NOTE:

[2456] Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.

[2457] Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.

[2458] Lupus Protospata, in Chron.

[2459] Cedrenus, in Annal.

[2460] Ughell., Ital. Sacr., tom. 2.

[2461] Bordon., Thesaur. Eccles. Parmens.

[2462] Antiq. Ital., tom. 1, pag. 210.

Anno di CRISTO DCCCCLXXX. Indiz. VIII.

BENEDETTO VII papa 6.

OTTONE II imperadore 14 e 8.

Era fin qui durata la nimicizia di _Ottone II_ imperatore con _Lottario

re_ di Francia, a cagione della Lorena, provincia allora di grande

estensione fra la Germania e la Gallia. In quest'anno ebbe fine. Seguì

un abboccamento fra loro, e, per attestato di Ditmaro[2463], _Lutharius

rex cum filio suimet, ac muneribus magnificis ad Ottonem venit, et sibi

satis faciens, amicitiam ejus firmiter acquisivit_. Così hanno altri

scrittori[2464]. E Sigeberto aggiugne[2465], che _rex Lotharius

Lotharingiam abjurat_. Ma il continuatore di Frodoardo[2466] scrive che

Ottone Augusto riconobbe quel paese in feudo dal re di Francia:

_Lotharius rex Francorum contra voluntatem principum regni sui Remis

pacificatus est cum Othone imperatore, deditque Othoni in beneficium

Lotharingiae ducatum: quod magis corda praedictorum principum

contristavit_. Lascerò io disputare intorno a questo punto gli eruditi

franzesi e tedeschi; perchè quel continuatore non è di tale antichità da

potersi riposar sul suo detto. In questa maniera avendo l'Augusto Ottone

assicurata la quiete della Germania, rivolse i suoi pensieri all'Italia.

Stavagli ai fianchi l'imperadrice _Teofania_ sua moglie, che gli andava

mettendo in capo delle pretensioni sopra gli stati posseduti dai greci

Augusti in Italia, per esser ella figliuola d'un greco imperatore: con

che s'invogliò il marito di tentare la conquista. Se si ha da credere ad

un continuatore della Cronica di Frodoardo[2467] presso il Du-Chesne, fu

egli in oltre chiamato in Italia dal papa, per provvedere ai mali umori

che più che mai serpeggiavano in Roma: _Evocatus a papa, ut Ecclesiae

succurreret, in Italiam, ubi Apuliam et Calabriam Italiae provincias ad

jus imperii Graecorum appendentes, ad imperium romanum conatus

transferre_. In quest'anno, per testimonianza dell'Annalista

sassone[2468], la suddetta imperadrice Teofania partorì all'Augusto

marito un figliuolo, appellato _Ottone III_, che fu poi re ed

imperatore. Calò dunque in Italia Ottone II imperadore nell'autunno

dell'anno corrente, e, giunto a Pavia, quivi si pacificò colla santa

imperadrice _Adelaide_ sua madre. Non van d'accordo su questo punto

santo _Odilone abbate_[2469] di Clugnì, e Siro monaco abbate d'esso

monistero[2470] prima di Odilone. Secondo il suddetto Odilone, pentito

l'imperadore dei disgusti dati alla madre, spedì a _Corrado re_ di

Borgogna e a san _Maiolo_ dei messi, con pregarli d'interporsi per la

riconciliazione, e di condurre Adelaide a Pavia. Venne ella in fatti a

quella città, abboccossi col figliuolo, ed amendue non senza lagrime si

pacificarono. Siro all'incontro scrive che non attentandosi alcuno dei

buoni cortigiani di aprir bocca in favor d'Adelaide, sollecitato san

Majolo da molti, si portò alla corte, e con generosa franchezza talmente

ne parlò all'imperadore, ch'egli si diede per vinto, e andò a gittarsi

a' piedi della madre. Nelle annotazioni alle leggi longobardiche[2471]

ho io scritto che questa riconciliazione seguì in Verona nell'anno 983.

Ma essa è indubitatamente da riferirsi all'anno presente. Da Pavia passò

l'Augusto Ottone a Ravenna, dove, per relazione dell'Annalista sassone,

celebrò il santo Natale. Della sua permanenza in quella città ne abbiamo

anche la testimonianza in un diploma[2472] da me dato alla luce, in cui

egli confermò ai canonici di Parma _interventu ac petitione dominae

nostrae matris Adelaidae_, (già riconciliata con lui) tutti i loro

privilegii, _V kalendas januarii, anno dominicae Incarnationis

DCCCCLXXX, Indictione nona, regni vero domni Ottonis XXII_ (dovrebbe

essere _XX_) _imperii autem ejus XIII_ (dee essere XIIII, facile errore

del copista). _Actum Ravennae._ Vuole il Sigonio[2473] che Ottone,

appena arrivato in Italia, tenesse nel mese d'agosto una solennissima

dieta dei principi italiani in Roncaglia sul Piacentino, dove si fece

giustizia di chi avea mosse sedizioni in Italia, e furono conferiti

feudi a varie persone, e fra le altre a _Lanfranco Bracciforte_

piacentino. Aggiugne che _Tedaldo_, figliuolo di _Alberto Azzo_ conte ed

avolo della _contessa Matilde_, fu dichiarato marchese di Mantova. Ma

nulla di ciò sussiste. Nel dì 7 di ottobre era tuttavia di là da' monti

l'imperadore Ottone II, come con un suo diploma pruova il padre

Mabillone[2474]. In que' tempi non v'era marchese di Mantova. Senza

dubbio _Tedaldo_ portò il titolo di _marchese_, ma con restare tuttavia

ignoto onde a lui venisse questa denominazione. Ed è una favola quella

del Bracciforte.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 324 / 339 题