»Correa le fiere colla piva, e il vanto
»Di piacer sempre ottenne. Ov'è a' dì nostri
»Canterina che dir possa cotanto?
Separatasi quella calca, le persone di cui era composta, nell'andare a
casa, facean serbo nelle proprie menti della catastrofe avvenuta al
povero Gibby per trarne il lor passatempo della serata; ma i competitori
del _Pappagallo_, postisi la maggior parte attorno al giovine Milnwood,
gli fecero corteggio accompagnandolo in trionfo, com'era l'uso, alla più
rinomata fra le osterie della vicina città, ove si dovevano imbriacare a
spese del vincitore.
A capo della cavalcata marciava Niel, il più famoso suonatore di
cornamusa che si trovasse in que' dintorni, sfoggiandola col suo
strumento ornato di più nastri, che non avrebbero bisognato a mettere in
pompa sei sgualdrinelle di quel villaggio. Era costui grande, gagliardo,
magro, secco, montato su due trampali, e con tale sua abilità fattosi
ricco d'un campo non men esteso d'un _acro_. E, mercè questo suo merito,
era pure stato promosso alla rilevante carica di suonatore di cornamusa
della città, impiego che gli fruttava tutti gli anni un abito nuovo a
titolo di salario, ed altre prerogative, tra le quali la speranza di
ottenere dal sindaco annuale, all'atto che veniva eletto, la mancia d'un
dollaro, semprechè però questo rispettabile magistrato avesse volontà e
potere di fare tale spesa. All'aprirsi d'ogni primavera godeva in oltre
del privilegio di andare a dar serenate alla porta di tutte le case le
più cospicue della città, ottenendone un compenso in birra o in
granaglie.
A sì preziosi vantaggi il nostro Niel aveva saputo accoppiarne un altro
non dispregevole; poichè ebbe il segreto di conquistare il cuore e
d'ottenere la mano d'una vedova, padrona della principale osteria di
quella piccola città, nel cui circondario ei dava fiato alla sua piva.
Il primo marito di cotesta donna era un rigido presbiteriano, onde per
vero dire i più teneri di questa setta gravemente si scandalizzarono,
che ad uom sì virtuoso ella avesse dato per successore un ciurmadore,
sol dedito a studj mondani. Ma siccome non v'era chi al pari di lei
vendesse buona birra in tutta la città, o chi men di lei battezzasse
l'acquavite, serbossi in fama, e la sua casa divenne ospizio di tutte le
fazioni diverse. Aggiungasi che l'indole del nuovo marito era oltre ogni
dire maneggevole, ed avea la sapienza di governare il timone della sua
barchetta con tanto ingegno che le ondate delle sette non giugnessero ad
affondarla. Sempre d'allegro umore, fornito d'una buona dose di
accorgimento e malizia, e pensando sopra tutte le cose al proprio
interesse, non si prendea grande fastidio delle dispute che dilaceravano
la chiesa e il governo. Ma più adeguatamente faremo noto al leggitore il
temperamento del nostro ostiere suonatore col presentargli un abbozzo
delle istruzioni, che tornando a casa egli diede alla sua figlia Jenny,
intantochè la turba de' confratelli del _Pappagallo_ sedeasi intorno ad
una grande tavola, che teneva il mezzo della sala principale
dell'osteria. Jenny toccava il suo anno decimosettimo, nè erano anche
tre mesi dacchè la madre di lei aveva abbandonata la casa per
trasferirsi, o a parlare più aggiustatamente, per essere trasferita in
quel tranquillo soggiorno, d'onde nessuno è per anche tornato addietro.
Jenny adunque incominciava a tener luogo della madre nel dar opera a
quegli ufizi, che con tanta lode adempiea la defunta.
»Jenny! (le diceva Niel, tantochè la giovinetta lo aiutava a sbarazzarsi
della sua cornamusa); Questo, come vedi, è un giorno che ne conduce
molti avventori. Ti stia sempre dinanzi agli occhi l'esempio della tua
povera madre. Ella era affabile e cortese con tutto il mondo, e co'
piccoli e coi grandi, e co' Presbiteriani e co' Reali. Qualunque cosa
domandi il sig. Enrico Milnwood, abbi cura che gli venga fornita: farà
molta spesa, ne son sicuro. Capitano del _Pappagallo_, non vorrà
stogliersi dalle vecchie usanze. Forse non pagherà; anzi lo prevedo che
non pagherà, perchè ha un vecchio zio che tiene stretti assai assai i
cordoni della sua borsa. Ma ciò non ti dia fastidio; saprò ben io cavar
denari da quel vecchio avaro, col farlo arrossir d'un tal debito — Quel
che vedi là è il nostro ministro spirituale che giuoca ai dadi col
tenente Graham; sii civile e manierosa verso di tutti. Ne' tempi in cui
viviamo è buona cosa l'aver amici e fra le _sottane nere_ e fra gli
_abiti rossi_. — Se i dragoni gridano per aver birra, non conviene
lasciarsene chieder due volte. È vero che non pagano sempre, ma viene il
momento che pagano. Tu sta' attenta a notare tutto quello che prendono.
