VI.

Il processo fu iniziato e consiglieri della regina furono i signori

Brougham, che fu poi illustre ministro, Denman, il dottor Lushington,

John Williams, Tindal e Wildas.

Facciamo grazia a’ lettori delle particolarità della procedura e di

quanto deposero i testimonî, molti de’ quali chiamati da Milano e

dalle sponde del Lario circa gli scandali su di esse compiuti dalla

regina Carolina: sono particolarità indecenti che offenderebbero il

senso morale loro; ma d’altra parte resta monumento imperituro della

ingratitudine di molti, tra i quali di un Teodoro Maiocchi e di una

Dumont cameriera, che furono beneficati da quella donna dissoluta ma ad

un tempo di generosissimo cuore. Parve si mettessero in sodo gli amori

suoi con Bergami, aiutati da una sorella di lui, che figurò col nome

di contessa Oldi, dal fratello creato prefetto di palazzo alla villa

d’Este e dalla madre che assunse il nome di madama de Livris.

Si parlò del teatro erettosi in questa villa del nostro lago, delle

rappresentazioni che vi si diedero, in cui la regina era sempre

l’amante di Bergami, e certi giuochi detti del turco Maometto di

eccessiva libertà e licenza.

Ciò che per altro fu notato e sorprese, fu il fatto di danari e

promesse dati e fatte ai testimonî da parte d’uomini indettati col

governo; onde al popolo inglese e ai difensori della regina rimase

presa a revocar in dubbio le accuse e proclamarne la innocenza.

“In quanto alla villa d’Este, disse il _Solicitor general_ nella sua

requisitoria, le deposizioni si accumulano. Là non provengono soltanto

dai domestici della regina. Dagli operai, dagli artigiani, impiegati

accidentalmente nella casa o nel giardino, si attestano tali intimità

che non lasciano il più piccolo dubbio sul commesso adulterio.„

Si seppe tuttavia che de’ molti testimonî chiamati da Cernobbio

a Londra a deporre in processo, la più parte, memore de’ ricevuti

beneficî, non le rese ingrata mercede.

In quanto alla generosità, alla carità e alla bontà della principessa,

messa dai dibattimenti in piena evidenza, il medesimo _Solicitor

general_ fu costretto dire: “Io sono lontano dal voler contestare

queste virtù alla regina. Quando rammento di che illustre casa è

rampollo, non dubito punto che le possieda in tutta l’estensione

mostrata dalla lettera della testimone (la Dumont). Ma gli è andare

troppo oltre il dire che la generosità più elevata, la carità più

estesa, la sensibilità più squisita, non possano cambiarsi nel cuore di

una donna con un attaccamento ignobile e colpevole.„

La difesa degli avvocati della regina, quella di Brougham

principalmente, parve splendida; i lordi Erskine, Gray, Rosselyn,

Harrowby, King e l’Arcivescovo di Thuam vi aggiunsero nelle discussioni

proprî e vigorosi argomenti in favore.

Si trattava finalmente di venire alla definitiva lettura del bill:

l’agitazione era immensa, impazientissimo il pubblico di vederne

il risultamento, perocchè tutto dipendesse da essa. Lo scrutinio fu

aperto: cent’otto membri avevano votato in favore, novantasette contro.

Non fu più permesso allora di pensare a mandare alla Camera dei Comuni

un atto votato con nove voci di maggioranza; e lord Liverpool si vide

forzato a mettere ai voti il rinvio del bill a sei mesi. Era questa

la formola consacrata per non parlarsene più e mettere a dormire per

sempre il processo.

Questa accorta mozione venne votata il nove settembre alla unanimità.

Il Lago di Como e il Pian d'Erba: Escursioni autunnali · 第 36 / 177 题