»Più d'ogni mostro che fu all'orbe infesto»
»La gelosia, Signor, questa paventa.»
_Otello_
A spiegar meglio l'impressione che fecero sopra Enrico le ultime parole,
sfortunatamente da esso udite, di miss Editta, ne è indispensabile il
dipingere lo stato, in cui trovavasi allora l'animo suo, e presentar
parimente alcuni cenni sull'origine della conoscenza ch'ei con questa
ragguardevole donzella incontrò.
Enrico Morton era stato favorito dalla natura d'una di quelle felici
indoli che fan propenso chi le possiede ad attribuirsi minori pregi di
quanti ne ha veramente. Aveva ereditato dal padre un coraggio pronto a
qualsivoglia cimento, e un odio insuperabile contr'ogni genere
d'oppressione. Comunque la famiglia di lui avesse abbracciati i dogmi
de' Puritani egli però non ne partecipò le massime sì che le spingesse
oltre i confini d'ogni rigore, nè una scintilla tampoco del fanatismo
puritano nell'animo di lui penetrò.
Se l'avarizia d'uno zio tardò l'educazione di questo giovine, non
gl'impedì nondimeno di far valere le ottime inclinazioni ricevute dalla
natura; perchè egli non lasciò giammai sfuggire occasione a lui
offertasi di acquistar cognizioni, ed anzi in proporzione di fatica
fatta per apprenderle, queste si radicarono più salde nella sua mente.
L'animo di lui nonostante era invilito dal riguardo della povertà di sua
fortuna e dalla necessità di dipendere per assicurarsi sostentamento. Le
quali cose nel renderlo diffidente di se medesimo, gl'inspirarono quella
aria di ritegno, che nascondea i pregi e il vigore dell'animo, suo
retaggio, come dicemmo, ma sol conosciuti da pochi intrinsechi suoi
amici. Non avendo parteggiato per veruna delle fazioni che tenevano in
trambusto la Scozia, i più il riguardarono siccome uomo indifferente,
siccome uno di coloro, che nè dalla religione nè dall'amor di patria
prendevano spinta; conchiusione per altro ingiustissima, perchè la
neutralità cui si attenne avea in lui origine da motivi diversi e
affatto degni d'encomio. Schivò il collegarsi colla setta perseguitata,
perchè ne fastidiva lo spirito di parte, la mediocrità d'ingegno de'
capi, il truce fanatismo, l'odio inviperito che mostravano contro chi
professava contrarie massime, i delitti cui l'intolleranza traevali. Non
quindi meno abborriva la condotta opprimitrice e tirannica dei ministri
del governo, i quali lasciando la briglia ad una sfrenata soldatesca, e
confondendo nelle punizioni il colpevole collo innocente, null'altro
ottenevano se non se d'accendere vie più l'incendio che si davan vanto
d'estinguere. Sola nausea quindi, mossa in lui dalle colpe che entrambe
le parti si permetteano, il trasse al consiglio di rimanere semplice
spettatore della sanguinosa querela.
Il maggiore Bellenden che fu tra i migliori amici del colonnello Silas
Morton, continuò ad averne in predilezione il figlio dopo la morte del
padre. Quindi Enrico era il ben venuto a Charnwood ogni qual volta vi si
presentava, e i soli rimproveri che riceveva ad ogni volta gli
derivavano dal sembrarne le visite troppo rare. Ivi ei conobbe Editta,
solita di frequente ad andare a star collo zio. Il maggiore, così
lontano dal formare sospetti quanto lo è in simili circostanze _mio zio
Tobia_ di _Sterne_, nè manco immaginò che il continuo vedersi di questi
giovani potesse divenir fomite d'un reciproco amore. Il dio fanciullo
pertanto s'introdusse ne' loro cuori con veste d'amicizia, e siccome è
d'uso, prese ad imprestito il linguaggio dell'amicizia, e dalla amicizia
domandò i privilegi. Allorchè miss Bellenden trovavasi a Tillietudlem,
la brama di trasferirsi a diporto la conducea sovente in una bella
prateria situata due miglia lontan dal castello, e il _caso_ faceva che
anche Enrico tutte le volte vi convenisse. Tai mutui scontri comunque
frequenti, non sembravano però cosa straordinaria nè all'uno nè
all'altra, e in fine si convertirono in una specie di patto. La parola
_amore_ non era mai stata pronunziata fra essi, ma ciascun di loro
conoscea perfettamente lo stato del proprio cuore, e indovinava quello
del suo compagno. In somma tale scambievolezza ad entrambi tanto
gradevole, benchè non li lasciasse scevri di tema per l'avvenire, durò
fino all'istante cui pervenimmo col nostro racconto.
