverhouse udia mentovare
questo memorabile avvenimento, onde si affrettò a deviarne il discorso:
»Oh! (diss'egli componendosi a grazioso sorriso, e fissando in volto
miss Editta) so che metterei lord Evandale in gastigo, se lo tenessi a
veggente di questo castello senza permettergliene l'ingresso. —
Bothwell, fate dire a lord Evandale che lady Margherita lo invita a
colezione e ch'io l'aspetto.»
»Piacciavi avvertire Harrison d'avere ogni sollecitudine per gli uomini
e pe' cavalli.» Raccomandò a Bothwell lady Bellenden.
Nel durare di questo colloquio altamente palpitava il cuore di miss
Editta. Ella sperava per vero dire, che se mai l'intercessione di suo
zio non fosse a bastanza valevole, quella il sarebbe stata di lord
Evandale possentissimo nell'animo di Claverhouse, quanto essa potea in
quello del giovine lord. Nè a questo certamente in tutt'altra
circostanza avrebbe voluto volgersi per ottenerne una grazia, perchè
comunque molto esperta non fosse Editta, la natura la forniva d'indole
sì dilicata da comprendere come una donzella che contragga obblighi di
gratitudine verso un giovane, gli dà sopra di se tal vantaggio di cui
l'altro ad abusare è propenso. Ed un motivo ancor più calzante per
distorla da tal consiglio si era che tutte le comari di que' dintorni
parlavano, come di cosa già conchiusa, del maritaggio di lei con lord
Evandale. Era oltre un anno che il ridetto lord le usava straordinarie
ed incessanti attenzioni; non potea dissimulare a se stessa di
piacergli, e che s'ei giugneva a manifestarle formalmente il proprio
amore, le pretensioni di lui avrebbero avuto un fortissimo sostegno in
lady Margherita e negli amici di questa matrona. Nè poteva ella non
concedere tutta la stima a questo giovine capitano, di stima degnissimo.
Qual motivo avrebbe quindi potuto allegare per negargli la propria mano,
se non se quello di preferire altro amante, che secondo ogni apparenza
non avrebbe mai ottenuta l'approvazione della vecchia Bellenden? Per
tutte le menzionate cagioni volle, finchè il potea, limitarsi ad
adoperare l'intercessione dello zio. La fisonomia istessa del vegliardo,
adorno della massima franchezza, ben le avrebbe, e prestamente, indicato
se questa franchezza fosse tornata all'uopo infruttuosa, ed in allora
soltanto, come chi ricorre ad ultimo refugio, avrebbe sperimentata a
favore di Morton la forza della propria prevalenza nello spirito di
Evandale.
Non rimase ella a lungo nell'incertezza. Appena ritiratosi Bothwell,
tutti si erano levati da tavola, e il maggiore, che ne aveva fatti gli
onori tenendo buona e gioviale compagnia agli altri militari ivi
convenuti, si accostò alla nipote, pregandola che il presentasse a
Claverhouse. Com'uomo che conoscea per fama i pregi d'animo e il
coraggio del presentato, Claverhouse lo accolse co' massimi riguardi; nè
tardarono a trarsi in disparte, che la palpitante miss Bellenden non
movea da essi le palpebre, ansiosissima di indovinare dai gesti e dagli
atteggiamenti delle fisonomie loro qual fosse per essere la conclusione
del colloquio.
Ella scorse da prima ne' modi di Claverhouse quella franca agevolezza di
chi è propenso a concedere un chiestogli favore; non però affatto
disgiunta da certo ritegno prudenziale d'uomo che teme obbligarsi oltre
a quanto può nel promettere. A proporzione del farsi più serio quel
parlamento, miss Bellenden vedea corrugarsi il fronte al colonnello, che
aggrottava le ciglia: cert'aria d'impazienza che la stessa urbanità
palliava, pigneasi in tutti i lineamenti di quel viso, ove Editta credè
leggere la condanna di Enrico. I discorsi del maggiore a quanto appariva
erano pacati e incalzanti ad un tempo, nè omise a sostegno della propria
inchiesta di manifestar quel coraggio cui gli davano diritto ed anni e
rinomanza. Finalmente il colonnello onde sciogliersi da sollecitazioni
che gli diveniano importune, fece alcuni passi per unirsi agli altri di
quell'adunanza; onde allora trovandosi in maggior vicinanza di Editta,
questa gli udì chiaramente pronunziare le seguenti parole. »Cosa
impossibile, o maggiore! cosa impossibile! L'indulgenza in tal genere di
colpe eccede le mie facoltà. In tutt'altra circostanza mi sarà la
massima delle soddisfazioni il compiacervi. — Ma ecco Evandale che
certamente ci porta notizie. — Ebbene, Evandale! che cosa avete da
raccontarne?»
