CAPITOLO III.

»Correa le fiere colla piva, e il vanto

»Di piacer sempre ottenne. Ov'è a' dì nostri

»Canterina che dir possa cotanto?

Separatasi quella calca, le persone di cui era composta, nell'andare a

casa, facean serbo nelle proprie menti della catastrofe avvenuta al

povero Gibby per trarne il lor passatempo della serata; ma i competitori

del _Pappagallo_, postisi la maggior parte attorno al giovine Milnwood,

gli fecero corteggio accompagnandolo in trionfo, com'era l'uso, alla più

rinomata fra le osterie della vicina città, ove si dovevano imbriacare a

spese del vincitore.

A capo della cavalcata marciava Niel, il più famoso suonatore di

cornamusa che si trovasse in que' dintorni, sfoggiandola col suo

strumento ornato di più nastri, che non avrebbero bisognato a mettere in

pompa sei sgualdrinelle di quel villaggio. Era costui grande, gagliardo,

magro, secco, montato su due trampali, e con tale sua abilità fattosi

ricco d'un campo non men esteso d'un _acro_. E, mercè questo suo merito,

era pure stato promosso alla rilevante carica di suonatore di cornamusa

della città, impiego che gli fruttava tutti gli anni un abito nuovo a

titolo di salario, ed altre prerogative, tra le quali la speranza di

ottenere dal sindaco annuale, all'atto che veniva eletto, la mancia d'un

dollaro, semprechè però questo rispettabile magistrato avesse volontà e

potere di fare tale spesa. All'aprirsi d'ogni primavera godeva in oltre

del privilegio di andare a dar serenate alla porta di tutte le case le

più cospicue della città, ottenendone un compenso in birra o in

granaglie.

A sì preziosi vantaggi il nostro Niel aveva saputo accoppiarne un altro

non dispregevole; poichè ebbe il segreto di conquistare il cuore e

d'ottenere la mano d'una vedova, padrona della principale osteria di

quella piccola città, nel cui circondario ei dava fiato alla sua piva.

Il primo marito di cotesta donna era un rigido presbiteriano, onde per

vero dire i più teneri di questa setta gravemente si scandalizzarono,

che ad uom sì virtuoso ella avesse dato per successore un ciurmadore,

sol dedito a studj mondani. Ma siccome non v'era chi al pari di lei

vendesse buona birra in tutta la città, o chi men di lei battezzasse

l'acquavite, serbossi in fama, e la sua casa divenne ospizio di tutte le

fazioni diverse. Aggiungasi che l'indole del nuovo marito era oltre ogni

dire maneggevole, ed avea la sapienza di governare il timone della sua

barchetta con tanto ingegno che le ondate delle sette non giugnessero ad

affondarla. Sempre d'allegro umore, fornito d'una buona dose di

accorgimento e malizia, e pensando sopra tutte le cose al proprio

interesse, non si prendea grande fastidio delle dispute che dilaceravano

la chiesa e il governo. Ma più adeguatamente faremo noto al leggitore il

temperamento del nostro ostiere suonatore col presentargli un abbozzo

delle istruzioni, che tornando a casa egli diede alla sua figlia Jenny,

intantochè la turba de' confratelli del _Pappagallo_ sedeasi intorno ad

una grande tavola, che teneva il mezzo della sala principale

dell'osteria. Jenny toccava il suo anno decimosettimo, nè erano anche

tre mesi dacchè la madre di lei aveva abbandonata la casa per

trasferirsi, o a parlare più aggiustatamente, per essere trasferita in

quel tranquillo soggiorno, d'onde nessuno è per anche tornato addietro.

Jenny adunque incominciava a tener luogo della madre nel dar opera a

quegli ufizi, che con tanta lode adempiea la defunta.

»Jenny! (le diceva Niel, tantochè la giovinetta lo aiutava a sbarazzarsi

della sua cornamusa); Questo, come vedi, è un giorno che ne conduce

molti avventori. Ti stia sempre dinanzi agli occhi l'esempio della tua

povera madre. Ella era affabile e cortese con tutto il mondo, e co'

piccoli e coi grandi, e co' Presbiteriani e co' Reali. Qualunque cosa

domandi il sig. Enrico Milnwood, abbi cura che gli venga fornita: farà

molta spesa, ne son sicuro. Capitano del _Pappagallo_, non vorrà

stogliersi dalle vecchie usanze. Forse non pagherà; anzi lo prevedo che

non pagherà, perchè ha un vecchio zio che tiene stretti assai assai i

cordoni della sua borsa. Ma ciò non ti dia fastidio; saprò ben io cavar

denari da quel vecchio avaro, col farlo arrossir d'un tal debito — Quel

che vedi là è il nostro ministro spirituale che giuoca ai dadi col

tenente Graham; sii civile e manierosa verso di tutti. Ne' tempi in cui

viviamo è buona cosa l'aver amici e fra le _sottane nere_ e fra gli

_abiti rossi_. — Se i dragoni gridano per aver birra, non conviene

lasciarsene chieder due volte. È vero che non pagano sempre, ma viene il

momento che pagano. Tu sta' attenta a notare tutto quello che prendono.