In questo mezzo, Enrico non dissimulava a se stesso il poco fondamento
de' suoi voti alla mano d'Editta. Le ricchezze, la nascita, l'avvenenza,
i pregi d'animo di questa donzella dovevano necessariamente farla scopo
alle inchieste d'altri giovani posti in istato di vederle meglio accolte
che nol potessero giammai esser quelle di Morton. Che anzi la voce
pubblica preconizzava Evandale sposo di Editta, voce che sembrava
confermata e dalle frequenti gite del lord a Tillietudlem, e dalla
particolare considerazione in cui lady Margherita il tenea.
Jenny Dennison non poco avea contribuito ad aumentare la gelosia del
giovane di Milnwood. Costei, vera civetta di villaggio, ogni qualvolta
non potea tribolare i propri amanti, ne cercava un compenso dal mettere
in angustie l'amante della sua padrona, nè ciò veramente procedea da
astio nudrito contro d'Enrico, che anzi le era geniale, siccome
leggiadro giovane; poi essendo Jenny per dir vero affezionatissima a
miss Editta, non potea vederne di mal'occhio l'amante. Ma i pregi
d'avvenenza non erano minori in lord Evandale, più generoso in oltre,
avendone i modi, di quanto l'altro potesse mostrarsi; onde non è
maraviglia se nell'animo di questa Jenny la bilancia preponderava a
favore del lord. Aggiungasi ch'ella trovava cosa per se più onorifica e
profittevole il divenire la cameriera di lady Evandale che non quella di
mistress Morton. Ella pertanto tormentava di frequente Enrico, or con
suggerimenti amichevoli, or con ufficiose confidenze, ma tutte intese a
trarlo in persuasione che miss Bellenden a malgrado de' mutui colloqui e
del continuo cambio che succedea fra i due amanti, or di libri, or di
lettere, or di disegni, sarebbe finalmente divenuta lady Evandale.
Le quali suggestioni corrispondeano sì al giusto coi timori e sospetti
concepiti dallo stesso Morton che agevolarono vie più nel suo cuore
l'accesso a quella gelosia, solita a non mai scompagnarsi da chi ama
sinceramente, e soprattutto da coloro, il cui amore è contrariato da
ostacoli, sia che gli opponga disparità di fortuna e di nascita, o voler
di congiunti. Aggiungasi che qualche dì innanzi, la stessa lealtà
connaturale di Editta non entrò per poco nello svolgere in cuor d'Enrico
questi vigorosi germi di gelosia. I discorsi loro eran caduti sopra
alcune violenze commesse da una banda di Reali, e che comunque a torto,
venivano imputate agli ordini dati da lord Evandale. Editta, fedele in
amicizia come in amore, sentì amarezza d'alcune severe censure che
contro il lord si era fatte lecite Morton, censure cui crescea acerbità
lo spirito di gelosia che le animava. Ella pertanto si assunse a
difendere l'incolpato con tale vivacità che trafisse non poco l'anima
d'Enrico, e ciò a grande soddisfazione della maligna Jenny, solita ad
accompagnar la padrona nelle gite sue di diporto. Ben lesse Editta nel
cuor dell'amante i sospetti che ella vi avea nol volendo gettati, e ben
si studiò con indiretti modi a dissiparli, ma non era questa impressione
sì facile a cancellarsi; nè tale impressione aveva avuto lieve parte
nella risoluzione di cercar servigio in terre straniere, risoluzione
alla quale Enrico erasi abbandonato, e che poi trovò ostacolo
nell'avarizia dello zio.
