IV.

Da quel dì il _Buco dell’Orso_ fu scopo a frequenti pellegrinaggi

del dott. Casella, e quando nel settembre 1850 vi ritornò con don

Vincenzo Barelli, proposto allora di Laglio, e con altri suoi amici,

il caso lo favorì, poichè, avendo messo allo scoperto un frammento

di costola uscente da quell’intonaco argilloso, lui e il Barelli

consigliava a tentare altre escavazioni, che procacciarono infatti

alcuni denti smisurati ed altre ossa gigantesche, che si ravvisarono

come appartenenti ad animali, la cui specie ora più non esiste. Qualche

tempo dopo il Casella vi scopriva un immane cranio, e questo, come

le ossa già scoperte, veniva riconosciuto essere stato di orso, che

Blumenbach e i naturalisti designano col nome di _Ursus Spæleus_.

Queste spoglie petrefatte vennero dal Casella donate al civico Museo di

Milano, dove, per la rarità di esse, il cranio venne formato in gesso

ed inviato ad altri gabinetti di scienze naturali: tutte poi coordinate

valsero alla ricomposizione d’uno scheletro che è di un grande

interesse per la paleontologia.

La curiosità nel Casella e nel prete Barelli di ulteriori indagini

crebbe allora ognor più, e trasportatevi due navicelle, o _scarpe di

S. Pietro_, come si chiamano quelle imbarcazioni da quei del lago[18],

poterono navigare tre laghetti, l’ultimo de’ quali, lungo circa

cinquanta braccia, non fu possibile percorrerlo tutto quanto, perchè la

vôlta vien così declinandosi al pelo dell’acqua che l’imbarcazione non

vi può passare. La lunghezza quindi accessibile si valuta a trecento

metri.

Dopo Casella e Barelli la curiosità dei dotti fu vivamente eccitata,

e da allora trassero a visitar il _Buco dell’Orso_ e il dottor Emilio

Cornalia, che ne lasciò un’accurata descrizione già per noi citata,

e l’abate Antonio Stoppani, che vi consacrò pure una parte nella

sua _Paleontologia Lombarda_, a cui rimandiamo il lettore per le più

proprie informazioni della scienza, e il dott. Giovanni Omboni, e il

prof. F. De Filippi, e il professor L. Patellani, e i fratelli Villa.

A complemento anzi di questo scritto, io verrò spiccando alle memorie

del Cornalia quel tanto che giovi a somministrare più esatte quelle

notizie che hanno più stretta attinenza colla scienza, e così io pure

avrò agevolato il cómpito che mi sono proposto, e il lettore vi avrà di

certo guadagnato, più che con una semplice e inconcludente narrazione.

Riferirò ciò che riguarda alle condizioni del suolo ed alle cause che

produssero l’agglomeramento delle ossa fossili discoperte: le sole

indagini, credo io, che interessi di istituire in argomento.

Il Lago di Como e il Pian d'Erba: Escursioni autunnali · 第 61 / 177 题