CAPITOLO XII.

»Più d'ogni mostro che fu all'orbe infesto»

»La gelosia, Signor, questa paventa.»

_Otello_

A spiegar meglio l'impressione che fecero sopra Enrico le ultime parole,

sfortunatamente da esso udite, di miss Editta, ne è indispensabile il

dipingere lo stato, in cui trovavasi allora l'animo suo, e presentar

parimente alcuni cenni sull'origine della conoscenza ch'ei con questa

ragguardevole donzella incontrò.

Enrico Morton era stato favorito dalla natura d'una di quelle felici

indoli che fan propenso chi le possiede ad attribuirsi minori pregi di

quanti ne ha veramente. Aveva ereditato dal padre un coraggio pronto a

qualsivoglia cimento, e un odio insuperabile contr'ogni genere

d'oppressione. Comunque la famiglia di lui avesse abbracciati i dogmi

de' Puritani egli però non ne partecipò le massime sì che le spingesse

oltre i confini d'ogni rigore, nè una scintilla tampoco del fanatismo

puritano nell'animo di lui penetrò.

Se l'avarizia d'uno zio tardò l'educazione di questo giovine, non

gl'impedì nondimeno di far valere le ottime inclinazioni ricevute dalla

natura; perchè egli non lasciò giammai sfuggire occasione a lui

offertasi di acquistar cognizioni, ed anzi in proporzione di fatica

fatta per apprenderle, queste si radicarono più salde nella sua mente.

L'animo di lui nonostante era invilito dal riguardo della povertà di sua

fortuna e dalla necessità di dipendere per assicurarsi sostentamento. Le

quali cose nel renderlo diffidente di se medesimo, gl'inspirarono quella

aria di ritegno, che nascondea i pregi e il vigore dell'animo, suo

retaggio, come dicemmo, ma sol conosciuti da pochi intrinsechi suoi

amici. Non avendo parteggiato per veruna delle fazioni che tenevano in

trambusto la Scozia, i più il riguardarono siccome uomo indifferente,

siccome uno di coloro, che nè dalla religione nè dall'amor di patria

prendevano spinta; conchiusione per altro ingiustissima, perchè la

neutralità cui si attenne avea in lui origine da motivi diversi e

affatto degni d'encomio. Schivò il collegarsi colla setta perseguitata,

perchè ne fastidiva lo spirito di parte, la mediocrità d'ingegno de'

capi, il truce fanatismo, l'odio inviperito che mostravano contro chi

professava contrarie massime, i delitti cui l'intolleranza traevali. Non

quindi meno abborriva la condotta opprimitrice e tirannica dei ministri

del governo, i quali lasciando la briglia ad una sfrenata soldatesca, e

confondendo nelle punizioni il colpevole collo innocente, null'altro

ottenevano se non se d'accendere vie più l'incendio che si davan vanto

d'estinguere. Sola nausea quindi, mossa in lui dalle colpe che entrambe

le parti si permetteano, il trasse al consiglio di rimanere semplice

spettatore della sanguinosa querela.

Il maggiore Bellenden che fu tra i migliori amici del colonnello Silas

Morton, continuò ad averne in predilezione il figlio dopo la morte del

padre. Quindi Enrico era il ben venuto a Charnwood ogni qual volta vi si

presentava, e i soli rimproveri che riceveva ad ogni volta gli

derivavano dal sembrarne le visite troppo rare. Ivi ei conobbe Editta,

solita di frequente ad andare a star collo zio. Il maggiore, così

lontano dal formare sospetti quanto lo è in simili circostanze _mio zio

Tobia_ di _Sterne_, nè manco immaginò che il continuo vedersi di questi

giovani potesse divenir fomite d'un reciproco amore. Il dio fanciullo

pertanto s'introdusse ne' loro cuori con veste d'amicizia, e siccome è

d'uso, prese ad imprestito il linguaggio dell'amicizia, e dalla amicizia

domandò i privilegi. Allorchè miss Bellenden trovavasi a Tillietudlem,

la brama di trasferirsi a diporto la conducea sovente in una bella

prateria situata due miglia lontan dal castello, e il _caso_ faceva che

anche Enrico tutte le volte vi convenisse. Tai mutui scontri comunque

frequenti, non sembravano però cosa straordinaria nè all'uno nè

all'altra, e in fine si convertirono in una specie di patto. La parola

_amore_ non era mai stata pronunziata fra essi, ma ciascun di loro

conoscea perfettamente lo stato del proprio cuore, e indovinava quello

del suo compagno. In somma tale scambievolezza ad entrambi tanto

gradevole, benchè non li lasciasse scevri di tema per l'avvenire, durò

fino all'istante cui pervenimmo col nostro racconto.