La visita ch'Editta fece ad Enrico nella stanza di sua prigionia, e
l'affanno onde per lui sì manifestamente struggeasi, avrebbero dovuto
dissipare intieramente i sospetti dell'aflitto amante; ma questi,
ingegnoso nel crucciare se stesso, volle attribuire le sollecitudini
della giovane all'amicizia, alla pietà, non all'amore, sentimento che ei
persisteva a credere serbato a lord Evandale.
Immerso stavasi in sì fatte idee, allor quando Bothwell venne a
trovarlo, accompagnato da due dragoni, un de' quali portava catene con
sè.
»Gli è d'uopo seguirmi, o giovane, ma prima di tutto si pensi alla
vostra acconciatura.»
»Alla mia acconciatura! Che intendete dire con ciò?»
»Conviene mettere queste smaniglie. Non ardirei..... cioè (corpo del
diavolo! non v'è cosa ch'io non ardissi) ma non vorrei per tre ore di
saccheggio d'una città presa di assalto presentare al mio colonnello un
prigioniero che non avesse incatenate le mani. Dunque, amico mio caro,
risolvetevi.»
Detto ciò, mosse verso di lui; ma Morton afferrando la seggiola di
quercia, su di cui prima stava seduto, minacciò spaccarne il cranio a
chiunque pretendesse assoggettarlo a simile indegnità.
»Non fate il cattivo, soggiunse Bothwell e pensate che qui non siete il
più forte. Ne costerebbe poco il ridurvi a partito: ma amerei meglio che
vi sottometteste colle buone.»
Nè avea torto nel desiderar ciò, perchè una resistenza qualunque opposta
da Enrico poteva essere cagione di strepiti, che giugnessero fino
all'orecchio del colonnello; nè a Bothwell sarebbe stata menata buona
l'indulgenza di non mettere fra' ceppi un tal prigioniero.
»Abbiate prudenza, continuò a dirgli. Non isconcertate voi medesimo le
cose vostre. Si vocifera nel castello, che la nipote di lady Margherita
sia per isposare il nostro giovane capitano lord Evandale. Ho udito io
medesimo quand'ella gli chiedea di farsi vostro intercessore presso il
colonnello. — Ma che diavolo avete dunque? Siete divenuto pallido come
la mia camicia! Volete un bicchier d'acquavite?»
Nel dir tai cose Bothwell andava mettendogli le catene alle mani, nè
Morton si opponeva di sorte alcuna.
»Miss Bellenden chiedere la mia vita a lord Evandale!» esclamò.
»Sì, sì, ella; nè v'è protezione valevole quanto quella delle donne.
Prendono tutto d'assalto così in campo come alla corte.»
»Io dovrei la vita a lord Evandale?»
»Questa è cosa possibilissima; egli ha più potere nell'animo del
colonnello, che alcun altro ufiziale del reggimento.»
Facendosi tai discorsi Bothwell conduceva il suo prigioniero nella sala
ove Claverhouse lo aspettava. Gli accenti ultimi di Editta confermarono
quest'infelice nella idea ch'ella amasse Evandale, e che adoperasse la
prevalenza dell'amore per salvare a lui, Morton, la vita; vita che
dovuta alla protezione d'un rivale gli diveniva odievole più che mai;
laonde consacrandosi da quell'istante alla morte, risolvè difendere con
vigore le ragioni dalla Scozia, i cui diritti credea nella propria sua
persona oltraggiati. Avvicinatosi quindi con fermezza alla tavola
innanzi a cui sedevasi il colonnello, non aspettò per parlargli d'essere
interrogato.
»Con qual diritto, o signore, questi soldati m'hanno tolto alla mia
famiglia, mi hanno caricato di ferri, mi hanno condotto dinanzi a voi?»
»Per mio ordine; e or vi dò l'altro di tacere e d'ascoltare le mie
domande.»
»Voglio prima sapere, Morton arditamente replicò, se io sia legalmente
arrestato, s'io mi trovi dinanzi ad un magistrato civile, o in vece se i
diritti della mia patria non sieno posti in non cale e vilipesi sulla
mia persona.»
»In fede mia, sclamò il colonnello, costui non manca di risolutezza!»
