FECERO
GLI UOMINI DELLA SEZIONE DI
LUGLIANO
A PROPRIE SPESE E COI DONI
DI LORD SANDONE DI LADY BULE
A. 1775.
ATTINGA IL PASSEGGIER LA LIMPID'ACQUA,
ABBEVERI IL PASTOR GREGGI ED ARMENTI,
E I SAVI DONATOR SEMPRE RAMMENTI.
Lugliano possiede inoltre un Osservatorio meteorologico che fu istituito
dal celebre Padre Cecchi: né il visitatore ometta di recarsi nel
giardino Politi, dove s'erge un frassino gigantesco, tra i rami del
quale sta una specie di stanza con sedili, capace di oltre venti
persone.
A chi giunge sulla vetta del monte si mostrano due panorami, uno più
bello dell'altro. Il primo è quello complessivo dei Bagni di Lucca, i
due paesi del quale, il _Ponte_ e la _Villa_, son collocati l'uno da un
lato, l'altro dal lato opposto del Colle, per modo che questo Colle
potrebbe dirsi, allungando amenamente l'endecasillabo dantesco,
.... il monte
per cui quelli del Ponte veder la Villa non ponno!
Ora Lugliano, che al Colle è di faccia, è tanto più alto di questo, che
se ne veggono insieme entrambi i versanti e lo sguardo abbraccia
contemporaneamente l'uno e l'altro villaggio, che lega insieme, come un
immenso e tortuoso nastro d'argento, la Lima.
L'altro panorama poi si vede più acconciamente dall'estremità del paese,
ove si trova la chiesa, ed è quello della valle del Serchio, che si
allontana e si perde fino nelle vallate della Garfagnana inferiore,
tempestate di paeselli graziosi.
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* *
Coloro che amano le più lunghe escursioni, giunti a Lugliano, proseguono
la via per recarsi al ROMITORIO DELLE PIZZORNE, posto su quelle montagne
da cui nasce il torrente Pizzorna che finisce poi nella Lima. Si prende
uno stradello assai stretto che, sempre salendo, conduce ad un luogo
detto Falciprato. Da quel luogo lo stradello comincia a pianeggiare e
quindi è men faticoso. S'incontra, avanzando, la chiesa di S.
Bartolommeo che mostra nell'architettura la sua antichità. Quivi la
strada, ora si distende tra floridi campi, ora gira sull'orlo della
montagna, producendo un brivido a chi guardi nel fondo. Sparsi qua e là
appaiono tugurî di montanari e capanne di pastori: ad ogni passo,
freschi ruscelli cristallini, che scendono romoreggiando tra i vasti
silenzî: qua, caverne scavate nella roccia viva e macigni spaventosi;
là, verdi prati e poggi ridenti. Finalmente si perviene al Romitorio. La
chiesetta ha un dolce e poetico titolo, quello della _Madonna della
neve_. E certo, trovandosi lassù nel cuor dell'estate, vien fatto di
pensare all'aspetto che deve presentare quel luogo nella stagione più
cruda, quando tutto lo copre la neve. Vi stava, in altri tempi, un vero
e proprio eremita, un buon cappuccino che ospitava i rari passanti e
correva in soccorso di chi si trovasse in pericolo, ciò che non di rado
accadeva, quando le nevi cancellano ogni orma di guida, ogni indicazione
di strada e, gelandosi, divengono assai pericolose, specie nei punti in
cui bisogna girare sul ciglio della montagna sospeso su profondi
burroni. Anc'oggi vi è lassù un eremita: ma un eremita... moderno, con
moglie e figliuoli, che presta volentieri ai visitatori qualche seggiola
e una tavola per far colazione! Raggiunta finalmente la vetta delle
Pizzorne, buona parte della Toscana si svela allo sguardo: nel mezzo
appare Lucca, rotonda, cerchiata dalle sue celebri mura: nel lontano si
disegna tra le brume Firenze: in fondo, brilla una striscia lucida e
scintillante... il mare! il mare!
