[2463] Ditmarus, in Chron., lib. 3.
[2464] Annales Hildeshemenses. Annalista Saxo.
[2465] Sigebert., in Chron.
[2466] Continuator Frodoardi, apud Du-Chesne, tom. 2 Rer. Franc.
[2467] Idem, Ibidem.
[2468] Annalista Saxo, apud Eccardum.
[2469] Odilo, in Vita S. Adelheidis.
[2470] Syrus, in Vita S. Majoli.
[2471] Rer. Ital., P. II, tom. 1.
[2472] Antiquit. Ital., Dissert. XVIII.
[2473] Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.
[2474] Mabill., Annal. Benedict., ad ann. 980.
Anno di CRISTO DCCCCLXXXI. Indiz. IX.
BENEDETTO VII papa 7.
OTTONE II imperadore 15 e 9.
Era tuttavia in Ravenna l'Augusto _Ottone II_ nel dì 15 di gennaio,
citando il Rossi[2475] un suo diploma, dato _XVIII kalendas februarii
anno dominicae Incarnationis DCCCCLXXXI, Indictione IX, regni XX,
imperii XIV. Ravennae._ Passò dipoi a Roma per attestato dell'Annalista
sassone[2476], in compagnia delle Auguste, cioè di _Adelaide_ sua madre
e di _Teofania_ moglie, e vi solennizzò la Pasqua. Confermò all'insigne
monistero di Farfa i suoi privilegii con un diploma[2477] dato _III
nonas maii, anno dominicae Incarnatione DCCCCLXXXI, Indictione VIII_
(scrivi _VIIII_), _imperii autem ejus XIV. Actum Romae._ Un altro suo
diploma in favor del monistero di Casauria fu spedito _XIV kalendas
maii_ nell'anno suddetto, _Indictione nona, regni vero domni Ottonis
secundi vicesimo primo, imperii autem ejus decimoquarto. Actum Romae in
palatio juxta ecclesiam beati Petri Apostoli_, cioè fuor di Roma, dove
soleano abitar gli imperadori, allorchè andavano a quella augusta città.
Lo stesso pure praticavano in Ravenna, in Milano ed in altre città,
abitando fuori d'essa, credo io, per loro maggior sicurezza, e quiete
ancora dei cittadini. Susseguentemente nel mese d'agosto confermò tutti
i privilegii e beni al celebratissimo monistero di Monte Casino. Il suo
diploma, che tuttavia originale col suo sigillo di cera si conserva
nell'archivio casinense, dato alla luce dal padre abbate Gattola[2478],
si vede spedito _VIII idus augusti anno dominicae Incarnationis
DCCCCLXXXI, imperii vero domni secundi Ottonis imperatoris Augusti
quartodecimo Indictione nona. Actum Cevice._ Quivi è degno d'attenzione
ciò che dice quest'imperadore in confermare ad _Aligerno abbate_ tutte
le tenute del monistero casinense _in ambobus ducatibus nostris
spoletino atque firmano, seu infra omnes fines nostri regni italici_. Il
ducato di Fermo, appellato anche Marca di Fermo, altro non è che il
ducato ossia la Marca di Camerino. Or di qua si vegga, se possa
sussistere che i due Ottoni primo e secondo avessero donato, ossia
confermato, alla santa Chiesa romana _cunctum ducatum spoletinum, seu
beneventanum_. Ognun sa, per conto del beneventano, che esso era in
questi tempi de' suoi proprii principi, i quali riconoscevano ora i
greci, ora i latini imperadori per loro sovrani, senza che mai niuno de'
papi se ne lamentasse, o vi pretendesse. Così i due ducati ossia le due
marche di Spoleti e di Camerino dipendevano dai soli imperadori
d'Occidente, ed erano parti del regno d'Italia; e i re e gl'imperadori
vi mettevano al governo i duchi di mano in mano; il che appunto
succedette nell'anno presente, imperciocchè venne a morte _Pandolfo
Capodiferro_, potentissimo principe di Benevento e Capua, che per molti
anni era anche stato duca di Spoleti e marchese di Camerino. Dopo
l'aprile, e prima del mese di giugno di quest'anno egli terminò i suoi
