CAPITOLO XI.

_Un pranzo a Monte Mario._

Dopo un'ora di marcia, giungemmo alla sommità di Monte Mario, ove

accampava un grosso distaccamento di truppe, sotto il comando del

generale Souvant.

Entrammo in un magnifico palazzo. Il generale non tardò a comparire.

Girò gli occhi intorno, passando ad uno ad uno in rassegna quei

numerosi prigionieri; poi voltosi a me e all'Ascolana, che in

disparte meditavamo qualche ingegnoso stratagemma per uscire dalle

mani nemiche; signori, ci disse, io non posso permettere che voi

restiate con tanto disagio fra questa canagl.... cioè.... voleva

dire... fra questa brava gente. Noi siamo troppo galanti per

dimenticare i riguardi dovuti ad una bella e giovane signora, dalle

fibre delicate. Io vi offro il mio braccio, o nobile e maestosa

progenie delle Cornelie e delle Lucrezie! Compiacetemi di seguirmi

nell'altra sala in compagnia del vostro signor marito!--Così

parlando, il generale, con una galanteria irresistibile, si

impadronì della donna e con lei si diresse nell'interno del palazzo,

dopo avermi accennato di seguirlo.--I soldati francesi, vedendomi

attraversare il porticato nelle umilianti apparenze di un marito

vittima, ridevano sotto i baffi e portavano le mani alla fronte

facendo un gesto molto pittoresco.

Il generale ci condusse in una magnifica stanza al piano superiore,

dove trovammo un letto eccellente.--«Riposatevi fino all'ora del

pranzo, disse egli con amabile cortesia; verso le cinque vi faremo

chiamare; spero non rifiuterete di pranzare alla nostra tavola, dove

il mio stato maggiore vi farà allegra corona.... Convien adattarsi

alle circostanze... Siamo sul campo di battaglia, e i nostri cuochi

qualche volta sono distratti dalle bombe... Però le nostre cantine

sono ben fornite... I preti ci mandano da Roma dell'eccellente

Champagne, che il migliore non si potrebbe avere a Parigi. Il

Champagne e l'Orvieto strinsero alleanza nelle nostre cantine... Ciò

mi è di buon augurio per le future relazioni tra l'Italia e la

Francia... Io spero che un giorno le due nazioni si stringeranno la

mano, come io ve la stringo di cuore sin da questo momento.»

Il generale voleva ad ogni costo mettersi nelle buone grazie...

dell'Ascolana--e frattanto, egli ci aveva fornito la stanza ed il

letto,--dove, in un momento di esaltazione ingovernabile, per noi si

compì finalmente quella parte del rito coniugale, che è reputata la

più dilettevole.

Tiriamo un velo su quella scena. E d'altronde le sono istorie troppo

comuni--tutti gli animali della creazione passano per quella via.

Si potrebbe discutere sulla maggiore o minore colpabilità

dell'Ascolana: ma la mia questione di teologia morale fornirebbe un

episodio troppo noioso.

--L'Ascolana non è meno virtuosa, non è meno pura innanzi al

tribunale della mia ragione, e del mio cuore.--Ella ha ceduto ad uno

di quei casi di _forza maggiore_, che ponno riguardarsi una clausola

eccezionale anche nei contratti di fedeltà, stipulati col

matrimonio.--Eravamo stanchi, abbrustoliti dal sole, in uno stato di

esaltazione indescrivibile. Nella stanza non c'era che un

solo letto--un letto molto comodo--ombreggiato da folte

cortine...--angusto--colle sponde rilevate, formanti un declivio...

Eppure ci eravamo coricati coi più onesti propositi. L'Ascolana

aveva fatto il segno della croce.... io aveva recitato una

giaculatoria...

Alle cinque ore, un'uffiziale entrò nella camera, per invitarci a

discendere. Fummo condotti nella sala da pranzo. Alla Ascolana era

riserbato il posto d'onore fra il generale ed il suo aiutante

maggiore,--io fui relegato,--come era da prevedersi--all'estremo

confine della tavola.

Il desinare fu servito lautamente; v'era copia di vivande squisite,

dilicati vini, frutta, confetti, ogni ben di Dio. Al principiare del

pranzo si parlava, poi si venne alle grida; all'ultimo, sturate le

bottiglie dello Champagne, la sala divenne una babele di schiamazzi.

Quattro importanti questioni, di genere affatto opposto,

alimentavano la impetuosa loquacità dei commensali.--Musica, guerra,

politica e gastronomia!

Io mi ero prefisso di secondare in ogni cosa i miei ospiti.

Cionullameno, verso la fine del pranzo, le incredibili enormità e i

nuovi spropositi che circolavano per la sala, e sopratutto la

sprezzante albagia di un ufficiale nel disconoscere lo scopo e la

giustizia della nostra rivoluzione, mi inagrirono il sangue. Tutti i

calcoli della prudenza furono in un punto soffocati da un impeto di

bile. L'amor di patria e lo Champagne infiammarono la mia

eloquenza--io presi a difendere la rivoluzione con tutta la vigoria

delle mie note cantonali; sicchè in breve pervenni a dominare

l'assemblea. L'Ascolana mi incoraggiava col baleno degli occhi e

colla intercessione di una gentile parola, ogniqualvolta gli

irritabili uditori accennavano di prender fuoco.

La discussione prese forma di una grande _aria da baritono con

accompagnamento di coro_.

Permetti, lettore che io ne trascriva le parole, onde tu possa di

tua fantasia applicarle la musica.

In chiave di baritono · 第 14 / 25 题