MAGGIO

(LEI)

Come sono felice! Come sono felice!

Forse non è tanto il pensiero della fuga con lui,

della vita con lui, che mi esalta, ma il fatto

_ch'egli lo voglia_.

Una immensa tranquillità, una pace blanda è scesa

sulla mia anima e quasi non riesco a comprendere

e a ricordare le turbolenti angoscie dei giorni

passati. Perchè soffrivo tanto? Non lo so più.

Oldofredi, il pittore, è venuto a trovarmi oggi e

mi ha guardata stranamente.--Che cosa avete?--mi

ha chiesto.--Come siete translucente e

raggiante!--Indi ha soggiunto:--E perchè non

lavorate? Perchè non scrivete più?... Badate che

l'ingegno non è un dono, ma una responsabilità.

L'ingegno è un debito da pagare, è un dovere da

compiere; non è un fiore da puntarsi nei capelli!

Io sospirai.--Lo so, lo so; ma che volete? Una

donna non può scrivere se non è innamorata. E

quando è innamorata.... non può scrivere!

--Forse è vero,--disse Oldofredi colla sua voce

un po' cavernosa.--Ma vi è un momento, momento

fugace, effimero, evanescente, tra un amore che

sta per tramontare e un amore che sta per

nascere, in cui può fiorire il capolavoro. State

in attesa, o Viviana! di quel momento fatale e

vitale. E non lasciatelo passare invano.

Rimettermi a scrivere? Creare un capolavoro? Ah,

lo vorrei!

È vero.--L'ingegno non è un fiore da puntarsi nei

capelli!...

(LUI)

Più ci penso e più mi afferra la febbre della

partenza, mi appassiona l'idea di lasciare

dietro di me il passato, e slanciarmi

nell'avvenire. Ciò che da principio mi

spaventava, mi pareva una follia quasi

colpevole, quasi imperdonabile, mi sembra ora

l'unica cosa giusta e grande e felice ch'io

abbia concepito mai, ch'io possa realizzare mai.

E perchè no? Sono un artista, dunque sono

libero. Dovunque io vada porto le mie due mani

con me; porto con me i miei occhi e la mia

anima; e porto con me Viviana, ispirata e

ispiratrice.

Partire! partire con lei! Ricominciare la vita

in un paese nuovo, ignoto, vasto, generoso;

lavorare, sostenuto dal meraviglioso amore di

quella creatura meravigliosa!

(LEI)

Partire!... Esiliarsi!... Lasciare l'Italia e

tutto ciò che l'Italia rappresenta per me! La

luce.... l'incanto.... l'ispirazione!...

Questo pensiero talvolta mi spaventa.

(LUI)

Giro per questa città come un allucinato.... o

come un dio: già rimoto, già staccato da tutto e

da tutti.

Come mi sembrano poveri e pietosi quelli che

restano qui, in questo ambiente ristretto,

sordido, meschino, dove ogni giorno s'incontrano

le medesime persone, i medesimi pregiudizi, le

medesime piccole amicizie e piccole ostilità.

Tra un mese sarò lontano da tutto ciò.

Lontano!...

E tutte le acque dell'Atlantico scorreranno tra

me e questi pallidi giorni del passato!

(LEI)

Da due giorni non vedo Andrea. Lavora

febbrilmente alla sua statua, o corre in qua e in

là preparandosi alla partenza.

Fui stamane nello studio di Oldofredi che s'apre

su un grande giardino soleggiato.

Ne esco ebbra di colori. Donne azzurre e donne

arancine, donne drappeggiate e donne ignude,

donne sdraiate e donne ritte, donne vaganti per

lunghi misteriosi corridoi o danzanti all'aperto

sotto cieli verdastri punteggiati di lucciole....

Quanta fantasia, quanta stranezza, quanta

suggestiva ambiguità in quest'arte!

Già, l'Arte!... In fondo, come dice Oldofredi,

non c'è altro di bello al mondo. L'Arte! figlia

del Sogno, sorella dell'Amore!...

(LUI)

Oggi ho detto a mia madre e a mio fratello che

partivo. La loro disperazione è indescrivibile.

Sembrano annientati, terrorizzati.

--Che cosa faremo?--piangeva mia madre,--io

vecchia, lui malato, senza di te?

Sono fuggito. Mi pareva d'essere un carnefice.

(LEI)

Ho voglia di lavorare; di scrivere un nuovo

libro.

Che sia questo il momento fatidico pronosticato

da Oldofredi? Ma quale sarebbe «l'amore che

tramonta», e quale «l'amore che nasce»?

.... Pensiamo al capolavoro.

In un libro ciò che conta soprattutto sono due

cose: il titolo--e la fine.

La fine è subito trovata. _Lui_ la abbandona, e

_lei_ muore. (Non è forse freschissimo ma è

sempre bello).

Ma il titolo? È cosa più ardua.

Inviterò tutti i miei amici per venerdì sera:

farò servire il thê à la russe; del caffè

fortissimo; del vino di coca, e delle pillole di

fosforo. E tutti dovranno aiutarmi a trovare un

titolo, un titolo strano, strabiliante, per il

mio nuovo libro. Lo dirò anche ad Andrea, sebbene

non abbia molta fantasia.

_Andrea_,

_Ti aspetto domani sera, senza fallo!_

_Viviana._

(LUI)

Questa sera l'ho udita ridere come nei primi

giorni in cui la conoscevo. Veramente non rideva

con me. Io andavo da lei credendo di trovarla

sola, ma il salotto era pieno di gente.

Mi accolse festosa salutandomi da lontano colla

mano alzata e il sorriso raggiante.

--Oh.... Andrea Galeazzi! Che piacere!...

In quell'istante mi parve che tutte le acque

dell'Atlantico scorressero tra me e lei.

Gioia! · 第 12 / 39 题