NOTE:

[2421] Baron., Ecclesiast. ad ann. 992.

[2422] Pagius, in Crit. ad Annal. Baron.

[2423] Syrus, in Vit. S. Majoli apud Mabillon.

[2424] Lambertus Schafnaburgensis, in Chron.

[2425] Sigebertus, in Chron.

[2426] Hermannus Contractus, in Chron.

[2427] Annalista Saxo, apud Eccardum.

[2428] Arnulf., Hist. Mediolanens., lib. 1, cap. 8.

[2429] Lupus Protospata, in Chronic.

[2430] Sigonius, de Regno Ital. lib. 7.

Anno di CRISTO DCCCCLXXVI. Indiz. IV.

BENEDETTO VII papa 2.

OTTONE II imperadore 10 e 4.

Dall'Annalista sassone[2431] sotto il presente anno abbiamo che _Arrigo

II duca_ di Baviera, appellato da' moderni il Rissoso, fu posto, come

oggidì diciamo, al bando dell'imperio, e privato del ducato, ed anche

scomunicato per la sua ribellione all'imperador suo cugino. Ritirossi

egli in Boemia, mettendosi sotto l'ali di _Boleslao II duca_ di quel

paese. Prese motivo di qui l'imperador Ottone di far guerra alla Boemia,

ma con poca fortuna la fece. Sorpreso dai Boemi un corpo di Bavaresi

ch'erano venuti al servigio di Ottone, fu per la maggior parte tagliato

a pezzi. A questo avviso, se ne tornò indietro assai confuso

l'imperadore, ma pieno di rabbia e di desiderio di vendicarsene. Per

testimonianza del Dandolo[2432], una fiera tragedia accadde in

quest'anno in Venezia. Avea _Pietro Candiano IV_ doge di Venezia sotto

varii pretesti ripudiata sua moglie, con obbligarla a farsi monaca nel

nobilissimo monistero di san Zaccheria. Quindi passò ad accasarsi con

_Gualdrada_, sorella di _Ugo duca_ e marchese di Toscana, che gli portò

in dote assaissimi poderi, servi e serve, verisimilmente verso i confini

del Ferrarese. Per difesa di questi beni che erano fuori del dominio

veneto, egli assoldò molti soldati italiani: il che accrebbe la sua

baldanza in maniera, che cominciò a trattar con troppo rigore il popolo

di Venezia, ed attaccar facilmente brighe coi vicini. Dicono ch'egli

_ferrariensis castelli populum debellavit; opiterginum quoque castrum

igne comsumtum devastari jussit; nonnullaque alia se objurgantibus

aspera intulit_. Ma finì male l'alterigia sua. Venuto egli in odio a

tutto il popolo, e formata una congiura contra di lui, questa scoppiò

nell'anno presente. L'assalirono un dì, e perchè non poteano espugnare

il palazzo, dov'egli si difendeva con alquanti soldati, seguitando lo

sconsigliato parere di _Pietro Orseolo_, vi attaccarono il fuoco. Le

fiamme non solamente distrussero il palazzo, ma anche le chiese di san

Marco, di san Teodoro e di santa Maria Zobenigo, e più di trecento case.

Pietro doge nel fuggire fu preso, e unitamente con Pietro suo figliuolo

infante trucidato dai principali della città. Nel dì 12 d'agosto fu

eletto doge il suddetto _Pietro Orseolo_, personaggio di rara pietà e di

costumi veramente cristiani, il quale s'applicò tosto a rifare il

palazzo ducale e il tempio di san Marco, e a governare con singolare

carità e giustizia il popolo suo. Da san Pier Damiano[2433], che narra

questo avvenimento, tali notizie prese lo stesso Dandolo. E merita

d'essere notato dirsi dal medesimo san Pier Damiano che Pietro Orseolo

_dalmatici regni adeptus est principatum_, ovvero, ch'egli _dalmatici

ducatus gubernabat habenas_; il che potrebbe far credere che i Veneziani

già fossero in possesso della Dalmazia. Ma noi vedremo che molto più

tardi la Dalmazia venne sotto il dominio dei Veneziani. Il Damiano per

anticipazione parlò così, perchè a' suoi giorni la Dalmazia ubbidiva a

quell'inclita repubblica. Veggasi qui sotto all'anno 997. All'anno

presente notò Lupo protospata[2434] che _obsederunt Saraceni Gravinam,

sed irrito conatu_; e che _Giovanni Zimisce_ imperador glorioso de'

Greci diede fine alla sua vita, con succedergli _Basilio_ e

_Costantino_, figliuoli di _Romano juniore_ già imperadore: il che viene

attestato anche da altri scrittori delle cose greche: nè si dee

tralasciare che nell'anno presente stabilì pace e lega _Sicardo conte_,

e tutto il popolo della città di _Giustinopoli_, oggidì Capodistria, col

suddetto _Pietro Orseolo_, appellato ivi _gloriosissimus Venetiarum

dux_. Lo strumento rapportato dal Dandolo ha le seguenti note:

_Imperante domino nostro domino Ottone serenissimo imperatore anno

quarto_ (coll'epoca incominciata dopo la morte del padre) _XII mensis

octobris, Indictione V_, cominciata nel settembre; e perciò nell'anno

presente, e non già nell'_anno secondo_, come pensò il Dandolo, perchè

sussiste che egli fosse creato doge nel presente. Di qui poi abbiamo che

l'Istria tuttavia riconosceva l'imperador d'Occidente per suo sovrano.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 320 / 339 题