»Siete voi pazzo? si fe' a dire il maggiore. Per l'amor di Dio, Enrico!
pensate che siete alla presenza di un ufiziale superiore di sua maestà.»
»Per ciò appunto, o signore, Enrico replicò, bramo sapere con qual
diritto egli mi tenga prigioniero, allorchè nessun ordine d'arresto è
stato messo contro di me. Se fossi al cospetto d'un magistrato, saprei
allor contenermi colla dovutagli sommissione.»
»Il vostro giovane amico, disse Claverhouse voltosi al maggiore, è un di
que' signorini che soffrono il puntiglio, e non vorrebbero nè anco
annodar la cravatta senza un ordine del giudice di pace; ma gl'insegnerò
prima di separarci, che i miei distintivi militari possono equivalere
alla mazza d'un giudice. — In somma per terminare la discussione,
vorreste dirmi, quel giovane, quando e dove avete veduto Balfour di
Burley?»
»Siccome non ravviso in voi il diritto di farmi tale interrogazione,
così non vi darò alcuna risposta.»
»Dunque risponderò io in vece vostra. Voi avete confessato al mio
sergente che deste asilo a questo Balfour nel castello di vostro zio.
Perchè meco non vi comportate con eguale franchezza?»
»Perchè presumo che la vostra nascita e la vostra educazione vi abbiano
posto in istato di conoscere quai sieno i diritti di ogni Scozzese, e
perchè voglio farvi vedere come fra gli Scozzesi si trovino alcuni
uomini capaci di far valer tai diritti.»
»E voi senz'altro sareste quel tale, pronto a sostenerli coll'armi alla
mano?»
»Se fossimo soli, uno a petto dell'altro, ed io armato al pari di voi,
non mi fareste due volte simile inchiesta».
»Basta così! replicò Claverhouse, il modo de' vostri discorsi conferma
l'idea ch'io mi era fatta di voi. Ma siete figlio d'un soldato, e
mostrate valore benchè postovi nelle file de' ribelli; vi risparmierò
l'infamia d'una morte disonorante.»
»Qualunque sia il modo onde io debba perire, perirò, come s'aspetta, al
figlio di un prode militare, e l'infamia di cui mi parlate... oh
l'infamia! ricadrà sopra coloro che versano il sangue innocente.»
»A maraviglia! — Avete cinque minuti per riconciliarvi col cielo. —
Bothwell, conducete il prigioniero nel cortile e ordinate uno
squadrone.»
Tal'indole di colloquio aveva agghiacciati d'orrore e ridotti al
silenzio tutti coloro che l'ascoltarono; ma in questo momento niun potè
ristarsi dal sollevare la voce, dal supplicare il colonnello a favore di
Morton. La stessa lady Margherita, che ad onta di pregiudicate massime
non avea potuto spogliarsi di quella pietà, il più bello fra gli
ornamenti del gentil sesso, divenne insistente più degli altri nel
domandarne la grazia.
»Colonnello Graham! ella esclamò, risparmiate questo giovane imprudente;
nè fate che il sangue di lui macchi le mura di una casa ove avete
ricevuto l'ospitalità.»
»Voi non mi cagionereste il dispiacere d'un rifiuto, o milady, se
pensaste quanto sangue si è sparso per colpa di persone simili a lui.»
»Lascio a Dio la cura della vendetta, o colonnello (replicò la vecchia
matrona, di cui tremava ogni muscolo per l'agitazione dell'animo). La
morte di questo giovinetto non tornerà già a vita quelli di cui
deploriamo la perdita. Non si dà esempio di sangue versato entro le mura
di Tillietudlem. Deh! concedetemi la sua vita.»
»Debbo compiere il mio dovere, o milady. Sapete che i ribelli stanno in
armi intorno quasi alla vostra casa, e potete chiedere il perdono d'un
giovane fanatico che basterebbe solo a diffondere la ribellione per
tutto il regno? Chiedetemi cose possibili.»
»Colonnello, sclamò il maggiore Bellenden; non vi credeste già che ad
onta dei miei vecchi anni, io lasciassi impunemente assassinare innanzi
agli occhi miei il figliuolo d'un mio amico. Mi darete soddisfazione di
questa violenza.»