[Illustrazione: BAGNI DI LUCCA (DINTORNI) — LUGLIANO: PIAZZA.
(Fot. Pellegrini).]
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Sul monte rimpetto a Lugliano è un altro paese meritevole di esser
visitato, BENABBIO; al quale, oltre che per la via mulattiera, si può,
da qualche tempo, accedere per la bella strada carrozzabile che dovrà in
avvenire andar fino a Pescia, congiungendo così la Val di Lima alla Val
di Nievole.
[Illustrazione: BENABBIO — PIAZZA E FIANCO DELLA CHIESA.
(Fot. Pellegrini).]
Benabbio è un borgo importante, ove il soffio del progresso è giunto
colla istituzione di una scuola agraria, di una biblioteca circolante,
di una scuola di musica. La chiesa principale, dedicata all'_Assunta_, è
assai interessante. Come appare dall'esame delle varie sue parti e come
si rileva da alcune iscrizioni, fu costruita in tre epoche diverse: la
parte centrale, nel 1338; le altre, respettivamente, nel 1529 e nel
1534. Nel seicento, fu, secondo il solito, guastata e ritinta, e venner
chiuse le luci di varie finestre. Il coro vi è stato aggiunto da pochi
anni. La chiesa, a tre navate, possiede un pregevole trittico (sec. XV),
rappresentante _la Vergine, il Figlio e quattro Santi_, e una tela
raffigurante la _Madonna dei dolori_, tela che ha una ricca cornice
dorata e scolpita, del secolo XVII, di scuola toscana. Meritano pure di
essere osservati: il Fonte battesimale col suo caratteristico
bassorilievo in cui è figurato il _Battesimo di Gesù_ e colla bella
cancellata quattrocentesca in ferro battuto, a quadrilobi, riadattata
per questo luogo forse posteriormente: inoltre una croce processionale
in argento e due statue scolpite in legno della fine del XIV secolo,
rappresentanti l'Angelo annunziatore e la Vergine; quest'ultima
danneggiata perchè ridotta in progresso di tempo a «manichino». Per
l'antichità dell'architettura sono anche notevoli: la piccola chiesetta
che s'incontra prima di arrivare al paese, e l'altra della Compagnia
della Vergine che ha un discreto dipinto rappresentante la _Madonna col
Bambino_.
[Illustrazione: BENABBIO — CHIESA DELL'ASSUNTA.
STATUA IN LEGNO DELL'ARCANGELO GABRIELE (SEC. XIV) — STATUA IN LEGNO
DELLA VERGINE (SEC. XIV).]
Dal paese si può ascendere fino al così detto _Castello_, i cui ruderi
cingono ora la chiesa di S. Michele, ove è il ricordo delle numerose
vittime che anche in quei luoghi fece nel 1855 il cholèra. Il Castello
era stato costruito dai Lupari, signori di Benabbio, dei quali fu Luparo
Lupari, poeta, amico di Castruccio Castracane, che lo aiutò a
riconquistare il potere toltogli nel 1306 dai Guelfi; ma poi lo
destituì, geloso della supremazia che esercitava sul popolo. Veramente
mirabile è lo spettacolo che da quell'altura si gode, potendo l'occhio
abbracciare una vasta serie di montagne e di valli e posarsi su ben
venticinque paesi, bizzarramente sparsi all'intorno. Sullo stesso monte
di Benabbio, più in basso, è il _Belvedere_, donde è stata recentemente
derivata, pei Bagni di Lucca, una conduttura di purissima acqua
potabile. Né molto lontano, ma sopra diversa montagna, è il paese di
BRANDEGLIO, sulla piazza del quale è un oratorio con lavori in bronzo
molto apprezzati. La chiesa ha un bel quadro rappresentante l'_Assunta_,
attribuito allo Zacchia, una croce col Cristo, tutto in massello
d'argento squisitamente lavorato. Per andare a Brandeglio dai Bagni di
Lucca si passa dinnanzi a _Villa Diana_, così chiamata dal torrente che
la fiancheggia precipitando in una spumeggiante cascata. Ivi abitò, nel
1866-67, il conte Teleky, esiliato dall'Austria, che la rese centro
politico e luogo d'incontro de' suoi partigiani, che di là corrispondeva
con Garibaldi, con Victor Hugo, con Kossuth, e che poi, com'è noto,
combatté a fianco dell'eroe di Caprera contro gli Austriaci per
l'indipendenza d'Italia.
