[2123] Antiquit. Ital., Dissertat. LXVI.
[2124] Ibidem.
[2125] Campi, Istor. di Piacenza, tom. 1.
[2126] Antiquit. Ital., Dissert. XXVI.
[2127] Liutprand., lib. 6, cap. 1.
Anno di CRISTO DCCCCXLIX. Indiz. VII.
AGAPITO II papa 4.
LOTTARIO re d'Italia 19.
Ermanno Contratto[2128] mette sotto quest'anno la morte del _re
Lottario_, e fu in ciò seguitato dal Sigonio[2129]. Ma indubitata cosa
ella è ch'egli mancò di vita solamente nell'anno seguente. Noi il
troviamo tuttavia vivo e regnante nel dì 11 di decembre di quest'anno,
in cui fu scritto uno strumento, pubblicato dal Campi[2130] con queste
note: _Lotharius gratia Dei rex, anno regni ejus, Deo propitio,
nonodecimo, XI die intrante decembri, Indictione octava_, cominciata nel
settembre. Troveremo anche de' suoi diplomi nel seguente anno. Da gran
tempo era in controversia l'arcivescovato di Rems, combattuto da due
antagonisti, cioè da _Artaldo_ ed _Ugo_, per colpa dei principi e re di
questi tempi, i quali, mettendo la mano nel santuario, deponevano i
legittimi prelati, e ne sustituivano degli altri a loro capriccio.
Marino legato della santa Sede, spedito colà da _papa Agapito_[2131], in
un concilio tenuto in Engeleim l'anno precedente, avea rimesso in quella
sedia Artaldo indebitamente deposto. Nel presente anno, per attestato di
Frodoardo[2132], _Agapitus papa synodum habuit apud sanctum Petrum, in
qua damnationem Hugonis episcopi apud Ingulenheim factam confirmavit;
excommunicans etiam Hugonem_ (duca di Francia) _principem, donec
Ludovico regi satisfaciat._ Anche la chiesa archiepiscopale di Milano
era per questi tempi involta in un grave disordine. Il Puricelli[2133] e
i padri Ughelli e Papebrochio tengono che in quest'anno finisse di
vivere _Arderico_ vecchio arcivescovo di quella città. Il Sigonio, la
cui asserzione è sostenuta dal testo della storia di Arnolfo antico
storico milanese[2134], riferisce la di lui morte all'anno 947, ed altri
la mettono nel 948. Comunque sia, l'ambizioso arcivescovo d'Arles
_Manasse_, che divorava anche le chiese di Trento, Verona e Mantova,
assistito, come si può credere, o dal re Lottario suo parente, o
piuttosto da Berengario marchese, secondo le promesse a lui fatte, fu
eletto arcivescovo da una parte del clero e popolo di Milano. Ma stette
forte un'altra non men vigorosa parte in eleggere e volere arcivescovo
_Adelmanno_ prete milanese. Niun d'essi, per cagione di questa
discordia, giunse mai ed esser consecrato o riconosciuto per legittimo
pastore di quella insigne chiesa. Non lasciarono per questo i due
pertinaci competitori di mettere le mani sopra le rendite
dell'arcivescovato; anzi vennero a qualche accordo con partirle fra
loro: il che produsse un incredibil danno ad essa chiesa, perchè ora
l'uno ora l'altro andarono svaligiando il tesoro della medesima, che era
dei più riguardevoli d'Italia, con servirsene a sostener le loro gare e
pretensioni. Simili sconcerti di questo miserabil secolo abbondavano
allora in altre chiese, e in assaissimi monisteri d'Italia. Secondo la
Cronica arabica[2135], in questo anno i Siciliani tramarono una congiura
contra di Assano, signore, o vogliam dire governatore di quell'isola. Ma
scoperto il trattato, e presi i capi della fazione, pagarono colle lor
teste la pena di questo mal condotto affare. Truovasi ancora nella
Cronica di Volturno[2136] un atto di _Leone abbate_ di quel monistero,
scritto _anno tricesimo sexto regnante domno Constantino magno
imperatore, et decimo anno principatus domni Landulfi gloriosi
principis_ (di Benevento e Capua), _et anno sexto principatus domni
Pandulfi filii ejus, mense julio, septima Indictione_, cioè nell'anno
presente. Altri documenti abbiamo in essa Cronica, dove sono annoverati
gli anni di _Costantino imperadore_ dei Greci, che vanno coerenti con
questo. È da vedere come il padre Pagi metta sotto l'anno presente
l'_anno XXXVII_ e _XXXVIII_ di esso imperadore.