— Ah! ah! ecco là il sergente Bothwell! scommetto che non van via di

tavola prima d'essersi bevute le dieci lire di Scozia, prezzo della

vacca che mi vendettero.»

»Ma padre mio! soggiunse Jenny, vi è chi pretende che abbiano tolta

questa vacca ad una povera donna, unicamente perchè nella trascorsa

domenica era stata ad ascoltare un ministro presbiteriano che predicava

in mezzo d'un campo.»

»Tu sei sciocca! le disse il padre, abbiam noi forse bisogno di sapere

d'onde venga il bestiame che ne viene venduto? Ci pensi la coscienza de'

venditori! — Ma Jenny! fa attenzione a quell'uomo che ha l'aria cupa e

accigliata, e sta seduto solo ad una tavola volgendo le spalle a tutti,

quasi avesse paura d'essere riconosciuto.»

»Egli è arrivato poc'anzi, rispose Jenny, sopra un cavallo tutto coperto

di spuma e sudore, e credo che solamente, per dargli tempo di riposare,

siasi fermato nella nostra osteria.»

»Ciò a noi poco importa. È però verissimo, ora ci penso, che gli ho

veduto fare un moto come di sorpresa quando entrarono qui gli _abiti

rossi_. Dagli quel che domanda, ma astienti dal farlo ciarlare che

potresti eccitare l'attenzion de' soldati sopra di lui. Unicamente, se

volesse dormire qui, non gli assegnare una stanza a parte, affinchè se

fosse mai che la giustizia il cercasse, non venga detto che noi volevamo

nasconderlo. — Quanto a te, Jenny, te lo ripeto, sii cortese con tutto

il mondo. Non ti mettere fastidio delle cose che qualche giovanotto

potesse dirti. Nella nostra condizione fa d'uopo sapere ascoltar tutto,

e la tua brava madre avea ad ognora pronta la sua risposta per le rime.

Non permettere però che si prendano libertà colle mani, e se

t'abbattessi in qualche sfacciato, non indugiare a chiamarmi. — Quando

la birra incomincerà a fermentare nelle teste dei bevitori, osserverai

che si mettono a parlare del governo e della chiesa; poi si riscaldano,

poi attaccano briga. Lasciali fare, Jenny! Non v'è alcuna cosa che dia

tanta sete come la collera: più litigheranno, più beveranno. Allora però

sarà bene che tu metta in giro la mezza birra, bevanda rinfrescativa per

essi, e già non se ne accorgeranno.»

»Ma, e se venissero alle mani com'è accaduto da poco tempo, non dovrò

venire ad avvertirvi?»

»Non far mai simile pazzia! Chi vuol frammettersi nelle baruffe, ne ha

spesso mercede di botte. Se son soldati che sguainino la sciabola,

chiama la guardia. Se dei nostri, che dessero di mano alla paletta e

alle molle da fuoco, manda ad avvertire il bailo e le guardie di

polizia; ma non incomodarmi. Sono dilombato a furia di perdere il fiato

tutt'oggi, e voglio desinare in santa pace. — Oh osserva! il signore...

cioè l'ex-signore di Lickiput, che mangia una aringa affumata e beve una

foglietta di mezza birra. Tiralo per la manica, e digli che lo prego

venire a pranzo con me. In altri tempi fu un buon avventore, e non gli

mancano che i modi per esserlo tuttavia. Beve ancora volentieri come

quando era ricco. Se vedi qualche povero diavolo, privo di denaro, e che

abbia bisogno di bere per una volta, dagli un bicchiere di birra: è una

piccola spesa e serve a far buona riputazione al negozio. — Da brava la

mia figliuola! fa che tutti sieno contenti di te. Ma prima d'ogni altra

cosa imbandisci il mio desinare, e portami due boccali di buona birra, e

una misura d'acquavite.»

Dopo avere in tal guisa date le opportune istruzioni al suo primo

ministro, Niel e l'ex-signore, cui in allora non parea vero d'essere

commensale dell'ostiere, entrarono in un gabinetto appartato per passare

insieme tranquillamente quanto rimanea di serata.