[Illustrazione: BENABBIO — CHIESA DELL'ASSUNTA: FONTE BATTESIMALE
(PARTICOLARE DEL CANCELLO IN FERRO).]
Altro punto di partenza, o di ritorno, per Brandeglio può essere il
luogo detto _Le Fabbriche_, così chiamato dai varî opificî che vi si
trovano. Passato il quale s'incontrano le montagne su cui sono
Casabasciana e Crasciana, donde si va al Battifolle.
*
* *
CASABASCIANA, che fu anticamente un castello, possiede una chiesa
bellissima, tutta in pietra serena, con logge formate da colonnine:
l'interno è a tre navate con archi a sesto acuto e il _coro_ è sorretto
da belle colonne di pietra. La chiesa di Casabasciana fu fatta
costruire, secondo la tradizione, dalla Contessa Matilde. Meno antica,
poiché risale al secolo XV, è la chiesa dell'altro paese che, passato il
torrente Granchio, s'incontra, cioè di CRASCIANA: ma vi si ammira un
pregevole bassorilievo Robbiano raffigurante l'_Annunciazione_. Vicina
vi è una cappella con moderne pitture del Tofanelli.
[Illustrazione: BAGNI DI LUCCA — VILLA DIANA.]
Da Crasciana, traversata la macchia del _Sargentino_, si arriva al
BATTIFOLLE, antico fortilizio che tutti i Comuni della vallata erano
obbligati a custodire a vicenda. Ivi era l'antico confine tra il
Fiorentino e il Lucchese. La vista, come può immaginarsi, è stupenda. Da
torno si elevano gli Appennini, formando una successione di monti che
si rincorrono fra loro
fin che sfumano in dolci ondeggiamenti
entro vapori di viola e d'oro.
Da ogni parte si scoprono alte giogaie, valli fresche e ubertose solcate
da nitidi fiumi, rocce nude e profondi burroni, macchie selvose e
praterie verdeggianti, paesi innumerevoli, sparsi qua e là, tutti
aggruppati intorno alla loro pieve, dalla quale partono i suoni delle
campane che si rispondono da una chiesa all'altra, con varietà di toni e
di ritmi, mescendosi in una dolce e malinconica armonia che si diffonde
solennemente all'intorno.
[Illustrazione: CASABASCIANA — LAVATOIO. (Fot. Pellegrini).]
I paesi di cui ho fatto menzione fin ora, tutti appartenenti al Comune
dei Bagni di Lucca, son situati sulla riva sinistra della Lima. Giova
ora andare dall'altra riva e visitare rapidamente i paesetti sparsi sui
monti che da quest'altro lato circondano i Bagni di Lucca e che pur
fanno parte del lor territorio. Prima però di salire sui monti, convien
ricordare il piccolo borgo di FORNOLI, antico feudo dei Soffredinghi,
ove era un castello che i Lucchesi distrussero nel 1187. Fornoli è
presso al confluente della Lima col Serchio ed in prossimità
dell'elegante ed elastico Ponte di ferro. Oggi è là la stazione
ferroviaria dei Bagni di Lucca.
[Illustrazione: BAGNI DI LUCCA — PONTE DI FERRO.]
[Illustrazione: GRANAJOLA. (Fot. Pellegrini).]
Dal luogo del Ponte a Serraglio detto _a Lima_, e che ho già ricordato,
si sale su a GRANAJOLA, grosso borgo disteso sulla vetta del monte e
derivante dal grano il suo nome, comune del resto ad altri villaggi.