giorni, e fu seppellito in Capua. A _Landolfo IV_ suo primogenito toccò
il principato di Benevento e Capua; a Pandolfo ossia Paldolfo
secondogenito restò il principato di Salerno. Per conto di _Spoleti_ e
di _Camerino_, siccome vedremo, questo pervenne a _Trasmondo_ duca e
marchese, nominato nelle croniche di Farfa e del Volturno. Trovavasi in
Capua l'Augusto Ottone nell'ultimo dì di settembre, allorchè confermò
una gran copia di beni donati al nobil monistero di san Salvatore di
Pavia dall'imperadrice _Adelaide_ sua madre, piissima fondatrice di quel
sacro luogo. Il diploma fu dato[2479] _pridie kalendas octobris anno
dominicae Incarnationis DCCCCLXXXI, Indictione X, regni domni secundi
Ottonis XXIV, imperii quoque XIV. Actum Capuae_. Gli anni del regno sono
scorretti, nè si accorda questo diploma colla dotazione fatta più tardi
di esso monistero dall'Augusta Adelaide. Attese in questi tempi
l'imperadore Ottone ad ammassar gente, e a far tutti i preparativi per
cominciar la guerra coi Greci. Ma perchè _Pandolfo principe_ di Salerno
doveva essere ora dipendente da essi, Ottone, per attestato di Romoaldo
salernitano[2480], assediò quella città, e la prese: _Veniens Salernum
obsedit, cepitque illam expugnans_: sono parole di quello storico. Ed
Ermanno Contratto[2481] scrive a quest'anno: _Otto imperator peragrata
Italia, Campaniam, calabrosque fines cum exercitu ingreditur_. Lasciò
scritto Lupo Protospata[2482] sotto quest'anno, che _fecit praelium Otho
rex cum Saracenis in Calabria in civitate Cotruna, et mortui sunt ibi
quadraginta millia Poenorum_ (enorme slargata di bocca) _cum rege eorum,
nomine Bulcassimus_. Ma questa notizia è fuor di sito, conoscendosi che
appartiene all'anno seguente; ed è anche alterata di molto. Così egli
narra all'anno 982 la morte di Ottone II, la quale pure accadde
solamente nel 983.
Ci vien poi dicendo Gotifredo da Viterbo[2483], che prima che Ottone II
tornasse in Italia, erano qui insorte fra i popoli, e massimamente in
Roma, varie sedizioni. Arrivato ch'egli fu a Roma in collera, sentì le
doglianze de' popoli, notò i rei; ed un giorno, fatto un solenne
convito, in cui si trovarono tutti i principi e baroni, e circondato il
luogo dalle sue guardie, mentre erano sul più bello dell'allegria,
intimò il silenzio a tutti. Quindi ordinò che si leggesse il processo
dei delinquenti, a cadaun dei quali immediatamente fu spiccato il capo
dal busto:
_Qui meruit, damnatur ibi poena capitali._
_Sanguine nobilium jam mensa potest maculari._
_Otho sibi capita vult quasi fercula dari._
_Humani capitis dum mensa cruore medescit._
_Non minus ante datis Rex imperat undique vesci._
Da Gotifredo prese queste notizie il Sigonio[2484], come buona moneta, e
le inserì nei suoi Annali. Ma s'ha da tenere per certo che queste son
tutte fandonie, almeno per quel che riguarda Ottone II imperadore. Al
più al più potrebbe aver dato motivo a questa favola Ottone III suo
figliuolo, per l'operato suo in Roma: del che parleremo a suo luogo. E
che lo stesso Gotifredo imbrogli qui i fatti del terzo Ottone con quei
del secondo, si scorge dal dire egli che Ottone II portò da Benevento il
corpo di san Bortolomeo apostolo: il che sappiamo attribuito dai vecchi
scrittori ad Ottone III, tuttochè neppur questo sussista. Ora non
parlando alcuno degli antichi storici della sopraddetta rigorosa, anzi
orrida giustizia, che avrebbe fatto grande strepito nel mondo: non è
