[2295] Continuator Rheginonis, in Chron.
[2296] Adam Bremensis, lib. 2, cap. 6 Hist.
[2297] Ditmaros, in Chron. lib. 4.
[2298] Continuator Rheginonis, in Chronico.
[2299] Antiquit. Ital., Dissert. XLI.
[2300] Annalista Saxo, apud Eccardum.
[2301] S. Augustinus, Tract. VIII in Epist. S. Johann.
[2302] Continuator Rheginonis. Annalista Saxo.
[2303] Labbe, Concilior., tom. 9.
[2304] Lupus Protospata, in Chronico.
[2305] Liutprandus, in Legation.
[2306] Pagius, in Crit. Baron. ad hunc annum.
[2307] Hist. Saracen. Abulphedà, P. 1, tom. 2 Rer. Ital.
Anno di CRISTO DCCCCLXVI. Indiz. IX.
GIOVANNI XIII papa 2.
OTTONE I imperadore 5.
OTTONE II re d'Italia 5.
Era disgustato forte l'imperadore _Ottone_ contra de' Romani a cagion
degli affronti fatti a papa _Giovanni XIII_, il quale si trovava
tuttavia o confinato in una prigione, o esiliato nella Campania. Non si
poteva scusar la ribellione, perchè si usurpavano l'autorità temporale,
di cui erano da gran tempo giustamente in possesso i romani pontefici; e
l'ardir loro feriva anche l'imperador loro sovrano. Perciò Ottone
determinò di tornare in Italia per rimediare a sì fatti disordini[2308],
ed anche per tagliare il cor a certe trame che _Adalberto_ figliuolo di
Berengario andava tuttavia ordendo o mantenendo in Lombardia. Ed appunto
si venne a scoprire anche in Germania che un certo _Udone conte_ di
quelle contrade, irritato contra di _Gualdo_ ossia _Waldone vescovo_ di
Como, perchè questi non avesse impetrata grazia dall'imperadore ad
_Attone_ ossia ad _Azzo_ già assediato nell'isola del lago di Como, si
preparava a venire in Italia con risoluzione di cavar gli occhi al
suddetto vescovo. Aveva a questo fine intelligenza segreta con
Adalberto. Fu preso e condannato; ma ottenne il perdono, con giurare di
non mettere mai più piede in Italia. Dopo la metà di agosto tenne
l'Augusto Ottone una gran dieta in Germania, e poi per l'Alsazia e per
Coira calò in Lombardia. Portava egli seco una lista di quei che
nell'anno precedente aveano o palesemente o segretamente abbracciato il
partito di Adalberto. Fra essi era _Sigolfo vescovo_ di Piacenza con
alcuni conti. Portatisi questi ad ossequiare l'Augusto sovrano, fece lor
mettere le mani addosso, e li mandò prigioni oltre a' monti, chi nella
Francia orientale e chi in Sassonia. Fece venir freddo ai Romani la
comparsa dell'imperadore in Italia, e l'apprensione del suo rigore; e
figurandosi di acconciar le cose con poca spesa, liberarono il papa con
richiamarlo a Roma, e chiedergli perdono delle ingiurie. Vuole il
Continuator di Reginone che _Giovanni XIII_ papa, da che venne cacciato
di Roma, stesse imprigionato in qualche fortezza della Campania. Ma
Leone ostiense[2309] suppone ch'egli solamente fosse mandato in esilio
con dire: _Johannes papa Roma pulsus exilio, Capuam venit, et a memorato
principe Pandulfo rogatus, tunc primum in eadem civitate
archiepiscopatum constituit_. Se ciò è vero, e se in quest'anno la
chiesa di Capoa fu eretta in arcivescovato, egli non altro soffrì che
l'esilio in Campania; oppure messo in libertà prima di tornarsene a
Roma, andò a Capoa, dove accrebbe l'onore a quella chiesa. Ma altri
tengono eretta Capoa in arcivescovato nell'anno 968. Ermanno
Contratto[2310] all'anno 969 (cioè fuor di sito) racconta che _hoc
tempore Rofredus comes et Petrus praefectus cum aliis quibusdam Romanis
Johannem papam comprehensum, et in castellum sancti Angeli retrusum, et
in exsilium demum in Campaniam missum per decem et amplius menses
affligunt; donec Rodfredo occiso a Johanne quodam Crescentii filio, ad
suam sedem vix tamdem relaxatus rediret_. Durò dunque più di dieci mesi
l'esilio di papa Giovanni, e verisimilmente egli ritornò alla sua sedia
nel settembre dell'anno corrente.
Verso il fine parimente di quest'anno arrivò l'imperadore Ottone a Roma,
e quivi celebrò le feste del santo Natale. Nota il Continuatore di
Reginone[2311] che in questo medesimo anno _Berengarius quondam Italiae
rex exsul moritur et in Babemberg regio more sepelitur_. _Willa_ ossia
_Guilla_ sua moglie, prima che il corpo di lui fosse dato alla
sepoltura, si fece monaca in Bamberga. Due loro figliuole nubili erano
state prima con tutto decoro messe dall'imperadore in corte presso
l'imperadrice _Adelaide_. De' due figliuoli maschi d'esso Berengario,
cioè di _Adalberto_ e di _Conrado_, che restarono vivi e in
libertà, ne parleremo anche all'anno 968. S'ingannò forte l'abbate
urspergense[2312], allorchè scrisse che _Adalberto_ con Berengario suo
padre fu condotto prigione a Bamberga. Intanto non voglio ommettere che
esso Adalberto lasciò dopo di sè un figliuolo appellato _Ottone
Guglielmo_[2313]; e che _Gerberga_ moglie d'esso Adalberto rimasta
vedova, si rimaritò con _Arrigo duca_ di Borgogna. Questi poi venuto a
morte senza lasciar figliuoli proprii, fece passare quel ducato nel
figliastro, la cui discendenza durò anche molto tempo in insigne onore.
In un diploma di _Arrigo I_ imperadore dell'anno 1014, rapportato dal
Guichenon[2314], egli si vede appellato _Ottho qui et Wilelmus comes,
filius Adalberti, nepos Berengarii regis_. Poc'attenzione per altro fu
quella del Guichenon[2315] medesimo, allorchè riferì all'anno presente
una donazione che si dice fatta da _Ottone II_ imperadore a _Manfredo_
marchese di Susa, con questa data: _XI kalendas novembris anno dominicae
Incarnationis nongentesimo sexagesimo sexto, Indictione I, anno vero
tertio Ottonis_. Nel presente anno neppur era nato, nè era per nascere
_Ottone III_. Nè _Ottone III imperare coepit anno salutis 973_, come
scrive esso Guichenon. Nè l'_indizione prima_ si accorda col suo _anno
terzo_. Manca eziandio il luogo del suo dato diploma. Però quello è
documento o apocrifo, o molto informe. Era in questi tempi re di Francia
_Lottario_, ed abbiamo da Frodoardo[2316] ch'egli nell'anno presente
_uxorem accepit Emmam filiam regis quondam italici_, cioè di _Lottario
re_ figliuolo del _re Ugo_. Essendosi rimaritata in Ottone Augusto
_Adelaide_ madre di questa principessa, è da credere che lo stesso
imperadore si adoperasse molto per procurar così illustri nozze alla
figliastra. Il medesimo Frodoardo nella Cronica virdunense[2317] ripete
lo stesso con dire _Lotharius rex Francorum Emmam Lotharii regis
Italiae, et Adeleidis post imperatricis filiam, duxit uxorem_.