GIUGNO

(LEI)

_Carissimo Andrea_,

_Ma come puoi pensare ch'io voglia rinunciare al

nostro progetto? Mi credi dunque incostante e

leggera? frivola e senza cuore?_

_È perfettamente vero che i Laforêt mi hanno

invitata a passare l'estate nel loro castello di

Revoire. Ma non per un istante ho pensato ad

accettare l'invito._

_Il mio pensiero è con te; lo sai._

_Viviana._

P. S. _Mi pare che di tutti i titoli suggeriti

l'altra sera, «Narciso» è quello che mi piace di

più. Anche «Pervertimenti» non sarebbe male...._

_Tu, che ne dici?_

_Oldofredi mi ha promesso le illustrazioni._

(LUI)

La statua è finita.

Tutto è pronto.

Agli amici più intimi ho già detto addio.

Il mio cuore è in tumulto.

(LEI)

_Perdonami, Andrea! Perdonami!_

_Non parto. No. Non posso partire con te. Sarebbe

la peggiore delle follie, sarebbe la più atroce

delle crudeltà._

_Pensa, pensa quanto saremmo infelici._

_Sì: dopo un anno, dopo due anni--forse anche

prima--pensa quanto soffriremmo tu ed io. Tu più

di me!... O io più di te!... Non lo so._

_So che verrebbe presto tra noi l'ora atroce del

rimpianto e dei rimproveri._

_Oggi ci sembra che l'esistenza intera non

basterebbe alla nostra sete d'amore. Oggi, che

tutto ci separa, che non possiamo mai saziarci

l'uno dell'altro, mai guardarci abbastanza, mai

parlarci abbastanza, ecco, ci irrompono dal

cuore, ci fioriscono sulle labbra le grandi

parole enfatiche di tutti gli amanti: la

Lontananza!... l'Isolamento!... l'Eternità!..._

_Ma quando fossimo isolati, quando fossimo

lontano, quando--dissetati e placati--ci

trovassimo soli di fronte l'uno all'altra nella

perpetua solitudine accoppiata degli amanti che

vivono fuori della legge.... credi tu che non ne

soffriremmo?_

_Tu forse non lo credi. Ma io lo so._

_Quando tu, per amor mio, avessi lasciato dietro

di te tutto ciò che ti fu caro, tutto ciò che ha

formato fino ad oggi la tua esistenza: tua madre,

tuo fratello, i tuoi amici, i tuoi impegni, i

tuoi doveri,--ne avresti rammarico e rimpianto._

_E quanto a me?... Oh, Andrea, io non sono che

una piccola anima meschina; sono come tutte le

donne--o quasi tutte--che, pur anelando alla

vietata gioia vogliono anche la decorosa

rispettabilità; che pur non volendo rinunciare al

piacere, non intendono derogare dalle

convenienze; che vogliono la passione ma non lo

scandalo; che vogliono l'abbraccio degli uomini

ma anche il saluto delle donne...._

_Tu mi odierai; tu mi disprezzerai! E avrai

ragione._

_Ebbene, disprezzami, odiami, ma non soffrire.

Non voglio, non voglio che tu soffra per me. Non

lo valgo, non lo merito._

_Io ti ho sempre mentito. Io ti scrivevo delle

lettere tristi quando ero gioiosa, ti scrivevo

delle lettere gioiose quando ero triste; e anche

ora, ora che vorrei essere così sincera con te,

forse.... non lo sono._

_Forse la verità è un'altra._

_Non lo so. So che tu non devi, che tu non devi

soffrire per me._

_Andrea, Andrea! Dimmi che non soffri._

_Viviana._

(LUI)

_Non importa se io soffro. Segui la tua strada._

_Quanto a me non affliggerti. Anche prima di

conoscerti ero triste._

_Addio._

Gioia! · 第 13 / 39 题