In questo mezzo, Enrico non dissimulava a se stesso il poco fondamento

de' suoi voti alla mano d'Editta. Le ricchezze, la nascita, l'avvenenza,

i pregi d'animo di questa donzella dovevano necessariamente farla scopo

alle inchieste d'altri giovani posti in istato di vederle meglio accolte

che nol potessero giammai esser quelle di Morton. Che anzi la voce

pubblica preconizzava Evandale sposo di Editta, voce che sembrava

confermata e dalle frequenti gite del lord a Tillietudlem, e dalla

particolare considerazione in cui lady Margherita il tenea.

Jenny Dennison non poco avea contribuito ad aumentare la gelosia del

giovane di Milnwood. Costei, vera civetta di villaggio, ogni qualvolta

non potea tribolare i propri amanti, ne cercava un compenso dal mettere

in angustie l'amante della sua padrona, nè ciò veramente procedea da

astio nudrito contro d'Enrico, che anzi le era geniale, siccome

leggiadro giovane; poi essendo Jenny per dir vero affezionatissima a

miss Editta, non potea vederne di mal'occhio l'amante. Ma i pregi

d'avvenenza non erano minori in lord Evandale, più generoso in oltre,

avendone i modi, di quanto l'altro potesse mostrarsi; onde non è

maraviglia se nell'animo di questa Jenny la bilancia preponderava a

favore del lord. Aggiungasi ch'ella trovava cosa per se più onorifica e

profittevole il divenire la cameriera di lady Evandale che non quella di

mistress Morton. Ella pertanto tormentava di frequente Enrico, or con

suggerimenti amichevoli, or con ufficiose confidenze, ma tutte intese a

trarlo in persuasione che miss Bellenden a malgrado de' mutui colloqui e

del continuo cambio che succedea fra i due amanti, or di libri, or di

lettere, or di disegni, sarebbe finalmente divenuta lady Evandale.

Le quali suggestioni corrispondeano sì al giusto coi timori e sospetti

concepiti dallo stesso Morton che agevolarono vie più nel suo cuore

l'accesso a quella gelosia, solita a non mai scompagnarsi da chi ama

sinceramente, e soprattutto da coloro, il cui amore è contrariato da

ostacoli, sia che gli opponga disparità di fortuna e di nascita, o voler

di congiunti. Aggiungasi che qualche dì innanzi, la stessa lealtà

connaturale di Editta non entrò per poco nello svolgere in cuor d'Enrico

questi vigorosi germi di gelosia. I discorsi loro eran caduti sopra

alcune violenze commesse da una banda di Reali, e che comunque a torto,

venivano imputate agli ordini dati da lord Evandale. Editta, fedele in

amicizia come in amore, sentì amarezza d'alcune severe censure che

contro il lord si era fatte lecite Morton, censure cui crescea acerbità

lo spirito di gelosia che le animava. Ella pertanto si assunse a

difendere l'incolpato con tale vivacità che trafisse non poco l'anima

d'Enrico, e ciò a grande soddisfazione della maligna Jenny, solita ad

accompagnar la padrona nelle gite sue di diporto. Ben lesse Editta nel

cuor dell'amante i sospetti che ella vi avea nol volendo gettati, e ben

si studiò con indiretti modi a dissiparli, ma non era questa impressione

sì facile a cancellarsi; nè tale impressione aveva avuto lieve parte

nella risoluzione di cercar servigio in terre straniere, risoluzione

alla quale Enrico erasi abbandonato, e che poi trovò ostacolo

nell'avarizia dello zio.