— Ah! ah! ecco là il sergente Bothwell! scommetto che non van via di
tavola prima d'essersi bevute le dieci lire di Scozia, prezzo della
vacca che mi vendettero.»
»Ma padre mio! soggiunse Jenny, vi è chi pretende che abbiano tolta
questa vacca ad una povera donna, unicamente perchè nella trascorsa
domenica era stata ad ascoltare un ministro presbiteriano che predicava
in mezzo d'un campo.»
»Tu sei sciocca! le disse il padre, abbiam noi forse bisogno di sapere
d'onde venga il bestiame che ne viene venduto? Ci pensi la coscienza de'
venditori! — Ma Jenny! fa attenzione a quell'uomo che ha l'aria cupa e
accigliata, e sta seduto solo ad una tavola volgendo le spalle a tutti,
quasi avesse paura d'essere riconosciuto.»
»Egli è arrivato poc'anzi, rispose Jenny, sopra un cavallo tutto coperto
di spuma e sudore, e credo che solamente, per dargli tempo di riposare,
siasi fermato nella nostra osteria.»
»Ciò a noi poco importa. È però verissimo, ora ci penso, che gli ho
veduto fare un moto come di sorpresa quando entrarono qui gli _abiti
rossi_. Dagli quel che domanda, ma astienti dal farlo ciarlare che
potresti eccitare l'attenzion de' soldati sopra di lui. Unicamente, se
volesse dormire qui, non gli assegnare una stanza a parte, affinchè se
fosse mai che la giustizia il cercasse, non venga detto che noi volevamo
nasconderlo. — Quanto a te, Jenny, te lo ripeto, sii cortese con tutto
il mondo. Non ti mettere fastidio delle cose che qualche giovanotto
potesse dirti. Nella nostra condizione fa d'uopo sapere ascoltar tutto,
e la tua brava madre avea ad ognora pronta la sua risposta per le rime.
Non permettere però che si prendano libertà colle mani, e se
t'abbattessi in qualche sfacciato, non indugiare a chiamarmi. — Quando
la birra incomincerà a fermentare nelle teste dei bevitori, osserverai
che si mettono a parlare del governo e della chiesa; poi si riscaldano,
poi attaccano briga. Lasciali fare, Jenny! Non v'è alcuna cosa che dia
tanta sete come la collera: più litigheranno, più beveranno. Allora però
sarà bene che tu metta in giro la mezza birra, bevanda rinfrescativa per
essi, e già non se ne accorgeranno.»
»Ma, e se venissero alle mani com'è accaduto da poco tempo, non dovrò
venire ad avvertirvi?»
»Non far mai simile pazzia! Chi vuol frammettersi nelle baruffe, ne ha
spesso mercede di botte. Se son soldati che sguainino la sciabola,
chiama la guardia. Se dei nostri, che dessero di mano alla paletta e
alle molle da fuoco, manda ad avvertire il bailo e le guardie di
polizia; ma non incomodarmi. Sono dilombato a furia di perdere il fiato
tutt'oggi, e voglio desinare in santa pace. — Oh osserva! il signore...
cioè l'ex-signore di Lickiput, che mangia una aringa affumata e beve una
foglietta di mezza birra. Tiralo per la manica, e digli che lo prego
venire a pranzo con me. In altri tempi fu un buon avventore, e non gli
mancano che i modi per esserlo tuttavia. Beve ancora volentieri come
quando era ricco. Se vedi qualche povero diavolo, privo di denaro, e che
abbia bisogno di bere per una volta, dagli un bicchiere di birra: è una
piccola spesa e serve a far buona riputazione al negozio. — Da brava la
mia figliuola! fa che tutti sieno contenti di te. Ma prima d'ogni altra
cosa imbandisci il mio desinare, e portami due boccali di buona birra, e
una misura d'acquavite.»
Dopo avere in tal guisa date le opportune istruzioni al suo primo
ministro, Niel e l'ex-signore, cui in allora non parea vero d'essere
commensale dell'ostiere, entrarono in un gabinetto appartato per passare
insieme tranquillamente quanto rimanea di serata.