bastante farcela credere l'autorità di Gotifredo, lontano da questi
tempi, e scrittore dell'anno 1190. Abbiamo poi dall'Annalista
Sassone[2485] che il suddetto imperadore celebrò la festa del santo
Natale in Salerno: il che ci vien sempre più assicurando che in
quest'anno egli se ne impadronì colla forza dell'armi. Lamberto da
Scafnaburgo[2486] dice ch'egli solennizzò essa festa in Roma. Ma qui non
se gli può prestar fede. Nella Cronica del monistero del Volturno[2487]
abbiamo un bel placito tenuto _ipso die lunae, quinto die intrante mense
decembrio, Indictione X super salernitanam civitatem, in qua residebat
supradictum imperatorem cum suis honoralibus hostiliter, anni Domini
DCCCCLXXXI, imperii vero domni secundi Ottoni XIIII_. Cadde appunto in
quest'anno il dì quinto di dicembre in lunedì; e però abbiamo che allora
l'imperadore era ad oste sotto Salerno, ed avendolo preso prima del
Natale, quivi dovette celebrar quella festa. A questo anno parimente
dovrebbe appartenere un diploma d'esso Ottone, conceduto ai canonici di
Lucca[2488] _XII kalendas januarias, anno dominicae Incarnationis
DCCCCLXXXII, Indictione X, anno regni secundi Ottonis XXV, imperii
quoque ejus XV. Actum justa civitatem Salernum._ Sono scorrette queste
note. L'anno, per mio avviso, ha da essere _DCCCCLXXXI_. Quando
nulladimeno fosse dato nell'anno susseguente, di qui apprenderemmo che
anche nell'anno appresso l'imperadore celebrò il Natale del Signore in
Salerno: cosa nondimeno ch'io peno a credere. Nè si dee tralasciare ciò
che scrive l'autore della Cronica di Casauria[2489], cioè che nell'anno
presente _dominus Otto imperator ex romulea egressus urbe, et aedificata
sibi regali domo in campo, qui vocatur de Cedici, toto ipso aestivo
tempore ibi perendinans mansit_. Era questo luogo nel territorio di
Marsi, ciò apparendo da un placito, da me aggiunto alla medesima
Cronica, tenuto _in territorio Marsicano in ipso campo de Cedici, ubi
erat ipsa casa domni Ottonis aedificata, ubi residebat in placito
Gislebertus venerabilis episcopus_ (di Bergamo), ec. Esso placito fu
celebrato _anno ab Incarnatione Domini nostri Jesu Cristi DCCCCLXXXI,
anno imperatoris magni Ottonis filii quondam Ottonis imperatoris Augusti
XIV, die mensis augusti, Indictione IX Actum in Marsi_. _Adamo abbate_
di Casauria vinse quivi una lite di beni. Truovasi ancora nella Cronica
del monistero di santa Sofia[2490] un diploma d'esso Augusto, impetrato
da _Gregorio abbate_ di quel sacro luogo, e dato _XV kalendas novembris,
anno dominicae Incarnationis 997, imperii vero domni secundi Ottonis
XIV, Indictione X. Actum in civitate beneventana in palatio regio_. Ma è
grossamente fallato l'anno, e s'ha da scrivere _anno DCCCCLXXXI_. Ho
detto di sopra che il principato di Benevento e di Capua, dopo la morte
di _Pandolfo Capodiferro_, fu governato da _Landolfo IV_ suo figlio.
Aggiungo ora che in quest'anno coll'espulsione d'esso Landolfo IV,
Benevento pervenne alle mani di _Pandolfo II_ figliuolo di _Landolfo
III_, cioè di un fratello del suddetto Capodiferro. Anche _Pandolfo II_
principe di Salerno[2491] era stato spossessato di quel principato da
_Mansone_ duca di Amalfi, il quale con _Giovanni I_ suo figliuolo il
tenne per due anni. E quantunque Ottone II assediasse e prendesse quella
città, siccome abbiam veduto, pure tanto sapere ebbero, che restarono
amendue confermati in quel principato.