BALLATE

I, 17. Sia permesso riferir qui le due strofe, che nel cd. Pal.

418 seguono a questo verso e che ritenemmo interpolate (cfr.

anche WIESE, _Archiv_ cit., CXVII, 220): cfr. _I Rimatori

lucchesi_ cit., pp. 117-8.

_a_) Radice è di viltade _b_) Nessuno è più ingannato

c'a tucti ben dispiace ke de la sua persona:

lodare on sua bontade; ké tal si tien biasmato

e prodeza ki face, ke Dio li dá corona,

quei ke la fa ne cade, e tal si tien laudato

e quei che la tace ke lo contraro dona

ne cresce fermamente. a llui similemente.

I, 51. Sottintendi «che».

II, 29. «vostro viso» equivale evidentemente a «in vostro viso»;

l'accordo dei cdd. non mi autorizza a proporre: «'n vostro

viso».

II, 32-3. «vue» è correzione del WIESE, _Archiv_ cit., CXVII,

220; il PARODI, _Rima siciliana_ cit., p. 124 n. proporrebbe:

«vui»: «fui». Per la correzione, piú propriamente, del v. 33,

cfr. ROSSI in _Gior. st. d. l. it_., XLIX, 383.

III, 10-1, «degno voi» = degno di voi.

III, 22. «vita» deve certo esser sostituita da qualche altra

parola (cfr. anche quanto possono apprendere i cdd.); ma non

riesco a trovarla. Forse un lucch. «lita» = «lite?».

IV. Il tipo composito della strofa è da mettere in relazione con

quelli, di cui parla il CASINI, _Studi di poesia antica_, Cittá

di Castello, 1914, p. 40 sgg.

IV, 5. La correzione «tucto» dei cdd. in «tutta» è

indispensabile.

V. Seguo la ricostruzione del MASSÈRA (cfr. sopra); me ne

allontano solo, oltre che in qualche lieve ritocco

d'interpunzione, al v. 64, dove, col cd., ammetto lo iato

(MASSÈRA: «ke è diricta e vera)».

V, 34. «la rivera»: è il Serchio, sotto il qual nome, per

metonimia, è da intendere Lucca stessa.

Rimatori siculo-toscani del dugento. Serie prima - Pistoiesi-Lucchesi-Pisani · 第 132 / 272 题