Vedeasi in quel momento gran moto nella gala cui presedeva Jenny. I
cavalieri del _Pappagallo_ aveano già portato il brindisi al lor
capitano, il quale nel pensare a sè prendeasi parimente a cuore che
nulla mancasse ai suoi convitati. Ma a poco a poco il numero di questi
diminuiva, e i cinque o sei che rimanevano ancora, incominciavano a
pensare alla ritirata, cosa che il giovine Milnwood aspettava con molta
impazienza.
Stavano ad un'altra tavola poco distante da questa il sergente e il
caporale, de' quali Niel aveva parlato, e che appartenevano al
reggimento delle guardie di Claverhouse; reggimento instituito a un
dipresso alla foggia de' moschettieri di Francia, i quali allorchè
uscivano del lor corpo, venivano posti come ufiziali in altri
reggimenti. Vi erano giovani spettanti a buone famiglie, circostanza
onde superbivano gl'individui del corpo medesimo, e crescevano in quel
tuono d'arroganza ch'era in essi caratteristico. Il sergente or
menzionato offeriva una segnalata prova di ciò.
Egli era generalmente conosciuto nel proprio corpo sotto il nome di
Bothwell, ma il suo nome di nascita era Francesco Stuardo. Discendea in
retta linea da Francesco Stuardo, conte di Bothwell, rinomato per lo
spirito suo turbolento, e per la parte presa da lui a tutte le querele
che avendo funestato il regno di Giacomo VI re di Scozia, fruttarono
allo stesso conte l'esilio, in cui terminò fra lo squallore
dell'indigenza i suoi giorni. Il pronipote di questo, dopo avere servito
come semplice soldato ne' paesi stranieri e nella Inghilterra, e dopo
essere soggiaciuto a tutte le vicissitudini della fortuna, si vide
costretto a contentarsi d'un grado di sergente nel reggimento delle
guardie; nè gli giovò a trovare maggiori riguardi l'appartenere egli
stesso alla famiglia reale, perchè il padre di Francesco Stuardo era
figlio naturale di Giacomo VI. Una forza di corpo, in esso più che
ordinaria, molta destrezza nel maneggio dell'armi, e la circostanza
rilevante della sua nascita, gli aveano per vero dire conciliato l'animo
degli ufiziali, ma l'indole sua naturale corrispondeva molto alla
licenza e alla brutalità degli altri suoi compagni, che dalla
consuetudine di far pagare le ammende e le tasse imposte su i
Presbiteriani refrattari si erano formati un animo propenso
all'oppressione e alla tirannide. Essi erano sì fattamente avvezzi ad
incaricarsi di tali odievoli spedizioni, che credevano a sè lecita
qualunque azione, nè conosceano altre leggi fuorchè gli ordini de' loro
capi. In qualsivoglia impresa di tal natura, Bothwell fu sempre il primo
a segnalarsi.
Se non lo avesse rattenuto un riguardo di rispetto verso il suo
capitano, che in quella sala medesima giuocava ai dadi col ministro
ecclesiastico, egli è probabile che non sarebbe rimasto sì lungo tempo
senza farne alcuna delle sue; ma appena Graham si fu tolto di lì, non
tardò Bothwell a sturbar la pace del rimanente di quell'assemblea, e a
dare a divedere com'ei la sprezzasse.
»Holliday (disse volgendosi a un dragone venuto a sedersi presso la
tavola ove stava Bothwell) non è cosa da trasecolare che questi
sbarbatelli abbian qui passata a sbevazzare tutta la sera senza curarsi,
nemmeno per immaginazione, di portare un brindisi ad onore del re.»
»V'ingannate! ho udito io l'_abito verde_, quando ha proposto agli altri
di bere ad onore di sua maestà.»
»Sarà. Ebbene dunque! che bevano ora alla salute dell'arcivescovo di S.
Andrea!»
»Ottima idea! soggiunse Inglis, e se qualcheduno ricusa, lo condurremo
al corpo di guardia, e fattolo cavalcare il cavallo di legno, gli
attaccheremo a ciascun piede una dozzina di carabine per tenervelo in
equilibrio.»
»Bravo! riprese a dire Bothwell. Anzi, per procedere con buon ordine,
voglio cominciare il mio invito da quel mingherlino, vera faccia da
forca che innamora, postosi là solo in un angolo, come se credesse
appestati tutti gli altri della compagnia.»