Nella sua chiesa, che data dal secolo XII e che è dedicata a s. Michele,
oltre ad un quadro raffigurante il Santo protettore e ad una piccola
tavola con l'immagine della Vergine e del Bambino, si ammira un antico
Crocifisso di legno a metallo sbalzato, opera della fine del secolo
XIII. In Granajola vide la luce uno dei più antichi musicisti lucchesi,
Nicolò Dorati, nato nel 1513 morto nel 1593, autore di madrigali, di
salmi e di altre composizioni profane e chiesastiche che contribuirono
ad affermare in quel tempo il primato della scuola italiana su quelle
straniere.
[Illustrazione: GRANAJOLA IN VAL DI LIMA — OPERA DI S. MICHELE:
CROCE PROCESSIONALE IN METALLO (SEC. XIII). (Fot. Alinari).]
Da Granajola non è lungo il cammino ai varî paesi che formano i così
detti MONTI DI VILLA. Prima s'incontra la _Pieve_, pittoresco villaggio,
da cui si accede al vero e proprio _Monte di Villa_ (l'antica _Villa
Terenziana_), composto però di tre diversi gruppi respettivamente
chiamati _Bugnano_, _Luniano_ e _Colichi_. Di artistico vi ha da notare
soltanto la chiesa di Luniano, ricca di marmi nei molteplici altari, di
pitture d'ignoti e di bei paramenti sacerdotali, tra i quali primeggiano
una _pianeta_ e un _piviale_. Graziosa è anche la solitaria chiesina di
Focecolonia.
[Illustrazione: BAGNI DI LUCCA — MONTI DI VILLA. (Fot. Pellegrini).]
Bugnano fu patria al noto educatore e patriotta Matteo Trenta, ad onore
del quale fu collocata una lapide nella casa in cui nacque. Dai _Monti
di Villa_ giova passare a RIOLO e di là tornare, pel _Molino di
Fronzola_, ai Bagni di Lucca.
Altro e più importante gruppo è quello formato dai molteplici paesi che
assumono nel complesso il nome di CONTRONERIA. Chi vi si rechi dai
Bagni, traversa, oltrepassata la Villa, il luogo detto _Palmaja_, ove
Castruccio Castracane aveva fatto costruire un ponte che il tempo
distrusse: incontra il torrente Refubbri, le chiesette della Madonna di
Refubbri e di S. Lucia, il paesello di _Guzzano_ e giunge quindi alla
PIEVE DI CONTRONE ove erano anticamente un monastero ed una
fortezza di cui vedesi ancora il vallo. La chiesa ha un bel quadro
dell'_Assunzione_, un altro che imita il _Volto Santo_ di Lucca e un
terzo della _Madonna del Rosario_. Accanto alla chiesa è una torre, di
costruzione moderna, dalla cui cima si scopre un esteso e bellissimo
panorama che abbraccia quasi tutti i paesi già ricordati e attornianti i
Bagni di Lucca e, inoltre, parte della valle del Serchio verso la
Garfagnana. Dalla Pieve di Controne dipendono altri paesetti minori,
quali _Guzzano_, _Vetteglia_, _Gomereto_: mentre altri, tra cui
_Mobbiano_ e _Longojo_, dipendono dal paese di S. GEMIGNANO che ha una
chiesa antica e pregevole; ed altri finalmente, quali _La Cappella_,
_Vizzata_, _Cembroni_, _Livizzano_, _Cocolaio_, dipendono dal terzo e
per noi più interessante tra i paesi grossi della Controneria, cioè da
SAN CASSIANO DI CONTRONE.
[Illustrazione: BAGNI DI LUCCA — MONTI DI VILLA: CHIESINA DI
FOCECOLONIA. (Fot. Pellegrini).]