La visita ch'Editta fece ad Enrico nella stanza di sua prigionia, e

l'affanno onde per lui sì manifestamente struggeasi, avrebbero dovuto

dissipare intieramente i sospetti dell'aflitto amante; ma questi,

ingegnoso nel crucciare se stesso, volle attribuire le sollecitudini

della giovane all'amicizia, alla pietà, non all'amore, sentimento che ei

persisteva a credere serbato a lord Evandale.

Immerso stavasi in sì fatte idee, allor quando Bothwell venne a

trovarlo, accompagnato da due dragoni, un de' quali portava catene con

sè.

»Gli è d'uopo seguirmi, o giovane, ma prima di tutto si pensi alla

vostra acconciatura.»

»Alla mia acconciatura! Che intendete dire con ciò?»

»Conviene mettere queste smaniglie. Non ardirei..... cioè (corpo del

diavolo! non v'è cosa ch'io non ardissi) ma non vorrei per tre ore di

saccheggio d'una città presa di assalto presentare al mio colonnello un

prigioniero che non avesse incatenate le mani. Dunque, amico mio caro,

risolvetevi.»

Detto ciò, mosse verso di lui; ma Morton afferrando la seggiola di

quercia, su di cui prima stava seduto, minacciò spaccarne il cranio a

chiunque pretendesse assoggettarlo a simile indegnità.

»Non fate il cattivo, soggiunse Bothwell e pensate che qui non siete il

più forte. Ne costerebbe poco il ridurvi a partito: ma amerei meglio che

vi sottometteste colle buone.»

Nè avea torto nel desiderar ciò, perchè una resistenza qualunque opposta

da Enrico poteva essere cagione di strepiti, che giugnessero fino

all'orecchio del colonnello; nè a Bothwell sarebbe stata menata buona

l'indulgenza di non mettere fra' ceppi un tal prigioniero.

»Abbiate prudenza, continuò a dirgli. Non isconcertate voi medesimo le

cose vostre. Si vocifera nel castello, che la nipote di lady Margherita

sia per isposare il nostro giovane capitano lord Evandale. Ho udito io

medesimo quand'ella gli chiedea di farsi vostro intercessore presso il

colonnello. — Ma che diavolo avete dunque? Siete divenuto pallido come

la mia camicia! Volete un bicchier d'acquavite?»

Nel dir tai cose Bothwell andava mettendogli le catene alle mani, nè

Morton si opponeva di sorte alcuna.

»Miss Bellenden chiedere la mia vita a lord Evandale!» esclamò.

»Sì, sì, ella; nè v'è protezione valevole quanto quella delle donne.

Prendono tutto d'assalto così in campo come alla corte.»

»Io dovrei la vita a lord Evandale?»

»Questa è cosa possibilissima; egli ha più potere nell'animo del

colonnello, che alcun altro ufiziale del reggimento.»

Facendosi tai discorsi Bothwell conduceva il suo prigioniero nella sala

ove Claverhouse lo aspettava. Gli accenti ultimi di Editta confermarono

quest'infelice nella idea ch'ella amasse Evandale, e che adoperasse la

prevalenza dell'amore per salvare a lui, Morton, la vita; vita che

dovuta alla protezione d'un rivale gli diveniva odievole più che mai;

laonde consacrandosi da quell'istante alla morte, risolvè difendere con

vigore le ragioni dalla Scozia, i cui diritti credea nella propria sua

persona oltraggiati. Avvicinatosi quindi con fermezza alla tavola

innanzi a cui sedevasi il colonnello, non aspettò per parlargli d'essere

interrogato.

»Con qual diritto, o signore, questi soldati m'hanno tolto alla mia

famiglia, mi hanno caricato di ferri, mi hanno condotto dinanzi a voi?»

»Per mio ordine; e or vi dò l'altro di tacere e d'ascoltare le mie

domande.»

»Voglio prima sapere, Morton arditamente replicò, se io sia legalmente

arrestato, s'io mi trovi dinanzi ad un magistrato civile, o in vece se i

diritti della mia patria non sieno posti in non cale e vilipesi sulla

mia persona.»

»In fede mia, sclamò il colonnello, costui non manca di risolutezza!»

