[2410] Hermannus Contract., in Chron., edition. Canis.
[2411] Sigonius, de Regno Italiae, lib. 7.
[2412] Baron., in Annal. Eccles.
[2413] Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.
[2414] Sigebertus, in Chron.
[2415] Marian. Scottus, in Chron.
[2416] Martinus Polonus, in Chron.
[2417] Struv., Corp. Hist. Germ.
[2418] Leo Ostiensis, Chron., lib. 2, cap. 9.
[2419] Sigebertus, in Chronico.
[2420] Anonym. Salern., P. I, tom. 2 Rer. Ital.
Anno di CRISTO DCCCCLXXV. Indiz. III.
BENEDETTO VII papa 1.
OTTONE II imperadore 9 e 3.
Diede fine alla sua vita e al suo pontificato in quest'anno, oppure sul
fine del precedente, _Dono II_ papa, senza che apparisca notizia alcuna
delle azioni sue, e col non essere ancora ben certo il tempo del suo
pontificato. Ben si sa da alcune bolle che fu eletto papa in questo
anno, se non prima. _Benedetto VII_, nipote di _Alberico_ già principe o
tiranno di Roma e vescovo di Sutri, giacchè più non si faceva conto de'
canoni che vietavano ai vescovi il passaggio da una chiesa all'altra.
Che egli entrasse nella sedia di san Pietro prima dell'aprile del
presente anno, lo pruova il p. Pagi[2421], e possono anche persuaderlo
altre memorie che citerò qui sotto all'anno 978. Che v'intervenisse
ancora l'assenso e l'approvazione di _Ottone II_ Augusto, asserita da
alcuni scrittori, si può dedurre dalla vita di san _Majolo abbate_ di
Clugnì, là dove scrive[2422] che esso imperadore unitamente con
sant'_Adelaide_ sua madre fece quanto potè per indurre il santo abbate
ad accettar questo sublime impiego per rimediare agli scandali del
disunito ed ambizioso popolo romano. Ma egli che cercava d'essere
umiliato e non esaltato, tanto si seppe scusare, che si sottrasse alle
loro istanze e preghiere: _Non longo post tempore,_ scrive quell'autore,
_romana sede proprio viduata pastore, idem Dei famulus_ (Maiolo abbate)
_Ottonis secundi juncta cum matre prece, Italiam repetere a partibus est
coactus Galliae. A matre tunc et filio honore susceptus dignissimo, ad
culmen apostolicae dignitatis precibus impelli coepit continuatis_, con
quel che segue. Ora non essendo loro riuscito questo intento, fu poi
eletto ed intronizzato il suddetto _Benedetto VII_, il quale non tardò a
raunare un concilio, e a fulminar la scomunica contra del vivente e
fuggito antipapa _Bonifazio_. _Gerberto arcivescovo_ di Rems, e poi
pontefice romano, negli atti del concilio di Rems, pubblicati dal
cardinal Baronio[2423] così ne parla: _Succedit Romae in pontificatu
horrendum monstrum Malefacius_ (così nomina egli l'iniquo Bonifazio),
_cunctos mortales nequitia superans, etiam prioris pontificis sanguine
cruentus. Sed hic etiam fugatus, et in magna synodo damnatus est._
Possono tali parole lasciar qualche dubbio che _Benedetto VII_
immediatamente dopo l'espulsione dell'iniquo Bonifazio e non già _Dono
II_, fosse alzato al pontificato. Ma senza miglior lume non si può
decidere una tal quistione.
Non s'accordano gli storici tedeschi nell'assegnar l'anno in cui _Arrigo
II duca_ di Baviera fu colla forza astretto ad umiliare il capo
all'Augusto Ottone II suo cugino. Lamberto da Scafnaburgo[2424] parla di
ciò sotto l'anno precedente, Sigeberto[2425] sotto il presente, ed
Ermanno Contratto[2426] più tardi. Oltre a ciò, secondo l'Annalista
sassone[2427], fece questo imperadore guerra con gran valore e fortuna
ai Danesi. Sigeberto ciò riferisce all'anno susseguente. Credesi che
presente terminasse il corso di sua vita _Arnolfo arcivescovo_ di
Milano, il quale ebbe per successore _Gotifredo_. Questi, per attestato
di Arnolfo storico milanese[2428], nipote del suddetto Arnolfo, a tutta
prima fu rigettato dal clero e popolo, perchè non era nè prete, nè
diacono, ma solamente suddiacono. Finalmente superò tutti gli ostacoli
_regiae fidelitatis gratia_, perchè o era stato promosso da Ottone II
Augusto, o per interposizione di lui si placarono gli oppositori. Questi
poi ebbe guerra, come di sopra fu accennato, con _Corrado_ ed
_Adalberto_ figliuoli del fu re Berengario, che tuttavia viveano e
teneano vive le lor pretensioni. Si quietò Corrado per via d'accordo; ma
Adalberto, finchè ebbe fiato, tenne l'armi in mano; tutti fatti, come si
può credere, succeduti in Lombardia. Sotto quest'anno ancora notò Lupo
Protospata[2429] che _Ismael_ (sarà un capitano dei Saraceni)
_interfectus est, et Zacherias_ (sarà un generale de' Greci) _Botuntum
cepit_, cioè la città di Bitonto, in cui forse prima dominava _Pandolfo
principe_ di Benevento: notizie troppo scure per poter conoscere la
storia di que' paesi. E il Sigonio[2430] parimente nota che
_Bononienses, orientibus in urbe seditionibus, turres privatas condere;
Urbevetani consules creare coeperunt_. Ma il Sigonio avrà ciò preso da
qualche storia degli ultimi tempi, non punto valevole ad informarci di
questi tenebrosi tempi. Che si potesse allora dar principio alle torri
private de' nobili nelle città d'Italia, non avrei difficoltà a
crederlo. Ma tengo ben certo che niuna per anche delle città d'Italia
avea introdotto l'uso de' consoli coll'autorità e balìa che troveremo
ne' due secoli susseguenti.