Vedeasi in quel momento gran moto nella gala cui presedeva Jenny. I

cavalieri del _Pappagallo_ aveano già portato il brindisi al lor

capitano, il quale nel pensare a sè prendeasi parimente a cuore che

nulla mancasse ai suoi convitati. Ma a poco a poco il numero di questi

diminuiva, e i cinque o sei che rimanevano ancora, incominciavano a

pensare alla ritirata, cosa che il giovine Milnwood aspettava con molta

impazienza.

Stavano ad un'altra tavola poco distante da questa il sergente e il

caporale, de' quali Niel aveva parlato, e che appartenevano al

reggimento delle guardie di Claverhouse; reggimento instituito a un

dipresso alla foggia de' moschettieri di Francia, i quali allorchè

uscivano del lor corpo, venivano posti come ufiziali in altri

reggimenti. Vi erano giovani spettanti a buone famiglie, circostanza

onde superbivano gl'individui del corpo medesimo, e crescevano in quel

tuono d'arroganza ch'era in essi caratteristico. Il sergente or

menzionato offeriva una segnalata prova di ciò.

Egli era generalmente conosciuto nel proprio corpo sotto il nome di

Bothwell, ma il suo nome di nascita era Francesco Stuardo. Discendea in

retta linea da Francesco Stuardo, conte di Bothwell, rinomato per lo

spirito suo turbolento, e per la parte presa da lui a tutte le querele

che avendo funestato il regno di Giacomo VI re di Scozia, fruttarono

allo stesso conte l'esilio, in cui terminò fra lo squallore

dell'indigenza i suoi giorni. Il pronipote di questo, dopo avere servito

come semplice soldato ne' paesi stranieri e nella Inghilterra, e dopo

essere soggiaciuto a tutte le vicissitudini della fortuna, si vide

costretto a contentarsi d'un grado di sergente nel reggimento delle

guardie; nè gli giovò a trovare maggiori riguardi l'appartenere egli

stesso alla famiglia reale, perchè il padre di Francesco Stuardo era

figlio naturale di Giacomo VI. Una forza di corpo, in esso più che

ordinaria, molta destrezza nel maneggio dell'armi, e la circostanza

rilevante della sua nascita, gli aveano per vero dire conciliato l'animo

degli ufiziali, ma l'indole sua naturale corrispondeva molto alla

licenza e alla brutalità degli altri suoi compagni, che dalla

consuetudine di far pagare le ammende e le tasse imposte su i

Presbiteriani refrattari si erano formati un animo propenso

all'oppressione e alla tirannide. Essi erano sì fattamente avvezzi ad

incaricarsi di tali odievoli spedizioni, che credevano a sè lecita

qualunque azione, nè conosceano altre leggi fuorchè gli ordini de' loro

capi. In qualsivoglia impresa di tal natura, Bothwell fu sempre il primo

a segnalarsi.

Se non lo avesse rattenuto un riguardo di rispetto verso il suo

capitano, che in quella sala medesima giuocava ai dadi col ministro

ecclesiastico, egli è probabile che non sarebbe rimasto sì lungo tempo

senza farne alcuna delle sue; ma appena Graham si fu tolto di lì, non

tardò Bothwell a sturbar la pace del rimanente di quell'assemblea, e a

dare a divedere com'ei la sprezzasse.

»Holliday (disse volgendosi a un dragone venuto a sedersi presso la

tavola ove stava Bothwell) non è cosa da trasecolare che questi

sbarbatelli abbian qui passata a sbevazzare tutta la sera senza curarsi,

nemmeno per immaginazione, di portare un brindisi ad onore del re.»

»V'ingannate! ho udito io l'_abito verde_, quando ha proposto agli altri

di bere ad onore di sua maestà.»

»Sarà. Ebbene dunque! che bevano ora alla salute dell'arcivescovo di S.

Andrea!»

»Ottima idea! soggiunse Inglis, e se qualcheduno ricusa, lo condurremo

al corpo di guardia, e fattolo cavalcare il cavallo di legno, gli

attaccheremo a ciascun piede una dozzina di carabine per tenervelo in

equilibrio.»

»Bravo! riprese a dire Bothwell. Anzi, per procedere con buon ordine,

voglio cominciare il mio invito da quel mingherlino, vera faccia da

forca che innamora, postosi là solo in un angolo, come se credesse

appestati tutti gli altri della compagnia.»

Alzatosi immantinente, e postosi la sua sciabola sotto al braccio per

proteggere la prepotenza che ei meditava, si collocò rimpetto allo

straniero che Niel avea sospettato essere un Presbiteriano refrattario,

ed assumendo il tuono d'un predicatore Puritano: »Mio caro fratello, gli

disse, ho una piccola istanza da presentarvi, ed è di empire il bicchier

vostro di questa bevanda, che i profani chiamano _acquavite_ e votarlo

alla salute dell'arcivescovo di sant'Andrea, il degno primate di

Scozia.»