»Siete voi pazzo? si fe' a dire il maggiore. Per l'amor di Dio, Enrico!

pensate che siete alla presenza di un ufiziale superiore di sua maestà.»

»Per ciò appunto, o signore, Enrico replicò, bramo sapere con qual

diritto egli mi tenga prigioniero, allorchè nessun ordine d'arresto è

stato messo contro di me. Se fossi al cospetto d'un magistrato, saprei

allor contenermi colla dovutagli sommissione.»

»Il vostro giovane amico, disse Claverhouse voltosi al maggiore, è un di

que' signorini che soffrono il puntiglio, e non vorrebbero nè anco

annodar la cravatta senza un ordine del giudice di pace; ma gl'insegnerò

prima di separarci, che i miei distintivi militari possono equivalere

alla mazza d'un giudice. — In somma per terminare la discussione,

vorreste dirmi, quel giovane, quando e dove avete veduto Balfour di

Burley?»

»Siccome non ravviso in voi il diritto di farmi tale interrogazione,

così non vi darò alcuna risposta.»

»Dunque risponderò io in vece vostra. Voi avete confessato al mio

sergente che deste asilo a questo Balfour nel castello di vostro zio.

Perchè meco non vi comportate con eguale franchezza?»

»Perchè presumo che la vostra nascita e la vostra educazione vi abbiano

posto in istato di conoscere quai sieno i diritti di ogni Scozzese, e

perchè voglio farvi vedere come fra gli Scozzesi si trovino alcuni

uomini capaci di far valer tai diritti.»

»E voi senz'altro sareste quel tale, pronto a sostenerli coll'armi alla

mano?»

»Se fossimo soli, uno a petto dell'altro, ed io armato al pari di voi,

non mi fareste due volte simile inchiesta».

»Basta così! replicò Claverhouse, il modo de' vostri discorsi conferma

l'idea ch'io mi era fatta di voi. Ma siete figlio d'un soldato, e

mostrate valore benchè postovi nelle file de' ribelli; vi risparmierò

l'infamia d'una morte disonorante.»

»Qualunque sia il modo onde io debba perire, perirò, come s'aspetta, al

figlio di un prode militare, e l'infamia di cui mi parlate... oh

l'infamia! ricadrà sopra coloro che versano il sangue innocente.»

»A maraviglia! — Avete cinque minuti per riconciliarvi col cielo. —

Bothwell, conducete il prigioniero nel cortile e ordinate uno

squadrone.»

Tal'indole di colloquio aveva agghiacciati d'orrore e ridotti al

silenzio tutti coloro che l'ascoltarono; ma in questo momento niun potè

ristarsi dal sollevare la voce, dal supplicare il colonnello a favore di

Morton. La stessa lady Margherita, che ad onta di pregiudicate massime

non avea potuto spogliarsi di quella pietà, il più bello fra gli

ornamenti del gentil sesso, divenne insistente più degli altri nel

domandarne la grazia.

»Colonnello Graham! ella esclamò, risparmiate questo giovane imprudente;

nè fate che il sangue di lui macchi le mura di una casa ove avete

ricevuto l'ospitalità.»

»Voi non mi cagionereste il dispiacere d'un rifiuto, o milady, se

pensaste quanto sangue si è sparso per colpa di persone simili a lui.»

»Lascio a Dio la cura della vendetta, o colonnello (replicò la vecchia

matrona, di cui tremava ogni muscolo per l'agitazione dell'animo). La

morte di questo giovinetto non tornerà già a vita quelli di cui

deploriamo la perdita. Non si dà esempio di sangue versato entro le mura

di Tillietudlem. Deh! concedetemi la sua vita.»

»Debbo compiere il mio dovere, o milady. Sapete che i ribelli stanno in

armi intorno quasi alla vostra casa, e potete chiedere il perdono d'un

giovane fanatico che basterebbe solo a diffondere la ribellione per

tutto il regno? Chiedetemi cose possibili.»

»Colonnello, sclamò il maggiore Bellenden; non vi credeste già che ad

onta dei miei vecchi anni, io lasciassi impunemente assassinare innanzi

agli occhi miei il figliuolo d'un mio amico. Mi darete soddisfazione di

questa violenza.»

