[2443] Dandul., in Chronico, tom. 12 Rer. Ital.
[2444] Annalista Saxo, apud Eccardum.
[2445] Syrus, in Vit. S. Majoli apud Mabill.
[2446] Odilo, in Vit. S. Adelheidis.
[2447] Petrus Damian., in Vit. S. Romualdi.
[2448] Camill. Peregr., Hist. Princip. Langob., P. I, tom. 2 Rer. Ital.
[2449] Bullarium Casinens., tom. 2, Constit. LXI.
[2450] Donizo, in Vita Mathild., lib. 1, cap. 1.
[2451] Bacchini, Istoria del Monistero di Polirone, Append.
[2452] Hermannus Contractus, in Chronico, edition. Canis.
[2453] Lambertus Schafnaburgensis, in Chron.
[2454] Antiquit. Ital., Dissert. XVIII.
[2455] Rubeus, Histor. Ravenn., lib. 5.
Anno di CRISTO DCCCCLXXIX. Indiz. VII.
BENEDETTO VII papa 5.
OTTONE II imperadore 13, 7.
Per attestato del Dandolo[2456], _Vitale Candiano_, creato doge di
Venezia nell'anno precedente, dopo aver passato solamente un anno e due
mesi nel governo colla sanità sempre languente ed afflitta da varii
malori, infermossi gravemente; e però quattro giorni prima di morire,
fattosi portare al monistero di sant'Ilario, quivi preso l'abito
monastico, e fatta la professione, passò a miglior vita. Tale era allora
il pio costume di molti, persuasi di assicurarsi in tal maniera l'eterna
loro salute. E resta tuttavia qualche vestigio di quest'uso nell'abito
religioso, con cui molti, e non men de' buoni che de' cattivi, si fanno
portare alla sepoltura, eleggendo allora alcuni ciò che forse
sprezzarono e derisero in loro vita. Fu in luogo di Vitale proclamato
doge di Venezia _Tribuno Memmo_, persona assai facoltosa, sotto il quale
per poca sua cura accaddero varii scandali e sconcerti in quella nobil
città. Perciocchè nata nimicizia fra i Caloprini e Morosini, potenti
famiglie di Venezia, i primi un giorno, spalleggiati dal medesimo doge,
presero l'armi contra degli altri, che ebbero la fortuna di salvarsi,
fuorchè Domenico Morosino, che restò vittima del furor de' nemici. Io
non so onde abbia tratto il Sigonio[2457] ciò che egli racconta sotto
l'anno presente. Cioè che insorse una gran guerra in Italia, _quippe
Basilius et Constantinus imperatores turpe rati, se vetere tot annorum
Apuliae, Calabriaeque fuisse possessione dejectos, Sarracenis, quos
nuper Creta exegerant_ (abbiam veduto che l'isola di Candia fu ritolta
ai Saraceni l'anno 961 sotto Romano juniore imperadore) _magna mercede
conductis, Italiam invaserunt, et Barrio, ac Matera expugnatis, Apuliam
primum, deinde, nemine prohibente, Calabriam receperunt_. Ma a chi
ritolsero i Greci quelle contrade? Se i Saraceni erano in loro aiuto,
dalle mani di chi le avran ricuperate i Greci? A me non è venuto sotto
gli occhi antico scrittore alcuno, che parli di sì fatto avvenimento. E
noi vedremo in breve i Saraceni potenti in Calabria. Lupo Protospata
sotto quest'anno scrive[2458]: _Occidit Porphyrius Protospata Andream
episcopum oriensem mense augusti_. Altra avventura di conseguenza non
dovette egli sapere. E poscia all'anno 982 nota che la città di Bari fu
consegnata ai Greci: come dunque se ne impadronirono in quest'anno? Per
altro è certo che pochi anni prima aveano i Greci perduta la città di
Bari, e seco, come si può credere, la Puglia. Cedreno l'attesta[2459],
favellando di Basilio e Costantino Augusti greci: _In Italia_, dice
egli, _quidam, vir potens, unus de iis, qui Barim incolebant, nomine
Meles, concitatis Longobardis, contra Romanos_ (tal nome attribuivano a
sè stessi i Greci) _movit. Quumque imperator adversus hunc misisset
Basilium Argyrum Sami, et Contoleonem Cephalleniae praefectos, Meles
illustri eos praelio vicit, multis caesis, haud paucis captis, reliquis
turpi fuga vitam tutatis._ È da stupire come Lupo Protospata nulla parli
di questo fatto, quando sia vero. Tanto l'Ughelli[2460], quanto il
Bordoni[2461] rapportano a quest'anno un privilegio conceduto a
_Sigefredo vescovo_ di Parma con queste note: _Data nonis aprilis, anno
dominicae Incarnationis DCCCCLXXIX, Indictione VII, anno tertii Othonis
regni regnante sexto. Actum Quitelemburgi:_ senza punto badar essi che
Ottone terzo non era per anche nato in quest'anno, e che allora regnava
Ottone secondo imperadore, e non già suo figliuolo, e che l'_indizione
VII_ non s'accorda coll'_anno VI_ di Ottone III. Sarà forse un diploma
vero, ma alterato dai copisti ignoranti. _Mansone_ imperiale patrizio ed
antipato, cioè proconsole, si truova duca di Amalfi[2462]. Questi
nell'anno 892 fu degradato da _Oferio_ suo fratello, il quale, dopo
avere regnato un anno e nove mesi, mancò di vita, e diede adito al
suddetto Mansone di riassumere il governo di Amalfi.