Alzatosi immantinente, e postosi la sua sciabola sotto al braccio per
proteggere la prepotenza che ei meditava, si collocò rimpetto allo
straniero che Niel avea sospettato essere un Presbiteriano refrattario,
ed assumendo il tuono d'un predicatore Puritano: »Mio caro fratello, gli
disse, ho una piccola istanza da presentarvi, ed è di empire il bicchier
vostro di questa bevanda, che i profani chiamano _acquavite_ e votarlo
alla salute dell'arcivescovo di sant'Andrea, il degno primate di
Scozia.»
Ciascuno stava impaziente della risposta che avrebbe data lo straniero.
I lineamenti scabri e feroci di cotesto uomo; l'espressione torva de'
suoi occhi, il vigor di nervi e di muscoli che al sol guardarlo
manifestava, annunziavano in lui un uomo poco propenso a prestarsi agli
scherzi, e molto meno a soffrire impunemente un insulto.
»E, se non faccio ragione alla vostra audacissima istanza, gli disse
guardandolo di traverso, che cosa ne seguirà?»
»Ne seguirà, mio amatissimo; che per la salute dell'anima tua ti darò
alcuni buffetti sul naso, piattonate sulla schiena quante ne potrai
sopportare, e ti taglierò in appresso le orecchie.»
»Davvero? (disse lo straniero colmando la sua tazza). Beviamo dunque
(soggiunse indi con ironico tuono, e componendo ad espressione affatto
singolare la propria fisonomia). Porto un brindisi all'arcivescovo di
sant'Andrea, ben meritevole della sede che occupa in tal momento.
Possano tutti i prelati della Scozia ottenere al par di lui sollecito
guiderdone, conforme ai lor meriti!»
»Ebbene! disse Holliday in aria di trionfo, ha ubbidito.»
»Nelle frasi del brindisi, soggiunse Bothwell, v'è qualche cosa che non
mi garba; non so bene ciò che siasi inteso dire questo cane di
Puritano.»
»Signori, si fece udire in allora Morton Milnwood, che incominciò ad
impazientirsi della costoro insolenza. Noi siam qui tutti fedeli sudditi
del re, e abbiamo diritto a sperare che non verremo d'ora innanzi
frastornati con propositi di tal natura.»
Stava Bothwell per rispondergli con qualche nuova impertinenza, ma
Holliday gli rammentò sotto voce, come la truppa avesse ricevute
istruzioni le più precise di non insultare veruno di coloro, che
conformandosi agli ordini del Consiglio si fossero presentati alla
rassegna. Non potè nondimeno Bothwell ristarsi tanto da non fissare in
volto Morton e dal dirgli:
»Avete ragione, Sig. Capitano, non voglio turbare il vostro regno, che
finisce, credo, alla prossima mezzanotte. Non è per altro da ridere,
Holliday, soggiunse indi volgendosi al camerata, che questi borghesi
facciano tanto gli smargiassi per sapere tirare a segno? Non v'è donna o
fanciullo, che addestrandosi a tale virtù sole ventiquattr'ore non ne
facesse altrettanto. Se il Sig. Capitano _Pappagallo_, o alcuno del suo
battaglione, volessero solamente provarsi colla sciabola o colla spada a
disputar meco al primo sangue una moneta d'oro, tanto non ci sarebbe
male! ma tutta questa gente (e dicendo ciò urtava col piede nella punta
della spada di Morton) portano armi che non ardirebbero di toccare.
Però!... se gli piacesse anche lottar meco a' pugni, la faccenda sarebbe
per me indifferente.»
Venuta a stremo la pazienza di Morton, si alzò, e dopo avere lanciato un
torvo guardo sopra Bothwell, mettea già mano alla spada, allorchè lo
straniero si pose fra essi.
»Un momento! diss'egli a Morton. Io fui il primo insultato, e a nome
della buona causa, intendo terminar io tale contesa.» Poi voltosi a
Bothwell: »Voi parlate di battervi a' pugni; volete lottare contro di
me?»
»Volentieri, eletto figlio, replicò Bothwell: ma tu non tarderai a
baciare la terra.»
»La mia forza deriva da lui che ne è la sorgente, disse quest'uomo, cui
il fervor di setta cresceva coraggio. Tu stai per servire d'esempio ai
celiatori di cattiva scuola.»
In un istante ciascun de' due ebbe levati gli abiti; e si fece attorno
ad essi il restante della brigata. Il vantaggio sulle prime parea del
sergente, ma scorgevasi ad un tempo che questi avea spiegata tutta
intera la sua gagliardia, mentre l'antagonista si mostrava economo della
propria. Finalmente lo straniero, giunto a stringere fortemente
Bothwell, lo alzò da terra, buttandolo indi con sì mal colpo sul
pavimento, che vi rimase sbalordito per qualche minuto.