»Semprechè vorrete, o maggiore; rispose freddamente Claverhouse.

Bothwell, eseguite gli ordini.»

La persona, che sofferiva maggiori angosce in tal discussione, tre volte

fece uno sforzo per parlare, e tre volte la lingua le ricusò la parola.

Ella era rimasta seduta sulla propria seggiola, come immersa in una

oppressione che la instupidisse. In tal punto si alzò, per voler correre

verso il colonnello, ma le forze mancandole, cadde svenuta fra le

braccia di Jenny, trovatasi per ventura dietro di lei.

»Soccorso! sclamò Jenny. Mio Dio! La mia giovine padrona muore!»

All'udire sì fatta esclamazione, lord Evandale che in tutto il durare di

questa scena era rimasto immobile appoggiandosi sulla sua sciabola, e

col capo inchinato sulle proprie mani, si alzò a sua volta, e

indirigendosi a Claverhouse: »Colonnello, gli disse, prima che il

prigioniero esca di qui, bramo dirvi una parola in disparte.»

Parve sorpreso Claverhouse; nondimeno si alzò tostamente, e seguendo il

giovane capitano sino ad un angolo della sala accadde fra essi il

seguente colloquio.

»Colonnello, lo scorso anno, nè ho d'uopo di rammentarvelo, la mia

famiglia potè darvi prove del suo affetto interponendo ufizi a voi

favorevoli presso il Consiglio privato. Nemmeno ho d'uopo rammentarvi

che in quella circostanza, vi mostraste meco persuaso d'averne a me

tutta l'obbligazione.»

»Certamente, mio caro Evandale! ed avrò qual mia fortuna se mi si

presenterà occasione di pagar questo debito di gratitudine che ho con

voi.»

»È venuta, mio colonnello! concedetemi la vita di questo giovane.»

»Evandale! voi siete pazzo, assolutamente pazzo! Qual sollecitudine è la

vostra per la vita di questo fanatico? Il padre suo era l'uomo più

pericoloso di tutta la Scozia; intrepido, risoluto, adorato dai soldati,

inflessibile nelle sue massime. Il figlio di lui, a quanto sembra, è

formato sul medesimo stampo. Se fosse un uomo di niuna importanza o

prevalenza, qualche sgraziato contadino, o un oscuro entusiasta, pensate

voi che ne avrei negata la grazia a lady Margherita ed al maggiore? Ma

il giovane, per cui intercedete, è ben educato, pieno d'ardore e di

coraggio, porta un nome conosciuto in tutta la Scozia. Non manca ai

ribelli che un condottiere di tale tempera per assicurare alla loro

fazione quella sicurezza di cui soltanto abbisognano, e per regolare a

certo scopo il cieco entusiasmo che li trasporta. — Non vi presento or

queste considerazioni per voglia di darvi un rifiuto, ma per indurvi a

meditare le conseguenze di quanto mi domandate.»

»Custodite il prigioniero. Così cessano i temuti pericoli; ma

permettetemi, o colonnello, d'insistere per ottenerne la vita. Ho

fortissime ragioni per desiderare questo favore.»

»Ch'egli viva dunque! non so negarvi cosa che mi chiedete in tal guisa;

ma ricordatevi, o milord, che se volete pervenire a grado eminente in

servendo il monarca e la patria, la vostra prima sollecitudine esser dee

quella di mettere in disparte le affezioni, i sentimenti particolari

dell'animo, le passioni. Voi non dovete pensare che ai vostri doveri e

al pubblico interesse. Non sono tali i tempi in cui viviamo, che si

possano sagrificare ai vaneggiamenti d'un vecchio, o ai pianti d'una

donna quelle massime di severità, da cui dipende la nostra salvezza in

mezzo ai rischi che ne circondano. — Ricordatevi ancora che, se oggi

cedo alle vostre istanze una tal compiacenza mi esimerà, spero,

dall'udirmene porte da voi altre simili per l'avvenire.»

Tornatisi indi ad avvicinare alla tavola, il colonnello fissò in viso

Morton onde scandagliare qual effetto avesse prodotto sopra di lui una

sentenza di morte per cui abbrividito aveano tutti i circostanti.

