NOTA.

_Sulla lingua in cui furono pronunziate le Prediche del Savonarola._

Da quanto si dice nel testo, apparisce come il signor Perrens e molti

altri scrittori, si sieno di gran lunga ingannati quando han creduto

che il Savonarola predicasse assai spesso in latino. Essi sono caduti

in questo errore per aver visto che molti Sermoni, come quelli appunto

sulla prima Epistola di San Giovanni, si trovano nell’autografo e nella

prima edizione latini; e per averli in italiano, fa bisogno tradurli.

Ma ciò è avvenuto solo per l’uso generalmente invalso a quel tempo

di scrivere latino. Quando, infatti, i Sermoni furono raccolti dalla

viva voce, come più tardi avvenne per opera di Ser Lorenzo Violi, si

ebbero sempre in italiano; ma quando il Savonarola medesimo dovette

scriverli per la stampa, gli riusciva più agevole il latino. Ed è

tanto vero che nello scrivere preferisse sempre questa lingua, che

noi troviamo latine tutte le postille ai margini delle sue Bibbie; ed

in alcune _selve_, o sieno primi abbozzi di prediche, che si trovano

autografi nella Magliabechiana (_Vedi nell’Appendice_), si osserva

con evidenza, che quando il Savonarola voleva dare l’ultima forma ad

un pensiero e ridurlo, per così dire, ad un pezzo della predica che

dovea fare, allora solamente usava l’italiano; ma quando metteva giù

l’idea alla prima per rammentarsene, usava sempre il latino. Molte

delle sue opere scrisse in latino, per tradurle poi egli medesimo

in italiano e farne così una seconda edizione, _perchè servisse alla

universalità dei credenti_: parole che il Savonarola ripete innanzi

a tutte le traduzioni delle sue opere, e che tolgono ogni peso

all’opinione di coloro che vorrebbero farci credere che il latino fosse

allora universalmente inteso. Quanto allo scrivere, essendo il latino

comune a tutta Europa, era divenuta la sola lingua dei dotti; epperò,

trattandosi di opere teologiche o filosofiche, si aveva un linguaggio

scientifico già tutto formato in latino: per iscrivere italiano,

sarebbe stato quindi necessario cominciare dal cercar nuove frasi e

nuovi modi, e quasi creare un nuovo stile.

Per non distenderci ora in più parole, noteremo solo come le prediche

sull’_Arca di Noè_, fatte dal Savonarola nel 94, vennero raccolte dalla

viva voce in italiano; ma per dar loro _una forma più letterata_,

furono poi (come l’editore stesso ci avverte) tradotte in pessimo

latino, e così date alla luce. Le prediche sopra Giobbe furono del

pari raccolte in italiano e tradotte in latino, ma da questa traduzione

rimesse di nuovo in volgare, _come a principio in verità furon fatte et

predicate_, secondo che anche qui ci avverte l’editore, il quale volle

questa volta pubblicarle in italiano. Questi fatti debbono persuaderci

che se ci avviene di trovare latini i Sermoni del Savonarola, sia

nell’edizione originale, sia nell’autografo stesso, ciò non è argomento

per credere che sul pergamo li dicesse in latino.

La storia di Girolamo Savonarola e de' suoi tempi, volume 1 (of 2) · 第 20 / 53 题