Questo villaggio possiede una chiesa bellissima, che è stata dichiarata
monumento nazionale e che è di antichissima costruzione, giacché fu
edificata nel secolo X circa, nel luogo ove narrasi già esistesse un
tempio di Diana. Più tardi venne ampliata. La facciata, del secolo XIII,
fu fatta con marmi estratti dai monti vicini ed è ornata di sculture,
con colonnine e con archi, tra i quali il più notevole è quello sulla
porta centrale. Vi si possono osservare una processione di animali e, al
di sotto, tre figure rappresentanti Gesù fra i due ladroni. Di questi,
l'uno, quello pentito, è in attitudine di essere sollevato verso il
paradiso; l'altro in atto di cadere all'inferno.
L'interno della chiesa è semplice, severo, solenne: vi aggiunge
carattere di austerità il pavimento con formelle a intagli geometrici in
pietra dura nera, pur trovata nelle vicinanze. Dieci colonne massiccie
con capitelli arcaici sostengono il soffitto e sulla terza di esse, a
destra, è dipinta l'immagine di santa Lucia: varî emblemi sono scolpiti
sulle pareti del tempio. Sul fonte battesimale spicca una grande aquila
romanica di pietra che tiene fra le zampe un coniglio.
[Illustrazione: BAGNI DI LUCCA (DINTORNI) — MONTI DI VILLA: RIOLO.
(Fot. Pellegrini).]
Recenti e ben intesi restauri consolidarono il campanile,
costruttivamente anteriore alla facciata: fu ripristinata la tettoja a
capriate e riaperta la porta di tramontana. La parte absidale è del sec.
XVIII. È da augurarsi che nuovi lavori rimuovano questa bruttura, così
che la chiesa torni in modo compiuto al suo primitivo carattere.
[Illustrazione: S. GEMIGNANO DI CONTRONE — PIAZZA. (Fot. Pellegrini).]
Tra gli oggetti preziosi che si conservano nella sacrestia è da
ricordare un Crocifisso d'argento, alto 44 centimetri, con le figure del
Redentore nel mezzo, della Vergine, di s. Pietro e di s. Paolo intorno
e, nella parte posteriore, gli emblemi dell'agnello, dei quattro
Evangelisti e la figura di s. Paolino primo vescovo di Lucca. Notevoli
paramenti del sec. XVII, due candelieri in ferro battuto, ceramiche,
coperte perugine e più statue scolpite in legno. Tra queste un s.
Martino a cavallo del XV secolo: opera più unica che rara, e degna di
essere accolta in un museo. Di grande interesse sono pure le statue
della Vergine e dell'Angelo annunziatore, dovute forse a un maestro
pisano.
[Illustrazione: S. CASSIANO DI CONTRONE — LOCALITÀ DETTA VIZZATA.
(Fot. Pellegrini).]
Da S. Cassiano si può proseguire per la celebre vetta del Pratofiorito,
alta 1298 metri sul livello del mare, ma più che altro famosa per la sua
singolarità e per la bellezza della veduta che di là si scopre. Chi la
osserva dal basso non comprende certamente il suo nome: ché non potrebbe
invero immaginarsi montagna più rocciosa, più arida, nuda e priva di
vegetazione. Ma a chi giunge sul culmine si distende improvvisamente
dinanzi, oasi incantevole, un vasto altipiano che, specialmente nei mesi
di maggio e di giugno, è tutto smaltato di fiori, occhieggianti colla
vivezza delle loro tinte in mezzo al verde smagliante dell'erbe: fiori
ed erbe che i botanici raccolsero e studiarono e di cui il dottor
Giannini compilò un catalogo, pubblicato in appendice al libro del
Carina sui Bagni di Lucca, al quale potrà ricorrere chi s'interessa di
simili studî. Noi starem paghi ad ammirarli vivi sul luogo, sotto la
luce del sole che li investe e li accende e ne rende più ardenti i
colori; ed anche a valercene come di molle tappeto per riposarci dalla
fatica della non breve ascensione. E là sdrajati, ci sarà dolce
ricordare come piacesse a Franco Sacchetti immaginare che questi luoghi
fossero dimora alle _vaghe montanine pastorelle_ da lui cantate così
soavemente, in quei versi nei quali è pure esplicitamente nominato il
Pratofiorito:
Noi stiamo in Alpe presso ad un boschetto;
Povera capannetta è il nostro sito,
Col padre e con la madre in picciol letto.
