XVII.

Dopo la processione s’accresce la peste.

Riuscirono vane le preci; e la pestilenza, quasi eccitata dal

vociferare de’ supplicanti, più crebbe e inferocì. Non è lecito a

noi l’indagare le cause di sì grande arcano, ed il voler determinare

per qual motivo il contagio, che prima lentamente serpeggiava, si

diffondesse terribile appunto dopo la traslazione del corpo di S.

Carlo. Gli uomini savj e pii, vedendo la violenza del morbo crescere

a dismisura, dopo che s’era invocato il celeste patrocinio, lo dissero

un gastigo divino; gli stolti invece sostenevano che neppur lo stesso

Iddio poteva domarlo[66]. Da alcuni mesi la peste, nascosta, s’era

mostrata ad intervalli qua e là; ma ormai infuriava a tutto potere.

L’undici di giugno, giorno sacro a S. Barnaba, erasi fatta la solenne

processione con somma gioja de’ cittadini, e da quel giorno veramente

la peste acquistò nome, forza e impero, giacchè dianzi non esisteva che

l’ombra di essa[67]. È da notare che tutti i contagi e simili mali che

afflissero e noi ed altri popoli e città, assumono il nome improprio di

peste.

L’arca in cui giaceva il cadavere del santo Arcivescovo in abiti

pontificali e mitrato, rimase otto giorni e altrettante notti

esposta in Duomo sull’altar maggiore. Il popolo v’accorreva in

folla, implorando, con lagrime ed orazioni, quell’ajuto che per gli

imperscrutabili decreti divini era ormai ad esso inesorabilmente

negato.

In que’ giorni molti perirono, come se le morti fossero la risposta

del Cielo. E perchè niuno ne dubitasse, cresceva giornalmente il

numero delle vittime, finchè giunse a mille e ottocento[68] per giorno.

Vuotavansi le case, e si trasportavano sui carri i cadaveri d’ogni età,

sesso e condizione, chè la morte non perdonava ad alcuno. Le grandi

fosse scavate fuori della città non bastavano a seppellire i cadaveri,

come le stanze del Lazzaretto erano poche alla moltitudine degli

agonizzanti appestati che invocavano, come un sollievo, la morte.

E costoro erano più sgraziati di quelli che il terribile morbo

repentinamente uccideva.

La peste di Milano del 1630 · 第 38 / 107 题