Ciascuno stava impaziente della risposta che avrebbe data lo straniero.

I lineamenti scabri e feroci di cotesto uomo; l'espressione torva de'

suoi occhi, il vigor di nervi e di muscoli che al sol guardarlo

manifestava, annunziavano in lui un uomo poco propenso a prestarsi agli

scherzi, e molto meno a soffrire impunemente un insulto.

»E, se non faccio ragione alla vostra audacissima istanza, gli disse

guardandolo di traverso, che cosa ne seguirà?»

»Ne seguirà, mio amatissimo; che per la salute dell'anima tua ti darò

alcuni buffetti sul naso, piattonate sulla schiena quante ne potrai

sopportare, e ti taglierò in appresso le orecchie.»

»Davvero? (disse lo straniero colmando la sua tazza). Beviamo dunque

(soggiunse indi con ironico tuono, e componendo ad espressione affatto

singolare la propria fisonomia). Porto un brindisi all'arcivescovo di

sant'Andrea, ben meritevole della sede che occupa in tal momento.

Possano tutti i prelati della Scozia ottenere al par di lui sollecito

guiderdone, conforme ai lor meriti!»

»Ebbene! disse Holliday in aria di trionfo, ha ubbidito.»

»Nelle frasi del brindisi, soggiunse Bothwell, v'è qualche cosa che non

mi garba; non so bene ciò che siasi inteso dire questo cane di

Puritano.»

»Signori, si fece udire in allora Morton Milnwood, che incominciò ad

impazientirsi della costoro insolenza. Noi siam qui tutti fedeli sudditi

del re, e abbiamo diritto a sperare che non verremo d'ora innanzi

frastornati con propositi di tal natura.»

Stava Bothwell per rispondergli con qualche nuova impertinenza, ma

Holliday gli rammentò sotto voce, come la truppa avesse ricevute

istruzioni le più precise di non insultare veruno di coloro, che

conformandosi agli ordini del Consiglio si fossero presentati alla

rassegna. Non potè nondimeno Bothwell ristarsi tanto da non fissare in

volto Morton e dal dirgli:

»Avete ragione, Sig. Capitano, non voglio turbare il vostro regno, che

finisce, credo, alla prossima mezzanotte. Non è per altro da ridere,

Holliday, soggiunse indi volgendosi al camerata, che questi borghesi

facciano tanto gli smargiassi per sapere tirare a segno? Non v'è donna o

fanciullo, che addestrandosi a tale virtù sole ventiquattr'ore non ne

facesse altrettanto. Se il Sig. Capitano _Pappagallo_, o alcuno del suo

battaglione, volessero solamente provarsi colla sciabola o colla spada a

disputar meco al primo sangue una moneta d'oro, tanto non ci sarebbe

male! ma tutta questa gente (e dicendo ciò urtava col piede nella punta

della spada di Morton) portano armi che non ardirebbero di toccare.

Però!... se gli piacesse anche lottar meco a' pugni, la faccenda sarebbe

per me indifferente.»

Venuta a stremo la pazienza di Morton, si alzò, e dopo avere lanciato un

torvo guardo sopra Bothwell, mettea già mano alla spada, allorchè lo

straniero si pose fra essi.

»Un momento! diss'egli a Morton. Io fui il primo insultato, e a nome

della buona causa, intendo terminar io tale contesa.» Poi voltosi a

Bothwell: »Voi parlate di battervi a' pugni; volete lottare contro di

me?»

»Volentieri, eletto figlio, replicò Bothwell: ma tu non tarderai a

baciare la terra.»

»La mia forza deriva da lui che ne è la sorgente, disse quest'uomo, cui

il fervor di setta cresceva coraggio. Tu stai per servire d'esempio ai

celiatori di cattiva scuola.»

In un istante ciascun de' due ebbe levati gli abiti; e si fece attorno

ad essi il restante della brigata. Il vantaggio sulle prime parea del

sergente, ma scorgevasi ad un tempo che questi avea spiegata tutta

intera la sua gagliardia, mentre l'antagonista si mostrava economo della

propria. Finalmente lo straniero, giunto a stringere fortemente

Bothwell, lo alzò da terra, buttandolo indi con sì mal colpo sul

pavimento, che vi rimase sbalordito per qualche minuto.

»Voi avete ucciso il mio sergente, sclamò Inglis, sfoderando la

sciabola, e me ne darete soddisfazione.»