»Semprechè vorrete, o maggiore; rispose freddamente Claverhouse.
Bothwell, eseguite gli ordini.»
La persona, che sofferiva maggiori angosce in tal discussione, tre volte
fece uno sforzo per parlare, e tre volte la lingua le ricusò la parola.
Ella era rimasta seduta sulla propria seggiola, come immersa in una
oppressione che la instupidisse. In tal punto si alzò, per voler correre
verso il colonnello, ma le forze mancandole, cadde svenuta fra le
braccia di Jenny, trovatasi per ventura dietro di lei.
»Soccorso! sclamò Jenny. Mio Dio! La mia giovine padrona muore!»
All'udire sì fatta esclamazione, lord Evandale che in tutto il durare di
questa scena era rimasto immobile appoggiandosi sulla sua sciabola, e
col capo inchinato sulle proprie mani, si alzò a sua volta, e
indirigendosi a Claverhouse: »Colonnello, gli disse, prima che il
prigioniero esca di qui, bramo dirvi una parola in disparte.»
Parve sorpreso Claverhouse; nondimeno si alzò tostamente, e seguendo il
giovane capitano sino ad un angolo della sala accadde fra essi il
seguente colloquio.
»Colonnello, lo scorso anno, nè ho d'uopo di rammentarvelo, la mia
famiglia potè darvi prove del suo affetto interponendo ufizi a voi
favorevoli presso il Consiglio privato. Nemmeno ho d'uopo rammentarvi
che in quella circostanza, vi mostraste meco persuaso d'averne a me
tutta l'obbligazione.»
»Certamente, mio caro Evandale! ed avrò qual mia fortuna se mi si
presenterà occasione di pagar questo debito di gratitudine che ho con
voi.»
»È venuta, mio colonnello! concedetemi la vita di questo giovane.»
»Evandale! voi siete pazzo, assolutamente pazzo! Qual sollecitudine è la
vostra per la vita di questo fanatico? Il padre suo era l'uomo più
pericoloso di tutta la Scozia; intrepido, risoluto, adorato dai soldati,
inflessibile nelle sue massime. Il figlio di lui, a quanto sembra, è
formato sul medesimo stampo. Se fosse un uomo di niuna importanza o
prevalenza, qualche sgraziato contadino, o un oscuro entusiasta, pensate
voi che ne avrei negata la grazia a lady Margherita ed al maggiore? Ma
il giovane, per cui intercedete, è ben educato, pieno d'ardore e di
coraggio, porta un nome conosciuto in tutta la Scozia. Non manca ai
ribelli che un condottiere di tale tempera per assicurare alla loro
fazione quella sicurezza di cui soltanto abbisognano, e per regolare a
certo scopo il cieco entusiasmo che li trasporta. — Non vi presento or
queste considerazioni per voglia di darvi un rifiuto, ma per indurvi a
meditare le conseguenze di quanto mi domandate.»
»Custodite il prigioniero. Così cessano i temuti pericoli; ma
permettetemi, o colonnello, d'insistere per ottenerne la vita. Ho
fortissime ragioni per desiderare questo favore.»
»Ch'egli viva dunque! non so negarvi cosa che mi chiedete in tal guisa;
ma ricordatevi, o milord, che se volete pervenire a grado eminente in
servendo il monarca e la patria, la vostra prima sollecitudine esser dee
quella di mettere in disparte le affezioni, i sentimenti particolari
dell'animo, le passioni. Voi non dovete pensare che ai vostri doveri e
al pubblico interesse. Non sono tali i tempi in cui viviamo, che si
possano sagrificare ai vaneggiamenti d'un vecchio, o ai pianti d'una
donna quelle massime di severità, da cui dipende la nostra salvezza in
mezzo ai rischi che ne circondano. — Ricordatevi ancora che, se oggi
cedo alle vostre istanze una tal compiacenza mi esimerà, spero,
dall'udirmene porte da voi altre simili per l'avvenire.»