»Guardatelo! Claverhouse disse con sommessa voce a Evandale, egli dee

credersi al limitar della morte. Ha impallidito? ha fremuto? l'occhio ne

è tranquillo, sereno il volto; il cuore di lui è forse il solo in questa

sala che abbia regolari le sue battute. Osservatelo bene! Evandale, se

mai questo uomo si trova a capo di una mano di ribelli, vi pentirete per

primo d'avermi costretto ad usare indulgenza. — Quel giovane, si volse

indi a Morton, mercè d'alcuni amici che si sono mossi per voi, la vostra

vita è salva per ora. — Bothwell, traete tosto il prigioniero, e si

vegli attentamente sopra di lui.»

L'idea di dovere la vita al rivale si rendè insopportabile a Morton. »Se

la mia vita, esclamò, ha da esser dono di lord Evandale!.....»

»Bothwell, l'interruppe il colonnello, conducete via il prigioniero. Non

abbiam tempo d'ascoltare i suoi bei discorsi.»

Bothwell obbligò il prigioniero a seguirlo, e quando si trovarono

insieme nel cortile gli disse: »Ov'anche si potesse morire più di una

volta, sarebbe massima imprudenza avventurarsi come voi fate. Se

concedete sì libero freno alla vostra lingua, non vi do cinque minuti di

vita, e rimarrete nel primo fosso in cui ci scontriamo. Buon per voi che

avrò cura di tenervi lungi dagli occhi del colonnello! su via! venite ad

unirvi agli altri prigionieri.»

Nonostante la rozzezza de' modi suoi, il sergente vinto dal coraggio e

dalla fermezza d'animo di Morton, lo avea preso in una tal quale

affezione; e se la sentenza di morte non veniva ritrattata, Bothwell

sarebbe stato dolentissimo della necessità di farla eseguire. Intanto lo

condusse dinanzi al castello, ove stava una vecchia, e due uomini fatti

prigionieri da lord Evandale, e custoditi da una banda di dragoni.

In questo mezzo, Claverhouse si congedava da lady Margherita, la quale

non sapea perdonargli il poco riguardo che da esso ottennero le sue

raccomandazioni.

»Io avea creduto finora, gli diss'ella, che il castello di Tillietudlem,

ove sua maestà si è degnata intertenersi, potesse venir riguardato come

un luogo d'asilo anche per coloro la cui condotta non fosse immune da

rimproveri. Ma, ben me ne accorgo, le frutta vecchie non han più sapore.

I servigi della mia famiglia portano una data lontana, e vengono

dimenticati.»

»Non mai da me! rispose il colonnello; permettete ch'io ve ne assicuri,

o milady. Un dovere, ch'io riguardava siccome sacro, ha potuto farmi

esitante prima d'arrendermi a' vostri desideri e a quelli del maggiore;

ma ora, mia cara lady Bellenden, lasciatemi la speranza che tutto sia

posto in oblio. Questa sera vi condurrò dugento ribelli prigionieri, e

vi prometto di perdonare a cinquanta per amor vostro.»

»Udirò con piacere i vostri buoni successi, o colonnello, soggiunse il

maggiore, ma non trascurate l'avviso di un vecchio militare. Siate

economo del sangue umano dopo la battaglia. — Ora permettetemi chiedervi

la libertà del giovane Morton. Io me ne rendo mallevadore.»

»Aggiusteremo questo affare al nostro ritorno, rispose Claverhouse; vi

basti intanto la certezza che non morrà.»

Durante questo colloquio, gli occhi di lord Evandale cercavano Editta,

ma invano, perchè Jenny l'avea fatta trasportare nel suo appartamento.

Obbediva quindi lentamente agli ordini del colonnello che lo sollecitava

alla partenza. Finalmente, preso entrambi congedo da lady Margherita e

dal maggiore Bellenden, si misero a cavallo per raggiugnere il

reggimento.

Bothwell si era già avviato innanzi coi prigionieri e colla gente che li

scortava.

I Puritani di Scozia, vol. 1 · 第 15 / 19 题