»Voi avete ucciso il mio sergente, sclamò Inglis, sfoderando la
sciabola, e me ne darete soddisfazione.»
»Adagio! entrò di mezzo Morton, tutto è proceduto giusta le regole, e il
vostro camerata ha trovato quel che cercava.»
»Gli è vero, disse Bothwell, alzandosi allora da terra. Inglis,
rimettete nel fodero il vostro arnese. Non mi sarei mai creduto che un
sergente del reggimento delle guardie fosse gettato sul pavimento d'una
miserabile bettola da un cialtrone di Puritano!» indi stringendo con
forza la mano allo straniero: »amico, gli disse, ci troveremo
qualch'altra volta, e giuocheremo giuoco più serio.»
»E quando questa _qualche volta_ verrà (rispose lo straniero
stringendogli parimente e colla stessa forza la mano) vi prometto che se
giungo a rinversarvi, non vi alzerete da terra sì facilmente.»
»A maraviglia! rispose Bothwell. Se tu sei un Puritano, non manchi
almeno nè di forza nè di coraggio! Ti auguro ogni sorte di felicità; ma
se mi credi, spacciati da questo luogo prima che il nostro ufiziale
venga qui in ronda, perchè egli ha fatto arrestare più d'un furfante che
avea cera meno sospetta della tua.»
Convien credere che tale avvertimento non sembrasse da disprezzarsi allo
straniero poichè pagò il suo conto; e correndo alla scuderia, sellò egli
stesso il proprio cavallo, e immantinente vi montò sopra. Nell'uscire si
scontrò in Morton, che si congedava dai compagni in atto egli pur di
partire.
»Mi trasferisco alla volta di Milnwood gli diss'egli; volete permettere
ch'io profitti della vostra compagnia lungo il cammino?»
»Volentieri!» rispose Morton, benchè trovasse nella fisonomia
dell'offertosegli compagno di viaggio qualche cosa che infinitamente
spiacevagli.
Intanto che essi proseguivano per la loro strada, si udì dalla parte
della piccola città d'onde uscivano strepitar di tamburi e squillar di
trombe, che chiamava a raccolta la compagnia del reggimento delle
guardie postavi in guernigione, la quale ben presto si trovò schierata
sulla piazza del mercato. Il tenente Graham entrò nell'osteria di Niel
accompagnato dal sindaco della città. »Ebbene! Bothwell, esclamò, non
avete udito la chiamata? Perchè siete ancor qui?»
»Egli stava per tornare a quartiere, o mio tenente, disse Holliday; ma
ha fatto or ora una mala caduta.»
»In una lite senz'altro! soggiunse Graham. Bothwell, se trascurate così
il dovere, il vostro sangue reale non vi esenterà dai gastighi.»
»E come ho io trascurato i doveri?»
»Voi dovevate trovarvi in quartiere al primo suon di tamburo. La
carrozza dell'arcivescovo di Sant'Andrea è stata fermata questa mattina
da una masnada di ribelli Puritani, che lo hanno assassinato presso la
città della sua diocesi. Vi è una taglia di cento zecchini a favore di
chiunque arresterà uno degli uccisori di questo prelato.
»Corpo del demonio! sclamò Bothwell. Il brindisi!... quell'aria
misteriosa!... Intendo ora quel che voleva dire! Ah! perchè non
l'abbiamo arrestato subito? A cavallo, Holliday, a cavallo! — Mio
tenente, un di questi assassini non sarebbe già un uomo nerboruto
all'aspetto, che ha un naso a becco di falcone?...»
»Un momento! disse Graham. Ho qui i connotati di tutti costoro.
Leggiamo. _Haxton di Rathillet, grande, magro, capelli neri_...»
»No; non è il mio uomo» interruppe Bothwell.
»_Iohn Balfour di Burley, mezzana statura, naso aquilino, sguardo
feroce, capelli rossi_....»
»È desso, è desso!» sclamò Bothwell. Intanto Graham continuava la sua
lettura _montato sopra un cavallo nero di grande criniera_....»
»Non occorr'altro! Non è un quarto d'ora che costui era qui.»
Alcune nuove informazioni terminarono alfin di convincerli, che quel sì
misterioso straniero era di fatto Balfour da Burley, capo della banda di
assassini, che mossi da furore presbiteriano, uccisero l'infelice
primate di Scozia. Avendolo incontrato a caso, il fanatismo li persuase
essere questa una vittima che la Provvidenza abbandonava nelle loro
mani, onde a sangue freddo lo trucidarono.
»A cavallo, amici miei! lesti a cavallo! sclamò Graham. Inseguiamo
l'assassino. La testa di costui vale quant'oro ella pesa.»