»Annunzi sgradevoli, mio colonnello (rispose lord Evandale, i cui
stivali erano coperti di fango, e l'uniforme trovavasi in disordine tale
da giudicarne facilmente che ei veniva allora dal battersi). I
Presbiteriani in gran banda campeggiano, armati ed in istato di piena
ribellione, sulle montagne.»
»E voi lo chiamate annunzio sgradevole, o capitano? Io l'ho pel migliore
fra quanti da sei mesi in qua ne ho ricevuti. Ora che questi malvagi si
sono raunati, ne faremo strage più facilmente. Quando il serpe solleva
la testa gli è men difficile il metterlo a morte (e in dir ciò percosse
la terra col piede a guisa di chi vuole schiacciare un insetto). Esso è
ben più pericoloso quando striscia per mezzo all'erba che lo nasconde. E
dove trovansi questi sciagurati?»
»Dieci miglia lontano di qui, in una valle detta Loudon-Hill, circondata
d'ogni parte dalle montagne. Dopo avere posto in fuga l'attruppamento,
contra cui m'inviaste, ho arrestati una vecchia, vera tromba di
sedizione, e uno o due de' suoi uditori, e quanto ai ragguagli che vi ho
dati li seppi da alcuni contadini.»
»Il numero de' ribelli?»
»Forse fra i mille e i mille dugento; ma le voci variano su di ciò.»
»Egli è dunque tempo di raggiugnerli. Bothwell, fate tosto dare il
segnale per montare a cavallo.»
Uscito Bothwell in quell'istante, le volte del castello rintronarono
dello squillare delle trombe.
»Voi partite adunque (sclamò lady Margherita, cui sì fatto segnale
rammentò le sue antiche sventure). Oimè! fra tutti questi valorosi servi
di S. M. raccoltisi ora sotto il mio tetto, chi sa quanti ve n'ha che
non mi sarà più dato di rivedere? Perchè, o colonnello, non vi accertate
meglio della forza di questi ribelli?»
»La loro forza non può essere ancora sì rilevante; ma ad ogni modo non
ho un minuto da perdere, e il loro numero ne crescerebbe dieci volte di
più, se dessi tempo di riunirsi a tutti i mal'intenzionati di questi
dintorni.»
»Alcune bande ne son già in cammino, soggiunse lord Evandale; anzi a
quanto mi viene assicurato aspettano un rinforzo di que' Presbiteriani
ancora, che passavano per sottomessi alle leggi, e riconoscono siccome
capo il giovane Milnwood, figliuolo del famoso colonnello Silas Morton.
Un tal discorso produsse effetti diversi su le diverse persone che lo
ascoltarono. Sorpresa Editta da terrore e da disperazione si lasciò
cadere sopra una seggiola. Claverhouse volse al maggiore uno sguardo di
trionfo che parea dirgli: »Voi lo vedete ora quai massime professa il
vostro protetto!» Cogli occhi accesi come bragia il maggiore in tali
accenti proruppe: »Ella è una menzogna, una infame calunnia, che questi
sciagurati ribelli avranno inventato per assicurarsi d'un maggior numero
di partigiani. Guarentirei per Enrico come se fosse un mio figlio. Non
la cede in buone massime a verun ufiziale delle guardie, e miss Editta
Bellenden potrebbe attestarle quant'io. Ma fatelo venir qui; ch'egli si
spieghi. Ascoltatene le giustificazioni.»