Torniam la sera dal Pratofiorito
Dove Natura ci ha sempre nodrito.
Guardando il dì le nostre pecorelle.
[Illustrazione: S. CASSIANO DI CONTRONE — CHIESA E TORRE CAMPANARIA.]
[Illustrazione: S. CASSIANO DI CONTRONE — L'ANNUNZIATA E L'ANGIOLO.
STATUE IN LEGNO. (SEC. XV).]
[Illustrazione: S. CASSIANO DI CONTRONE — S. MARTINO. STATUA EQUESTRE
IN LEGNO. (SEC. XV).]
[Illustrazione: MONTEFEGATESI — PIAZZA XX SETTEMBRE.
(Fot. Pellegrini).]
È costume di coloro che si recano al Pratofiorito partir nella notte,
per trovarsi in cima al monte al sorger del sole che, apparendo di mezzo
alle montagne pistoiesi, inonda a un tratto di luce quella immensa
distesa di paese, infiammando le creste dei monti, avvivando le vaste
pianure, illuminando i borghi e i villaggi, lasciando scoprire allo
sguardo sia le vette del Rondinajo, delle Piastre, delle Tre Potenze,
del Pizzo d'Uccello, della Penna e d'altre montagne, sia le isole
Corsica, Elba, Capraja, Gorgona e qualche altra dell'arcipelago toscano.
[Illustrazione: BAGNI DI LUCCA — MONTEFEGATESI.]
Al Pratofiorito si può andare anche per altra via, o può da questa
tornare chi vi sia andato da S. Cassiano: intendo pel caratteristico
paese di MONTEFEGATESI che trasse il suo nome, secondo alcuni, dal
torrente Fegana, secondo altri, e con maggiore probabilità, dal colore
_fegatoso_ delle sue argille e de' suoi diaspri. Le case del paese sono
aggrappate penzoloni sul monte in pittoresca disposizione: né meno
caratteristico è l'interno del paese, colle sue strette viuzze, coi
vecchi muraglioni, cogli avanzi di antichi archi, colla porta di
Federico Barbarossa, colla secentesca chiesa, notevole per la forma
esterna dell'abside arrotondata, per la facciata, pel campanile, pel
portico e, all'interno, per due terrecotte raffiguranti la _Madonna del
Soccorso_ e la _Madonna della Concezione_. Nella sacrestia una
iscrizione di Domenico Bartoli, sacerdote e poeta, accenna alla erezione
della chiesa e ai relativi diritti: vi si leggono anche altre lapidi.
[Illustrazione: BAGNI DI LUCCA — PONTE NERO. (Fot. Pellegrini).]
Di Montefegatesi è fatta per la prima volta menzione in un documento del
991 da cui si rileva come il vescovo di Lucca ne costituisse un feudo a
favore di Ranieri e Fraolmo, figli del visconte di Corvaja. Come ho già
detto, nel 1245 Montefegatesi veniva ceduto a Lucca dall'imperatore
Federico II. In quei pressi avvenne, nel 1613, una battaglia tra i
Lucchesi e gli Estensi: e in quella occasione metà del paese fu
incendiata e distrutta.
A compiere il giro dei paesi che formano l'esteso Comune dei Bagni di
Lucca, non resta altro ormai che prendere quella larga via carrozzabile
la quale, partendo dal Ponte a Mocco, alla Villa, volge verso S.
Marcello, e dare un'occhiata ai varî borghi che stanno sui monti
fiancheggianti, or da un lato or da l'altro, la Lima, di cui,
naturalmente, si segue il corso a ritroso.
[Illustrazione: STRETTE DI COCCIGLIA.]