Tornatisi indi ad avvicinare alla tavola, il colonnello fissò in viso
Morton onde scandagliare qual effetto avesse prodotto sopra di lui una
sentenza di morte per cui abbrividito aveano tutti i circostanti.
»Guardatelo! Claverhouse disse con sommessa voce a Evandale, egli dee
credersi al limitar della morte. Ha impallidito? ha fremuto? l'occhio ne
è tranquillo, sereno il volto; il cuore di lui è forse il solo in questa
sala che abbia regolari le sue battute. Osservatelo bene! Evandale, se
mai questo uomo si trova a capo di una mano di ribelli, vi pentirete per
primo d'avermi costretto ad usare indulgenza. — Quel giovane, si volse
indi a Morton, mercè d'alcuni amici che si sono mossi per voi, la vostra
vita è salva per ora. — Bothwell, traete tosto il prigioniero, e si
vegli attentamente sopra di lui.»
L'idea di dovere la vita al rivale si rendè insopportabile a Morton. »Se
la mia vita, esclamò, ha da esser dono di lord Evandale!.....»
»Bothwell, l'interruppe il colonnello, conducete via il prigioniero. Non
abbiam tempo d'ascoltare i suoi bei discorsi.»
Bothwell obbligò il prigioniero a seguirlo, e quando si trovarono
insieme nel cortile gli disse: »Ov'anche si potesse morire più di una
volta, sarebbe massima imprudenza avventurarsi come voi fate. Se
concedete sì libero freno alla vostra lingua, non vi do cinque minuti di
vita, e rimarrete nel primo fosso in cui ci scontriamo. Buon per voi che
avrò cura di tenervi lungi dagli occhi del colonnello! su via! venite ad
unirvi agli altri prigionieri.»
Nonostante la rozzezza de' modi suoi, il sergente vinto dal coraggio e
dalla fermezza d'animo di Morton, lo avea preso in una tal quale
affezione; e se la sentenza di morte non veniva ritrattata, Bothwell
sarebbe stato dolentissimo della necessità di farla eseguire. Intanto lo
condusse dinanzi al castello, ove stava una vecchia, e due uomini fatti
prigionieri da lord Evandale, e custoditi da una banda di dragoni.
In questo mezzo, Claverhouse si congedava da lady Margherita, la quale
non sapea perdonargli il poco riguardo che da esso ottennero le sue
raccomandazioni.
»Io avea creduto finora, gli diss'ella, che il castello di Tillietudlem,
ove sua maestà si è degnata intertenersi, potesse venir riguardato come
un luogo d'asilo anche per coloro la cui condotta non fosse immune da
rimproveri. Ma, ben me ne accorgo, le frutta vecchie non han più sapore.
I servigi della mia famiglia portano una data lontana, e vengono
dimenticati.»
»Non mai da me! rispose il colonnello; permettete ch'io ve ne assicuri,
o milady. Un dovere, ch'io riguardava siccome sacro, ha potuto farmi
esitante prima d'arrendermi a' vostri desideri e a quelli del maggiore;
ma ora, mia cara lady Bellenden, lasciatemi la speranza che tutto sia
posto in oblio. Questa sera vi condurrò dugento ribelli prigionieri, e
vi prometto di perdonare a cinquanta per amor vostro.»
»Udirò con piacere i vostri buoni successi, o colonnello, soggiunse il
maggiore, ma non trascurate l'avviso di un vecchio militare. Siate
economo del sangue umano dopo la battaglia. — Ora permettetemi chiedervi
la libertà del giovane Morton. Io me ne rendo mallevadore.»
»Aggiusteremo questo affare al nostro ritorno, rispose Claverhouse; vi
basti intanto la certezza che non morrà.»
Durante questo colloquio, gli occhi di lord Evandale cercavano Editta,
ma invano, perchè Jenny l'avea fatta trasportare nel suo appartamento.
Obbediva quindi lentamente agli ordini del colonnello che lo sollecitava
alla partenza. Finalmente, preso entrambi congedo da lady Margherita e
dal maggiore Bellenden, si misero a cavallo per raggiugnere il
reggimento.
Bothwell si era già avviato innanzi coi prigionieri e colla gente che li
scortava.