»Sia egli innocente o colpevole, non trovo difficoltà a ciò. — Maggiore
Allan, munitevi d'una guida, e conducete il reggimento alla volta di
Loudon-Hill. Tenetevi al passo per non dare troppa fatica ai cavalli.
Fra un'ora Evandale ed io vi raggiugneremo. Bothwell rimarrà con una
scorta alla custodia de' prigionieri.»
Così Allan come gli altri ufiziali, eccetto Evandale e il colonnello,
uscirono dalla sala; e ben tosto il suono della musica militare e il
calpestio de' cavalli annunziarono che il reggimento partiva dal
castello.
Intanto che Claverhouse si adoperava a calmare i timori concetti da lady
Margherita, e trarre nella propria opinione sfavorevole a Morton il
maggiore Bellenden, Evandale, superando lo scoraggiamento che rende
sempre i giovani amanti diffidenti di se medesimi e timidi alla presenza
dell'amato oggetto, si avvicinò a miss Editta volgendole in soave tuono
tai detti, spiranti ad un tempo tenero affetto e virtù.
»Io sono dunque per lasciarvi, miss Bellenden, o piuttosto permettetemi
vi chiami (che sarà la prima e forse l'ultima volta) diletta Editta. Dio
sa quando e se mi sarà dato di rivedervi! Troppi rischi sovrastano a chi
professa il mestiere dell'armi; ma fino all'ultimo sospiro io serberò
tutto... tutto il rispetto che da lungo tempo vi ho tributato.»
Ma il suon della voce, il fuoco che negli occhi d'esso brillava,
l'agitazione di tutta la persona manifestavano un senso ben più forte
del rispetto, benchè solo di rispetto ei favellasse. Nè era possibile
che Editta confondesse una cosa coll'altra, o rimanesse con animo
affatto immoto all'aspetto di una tenerezza sì modestamente espressa
quanto profondamente sentita dall'innamorato milord. Comunque oppressa
dall'idea del pericolo, da cui era allor minacciato l'amante ch'ella
preferiva, non potè ristarsi dal provare un moto di compassione per
l'amabile giovinetto che si congedava da lei nell'atto di avventurarsi
ai rischi terribili della guerra.
»Spero.... ho grande fiducia, diss'ella, che non correrete verun
pericolo; che il terrore delle vostre armi prima che le adoperiate porrà
in fuga i ribelli; che voi tornerete ben tosto a ricever congratulazioni
e pegni di amicizia da tutti gli abitanti di questo castello.»
»_Da tutti?_ rispose il Lord dando un'espressione studiata di dubbio e
di malinconia a tale voce. Così potess'io esserne persuaso! ma non
ispero io già tanto sollecito il buon successo che ci ripromettiamo.
Tutt'altro che numeroso il corpo d'esercito cui appartengo, non potrà
col sol mostrarsi intimorire i sommossi; onde prevedo che sol dopo molto
spargimento di sangue si perverrà a spegnere la ribellione. Costoro,
entusiasti d'animo deliberato, son condotti da comandanti non affatto
ignari di guerra. Che anzi non posso ristarmi dal credere, che l'ardore
impetuoso del nostro colonnello ne fa marciare troppo affrettatamente
contr'essi. Ne conveniva meglio l'assicurarsi prima d'un rinforzo, e
limitare intanto le nostre fazioni a vegghiar su le vie di comunicazione
per impedire l'assembrarsi di un maggior numero di partigiani ribelli.
Ma mio dovere si è l'ubbidire, nè avvi tra noi chi abbia men di me
motivo di paventare i pericoli.»
Qui a miss Editta presentavasi l'occasione di parlare a lord Evandale
per Enrico; unica via di salvezza, che sembrasse rimanergli tuttora
aperta. Pur titubava ella ancora, nè sapea con quali termini indirigere
al giovine capitano la sua inchiesta, allor quando udì questo comando di
Claverhouse. »Bothwell, conducete tosto alla mia presenza il
prigioniero. È vero che dobbiam partire, ma questa bisogna non ci
porterà grande indugio. — Ascoltatemi; abbiate cura di ordinare uno
squadrone e di far caricare le carabine.»
