In nome di Maria.
-- Che cosa mi è successo? che cosa è successo qui, sulla fronte?
Ed Aquilino raccontò a donna Barberina con esattezza storica tutto
quello che era successo, in quel tumulto, sino alla mezzanotte.
-- Quella ragazza, decisamente, è impazzita -- disse donna Bàrbera.
-- Deve essere come una legge naturale, donna Bàrbera, perchè tutti,
anch'io, andiamo impazzendo.
*
Con quell'ematoma su la fronte, non era bello uscir di casa; tanto più
che il braccio fu per qualche giorno obbligato al collo.
Bobby volle un duplicato della narrazione; ed Aquilino la ripetè.
-- Miss Edith si batteva bene?
-- Magnificamente, caro Bobby. Credo che abbia un'unghia, qualcosa di
rotto, insomma. Oh, ma roba da nulla.
-- Lei ha preso dei bei pugni, professore.
-- Senza dubbio, caro Bobby.
-- Professore -- disse gravemente Bobby, -- se lei avesse imparato proprio
bene l'_uitsu_, o lotta giapponese, invece di pigliarli li avrebbe dati.
Non ha mai inteso nominare l'_uitsu?_ Ah! una cosa sublime. Con un colpo
di mano, _zag_, là! si mettono gli avversari in condizione da domandare
misericordia; e li può anche ammazzare. Senza armi, ben inteso! Io lo
farei imparare nelle scuole invece del greco.
-- È una saggia osservazione la sua, Bobby; e quando sarò ministro, terrò
conto della sua proposta. Ma che cosa ha da guardarmi tanto con quegli
occhietti, Bobby?
-- Glielo devo dire?
-- Ma certo.
-- Lei mi pare felice di avere preso dei pugni.
-- Ma perchè, Bobby?
-- C'è un non so che nel suo volto....
-- C'è questo bernòccolo, infatti....
-- Sì, c'è il bernòccolo; ma c'è anche un'aria di felicità che si direbbe
che lei ha mangiato il misterioso frutto del loto. Si ricorda,
professore, quando lei mi spiegava la storia del delizioso frutto del
loto, che non si sa bene che cosa sia?
Aquilino, infatti, sentiva il bisogno di gridare la sua felicità.
Rispose: -- Realmente, caro Bobby, sono felice di avere, l'altra notte,
sperimentato le mie energie. Io non ho mai dati pugni in vita mia, e
credevo che se ne potesse fare a meno. Oggi vado mutando opinione.
-- Allora avevo ragione io a volere sempre bastonare Cettivaio....
-- Può darsi, caro Bobby.
*
E vi è stato un infelice poeta, Giacomo Leopardi, il quale osservò
melanconicamente che la donna è del tutto inconsapevole _dei magici
effetti che ella induce sull'uomo con la sua bellezza_.
Vero è che Aquilino, trovandosi ora in belle condizioni di salute e di
giovinezza, fece, invece, entro se stesso più lieta osservazione, cioè
che l'amore di miss Edith lo faceva cantare, quasi egli fosse stato un
rosignolo o un poeta.
Anche l'amore di donna Barberina lo aveva fatto cantare; ma era un'altra
canzone. Dunque ogni bella donna possiede una sua forza di ebbrezza per
cui l'uomo eleva al cielo la sua canzone? Gran felicità sarebbe allora
per l'uomo variare queste ebbrezze così deliziose.
Forse perchè miss Edith era giovanetta e nuova, e il tempo era di
primavera, certo Aquilino nella selva di sua vita elevava liriche così
ben snodate che egli stesso se ne meravigliava.
Aquilino e miss Edith si davano ritrovo in una parte remota dei giardini
della città ove erano grandi piante, ed un laghetto, su le verdi acque
del quale i cigni andavano biancamente galleggiando.
Ed anche miss Edith era musicale.