I primi che s'incontrano, quasi rimpetto l'uno all'altro, e appunto per
ciò in altri tempi rivali, sono gli antichi castelli di PALLEGGIO e di
COCCIGLIA ai quali si accede dai pressi del _Ponte sulla Scesta_,
piccolo ma rovinoso torrente che forma la famosa _Cascata del Tino_,
meritevole di essere visitata per lo stupendo spettacolo che offre in
mezzo all'orrido della natura selvaggia. La storia delle antiche
rivalità fra i due ricordati castelli fa particolare menzione di una
sanguinosa battaglia nella quale il guerriero Chiarello di Cocciglia
vinse quei di Palleggio. A Cocciglia sopravanzano ancora i ruderi delle
antiche mura cingenti il Castello e quelli della fortezza e della casa
ove nacque il Chiarello. Vi è anche una vetusta chiesa che, oltre ad una
pittura ritraente s. Bartolommeo, possiede un pregevole antico
Crocifisso d'argento, recante nel centro la figura del Salvatore, con
vicini s. Giovanni e s. Michele e, ai lati, Giuseppe e Maria. Nel
rovescio sono varî simboli, l'agnello, l'aquila, il leone, il bove: al
disotto la Vergine.
[Illustrazione: STRETTE DI COCCIGLIA.]
Tornando sulla strada maestra e proseguendo in avanti, si traversa il
bel _Ponte Nero_, presso al quale è una graziosa cappella. Indi, per una
folta selva di annosi castagni, si raggiunge il villaggio di CASOLI, ove
si notano la caratteristica _Casa Matteo_ e l'antichissima chiesa di S.
Andrea. Ivi sono due quadri del Puccini: la _Madonna dell'Umiltà_ coi
santi Andrea e Donato e la _Madonna del Rosario_ coi santi Domenico ed
Elisabetta. I ruderi di una fortezza, di cui si vede ancora il vallo
massiccio, dimostrano la vetustà del villaggio che, in origine, era
ancora più alto. Presso è la _Chiesina del Castello_, contenente una
Madonna in terracotta, della bottega dei Della Robbia.
A chi, ripresa la via carrozzabile, prosegua ancora in avanti, si
presenta, dopo breve tratto, lo spettacolo bellissimo e singolarissimo
delle _Strette di Lima_, chiamate anche _Strette di Cocciglia_. Esse
sono formate da enormi massi situati nel profondo letto del fiume e
moventisi incontro dalle opposte sponde fino quasi ad incrociarsi come
ingranaggi di ruote dentate. Da ciò deriva la strettezza dello spazio
lasciato al corso del fiume, che sembra lottare contro quelle angustie,
e balza e spumeggia, frangendosi ai massi di pietra striata, con
mirabili effetti di colori e di suoni.
[Illustrazione: VALLE DELLA LIMA PRESSO PONTE MAGGIO.]
Passati il _Giardinetto_ e il bel _Ponte Maggio_, vicino al quale
s'incontra il masso pauroso conosciuto sotto il nome di _Balzo della
Vergine_, troviamo sulla riva destra del fiume, altri due borghi
appartenenti al Comune dei Bagni di Lucca. L'uno è LIMANO, borgo oltre
millenario, come attestano gli avanzi di antiche costruzioni e
soprattutto i ruderi di un cimitero. Pare che i primi abitatori vi
immigrassero dalla Corsica. La Contessa Matilde, si dice, vi aveva fatto
edificare una chiesa che era reputata di grande bellezza artistica: ma
fu abbattuta nel '500 e sui resti di essa fu costruita, nel 1550, la
chiesa attuale. Molte traccie del medio evo rimangono tuttora in Limano,
come valli e ruderi di fortezze e vôlte sotterranee e ruine di altre
costruzioni del tempo. Oggi il paese ha industrie fiorenti, tra cui
specialmente quella del carbone. Anche nei pressi di Limano le acque del
fiume si restringono fra grandi massi, formando le _Strette di Limano_.
[Illustrazione: VICO PANCELLORUM — CHIESA DI S. PAOLO.]