Parole nelle quali Editta credè udire la sentenza di morte proferita
contro l'infelice giovane di Milnwood, e divenute in lei più forti dal
ritegno onde non osava sollecitare un amante infelice a farsi
intercessore egli stesso pel proprio rivale! »Milord, gli diss'ella,
questo giovane è l'amico intrinseco di mio zio. — Voi avete molta
possanza sull'animo del vostro colonnello. — Ardirei io pregarvi
d'adoprarla a pro di questo infelice? — Mio zio ve ne professerebbe
eterna gratitudine.»
»Non vorrei, miss Bellenden, mi credeste da più che non sono. Altre
volte m'è accaduto non riuscire in simili domande inspiratemi da
sentimento d'umanità.»
»Fatene una prova anche una volta per amor di mio zio.»
»E perchè non dite per amor vostro? — Perchè non mi concedete di credere
che il prestarmi a quanto si desidera da me torni parimente a vostra
soddisfazione? Avete dunque sì poca fiducia in un antico amico per
torgli sino la dolce persuasione di potere una volta far qualche cosa
che vi riesca d'aggradimento?»
»Certamente, rispose Editta..... certamente.... voi mi fareste cosa
oltre ogni dire aggradevole. — Prendo vivissima parte al destino del
signor Morton a cagione... di mio zio. Oimè! odo i soldati. In nome del
cielo, o Milord! non mi ricusate quanto vi chiesi. Non perdete un
istante.»
»Siate tranquilla, le disse lord Evandale. Ne chiamo in testimonio il
cielo, Morton non morrà, dovessi io morire in sua vece! Ma (soggiunse
prendendole una mano che ella non ebbe il coraggio di ritirare) non mi
concederete voi parimenti una grazia?»
»Tutto quanto potete sperare dalla tenerezza d'una sorella.»
»E si limita dunque a ciò tutto quello che giugneranno ad ottenere da
voi le mie sollecitudini finchè vivo, la mia memoria se più non sarò?»
»Deh! non parlate in questa guisa, o Milord; che troppo profondamente mi
affliggete, nè a voi medesimo rendete giustizia. Non v'è alcuno che
possieda più interamente di voi il mio rispetto, la mia stima, la mia
amicizia....»
Ella andava studiando i termini onde conchiudere questa frase senza
trafiggere l'animo appassionato di lord Evandale, allorchè udì un
sospiro, che le fe' volgere il capo verso altra parte. Venìa questo
sospiro da Morton carico di catene e condotto ivi in mezzo a' soldati.
Gli ultimi accenti da lei pronunziati avean ferito l'orecchio del
prigioniero, che in passando lasciò cadere sovr'essa un'occhiata di
rimprovero, e la convinse in tal guisa com'egli avesse male interpretata
la natura del colloquio ch'essa ebbe col lord; avvenimento che sol
mancava a compiere la confusione e l'angoscia di miss Editta. Sparitine
allora dal volto i colori che dianzi l'animavano, fecero luogo ad una
mortal pallidezza. Nè sfuggì tale cambiamento all'occhio acuto di
Evandale, che sospettò tantosto qual genere di premura, qual genere di
pietà tenesse sollecita la donzella che l'animo gli signoreggiava; e
portando alternativamente gli sguardi, or sopra Editta, or sopra Enrico,
tai sospetti in certezza gli si tramutarono.
»Se non m'inganno, diss'egli dopo un istante di silenzio, questo giovane
è pur quegli che riportò il vanto d'aver tirato meglio al bersaglio nel
giorno dell'ultima rassegna.»
»Non saprei... non saprei troppo... ma credo di sì» balbettò Editta.
»Ed io ne son certo, disse con lieve tinta d'amarezza Evandale. Non è
maraviglia che un'avvenente donzella si affanni a pro di chi fu
vincitore.»
Lasciando in quell'istante Editta, mosse verso Claverhouse, che s'era
allora seduto dinanzi ad una tavola; e postosi a qualche distanza da
esso rimase in silenzio coll'intenzione di regolare il proprio contegno
colle cose che fossero per accadere.