»Adagio! entrò di mezzo Morton, tutto è proceduto giusta le regole, e il

vostro camerata ha trovato quel che cercava.»

»Gli è vero, disse Bothwell, alzandosi allora da terra. Inglis,

rimettete nel fodero il vostro arnese. Non mi sarei mai creduto che un

sergente del reggimento delle guardie fosse gettato sul pavimento d'una

miserabile bettola da un cialtrone di Puritano!» indi stringendo con

forza la mano allo straniero: »amico, gli disse, ci troveremo

qualch'altra volta, e giuocheremo giuoco più serio.»

»E quando questa _qualche volta_ verrà (rispose lo straniero

stringendogli parimente e colla stessa forza la mano) vi prometto che se

giungo a rinversarvi, non vi alzerete da terra sì facilmente.»

»A maraviglia! rispose Bothwell. Se tu sei un Puritano, non manchi

almeno nè di forza nè di coraggio! Ti auguro ogni sorte di felicità; ma

se mi credi, spacciati da questo luogo prima che il nostro ufiziale

venga qui in ronda, perchè egli ha fatto arrestare più d'un furfante che

avea cera meno sospetta della tua.»

Convien credere che tale avvertimento non sembrasse da disprezzarsi allo

straniero poichè pagò il suo conto; e correndo alla scuderia, sellò egli

stesso il proprio cavallo, e immantinente vi montò sopra. Nell'uscire si

scontrò in Morton, che si congedava dai compagni in atto egli pur di

partire.

»Mi trasferisco alla volta di Milnwood gli diss'egli; volete permettere

ch'io profitti della vostra compagnia lungo il cammino?»

»Volentieri!» rispose Morton, benchè trovasse nella fisonomia

dell'offertosegli compagno di viaggio qualche cosa che infinitamente

spiacevagli.

Intanto che essi proseguivano per la loro strada, si udì dalla parte

della piccola città d'onde uscivano strepitar di tamburi e squillar di

trombe, che chiamava a raccolta la compagnia del reggimento delle

guardie postavi in guernigione, la quale ben presto si trovò schierata

sulla piazza del mercato. Il tenente Graham entrò nell'osteria di Niel

accompagnato dal sindaco della città. »Ebbene! Bothwell, esclamò, non

avete udito la chiamata? Perchè siete ancor qui?»

»Egli stava per tornare a quartiere, o mio tenente, disse Holliday; ma

ha fatto or ora una mala caduta.»

»In una lite senz'altro! soggiunse Graham. Bothwell, se trascurate così

il dovere, il vostro sangue reale non vi esenterà dai gastighi.»

»E come ho io trascurato i doveri?»

»Voi dovevate trovarvi in quartiere al primo suon di tamburo. La

carrozza dell'arcivescovo di Sant'Andrea è stata fermata questa mattina

da una masnada di ribelli Puritani, che lo hanno assassinato presso la

città della sua diocesi. Vi è una taglia di cento zecchini a favore di

chiunque arresterà uno degli uccisori di questo prelato.

»Corpo del demonio! sclamò Bothwell. Il brindisi!... quell'aria

misteriosa!... Intendo ora quel che voleva dire! Ah! perchè non

l'abbiamo arrestato subito? A cavallo, Holliday, a cavallo! — Mio

tenente, un di questi assassini non sarebbe già un uomo nerboruto

all'aspetto, che ha un naso a becco di falcone?...»

»Un momento! disse Graham. Ho qui i connotati di tutti costoro.

Leggiamo. _Haxton di Rathillet, grande, magro, capelli neri_...»

»No; non è il mio uomo» interruppe Bothwell.

»_Iohn Balfour di Burley, mezzana statura, naso aquilino, sguardo

feroce, capelli rossi_....»

»È desso, è desso!» sclamò Bothwell. Intanto Graham continuava la sua

lettura _montato sopra un cavallo nero di grande criniera_....»

»Non occorr'altro! Non è un quarto d'ora che costui era qui.»

Alcune nuove informazioni terminarono alfin di convincerli, che quel sì

misterioso straniero era di fatto Balfour da Burley, capo della banda di

assassini, che mossi da furore presbiteriano, uccisero l'infelice

primate di Scozia. Avendolo incontrato a caso, il fanatismo li persuase

essere questa una vittima che la Provvidenza abbandonava nelle loro

mani, onde a sangue freddo lo trucidarono.

»A cavallo, amici miei! lesti a cavallo! sclamò Graham. Inseguiamo

l'assassino. La testa di costui vale quant'oro ella pesa.»

I Puritani di Scozia, vol. 1 · 第 5 / 19 题