NOTE:

[2053] Chron. Farfense, P. II, tom. 2 Rer. Ital.

[2054] Liutprandus, lib. 5, cap. 2 et 3.

[2055] Chronic. Farfens., pag. 475. P. II, tom. 2 Rer. Ital.

[2056] Liutprandus, Hist. lib. 5, cap. 4 et seq.

[2057] Bullarium Casinens., tom. 2, Constit. L.

[2058] Frodoardus, in Chron.

[2059] Chronicon Arabicum, P. II, tom. 1 Rer. Ital.

[2060] Lupus Protospata, in Chron.

[2061] Peregr., Hist. Princip. Langob., P. II, tom. 2 Rer. Ital.

Anno di CRISTO DCCCCXLI. Indiz. XIV.

STEFANO VIII papa 3.

UGO re d'Italia 16.

LOTTARIO re d'Italia 11.

Attesta Liutprando[2062] non aver mai il re _Ugo_ dimessa la voglia, nè

deposta la speranza di acquistare il dominio di Roma, ossia il titolo e

la corona d'imperador de' Romani; e tuttochè avesse data in moglie ad

_Alberico principe_ di Roma _Alda_ sua figliuola, pure non cessò mai di

molestarlo e di fargli guerra. _Quem_, dice egli, _quotannis graviter

opprimebat gladio et igne, quae poterat universa consumens, adeo ut

civitates, praeter Romam, in qua ipse consederat, omnes auferret. Sed et

ipsam sine dubio tum depopulando, tum cives muneribus corrumpendo

conquisivisset, nisi occulta et justa justi Dei sententia illi

prohibuisset._ Ci si porge motivo di credere che il re Ugo in quest'anno

in persona coll'esercito suo infestasse il ducato romano, al vedere un

suo diploma, spedito nella Campania in favore del monistero di san

Vincenzo del Volturno, con queste note[2063]: _Dat. XIII kalendas

augusti anno dominicae Incarnationis DCCCCXLI, regni vero domni Hugonis

piissimi regis XV, Lotharii vero X, Indictione XIV. Actum in Campania

juxta oppidum Romaniae._ Secondo i miei conti, nel luglio del presente

anno avrebbe dovuto correre l'anno XVI di Ugo, e l'XI di Lottario. Però

forse appartiene esso diploma all'anno precedente e all'indizione XIII.

Nel marzo di quest'anno si truovano i due re in Lucca, dove donarono ai

canonici di quella città due corti con un diploma[2064] dato _VII

kalendas aprilis anno dominicae Incarnationis DCCCCXLI, regni vero domni

Hugonis regis XV, filii ejus Lotharii item regis X, Indict. XIV. Actum

Lucae._ Erano i due re in quella città, come si ricava da un placito da

me pubblicato[2065], incamminati alla volta di Roma. E che veramente il

re Ugo in quest'anno facesse guerra ad Alberico principe di Roma, e

fosse in que' contorni, come si può credere, coll'armi, si raccoglie da

un suo diploma[2066], in cui dona all'insigne monistero dì Subiaco,

posto nel ducato romano, la corte Sala. Fu esso scritto _VII kalendas

julii anno dominicae Incarnationis DCCCCXLI, regni vero domni Hugonis

piissimi regis XV, Lotharii vero item regis X, Indictione XIV. Actum

juxta Romam in monasterio sanctae virginis Agnes._ Ancor qui occorrono

le medesime difficoltà che ho poco fa accennate intorno al diploma

vulturnense; ma il documento ci assicura che Ugo verso il fine di giugno

era sotto Roma. Abbiamo inoltre un'illustre pruova del di lui passaggio

per Pisa in un placito, da me pubblicato, il cui principio è

questo[2067]: _Dum in Dei nomine civitate Pisa ad curte domnorum regum,

ubi domnus Hugo et Lotharius gloriosissimis regibus praeessent, subtus

vites, quod Topia_ (un pergolato) _vocatur, infra eadem curte in judicio

resideret Ubertus illuster marchio et comes palacii, singulorum omnium

justitias facendas ac deliberandas, resedentibus Leo vulterrensis,

Adelbertus lucensis sanctarum Dei ecclesiarum venerabilibus episcopis_,

ec. Fu scritto quel giudicato _anno regni idem domni Hugoni

quintodecimo, Lotharii vero decimo, XIV die mensis marcii, Indictione

quartadecima_, cioè nell'anno presente. Viene accennato dal

Fiorentini[2068] un altro placito tenuto in questi medesimi tempi da

_Uberto_ marchese di Toscana in Lucca, con questo principio: _Dum in Dei

nomine in civitate Luca ad curte domni Hugonis regis in solario ipsius

curtis, ubi domnus Ugo et Lotharius filio ejus gloriosissimis regibus

praeerant in capitela, ubi ec. longanea solarii, prope ecclesiam sancti

Benedicti, et prope capella ipsius solarii, quae vocatur sancti

Stephani, in judicio residerat Hubertus marchio, et comes palatii_, ec.

Dal che intendiamo che Uberto, figliuolo bastardo del re Ugo, era allora

non solamente marchese della Toscana, ma eziandio conte del sacro

palazzo. Circa questi tempi più che mai infierivano i Saraceni abitanti

in Frassineto ai confini dell'Italia e della Provenza[2069]. Aveano,

come ho accennato di sopra, occupati nell'Alpi tutti i passi che guidano

dalla Francia in Italia, con essere giunti sino al monistero agaunense

di san Maurizio, situato nel paese oggidì appellato de' Vallesi.

Studiava il re Ugo le maniere di snidar que' crudi masnadieri, e

conoscendo di mancargli le forze per mare, giacchè in que' tempi

gl'imperadori e re d'Italia poco attendevano ad aver armate navali,

prese la risoluzione d'inviare ambasciatori a _Costantino_ e _Romano_

imperadori de' Greci, per pregarli di volere a lui somministrare una

competente flotta di navi con fuoco greco, acciocchè, mentre egli per

terra andasse ad assalir que' Barbari ne' loro siti alpestri, esse

incendiassero i legni dei Mori, ed impedissero che non venisse loro

soccorso dalla Spagna. Secondo la Cronica arabica[2070], riuscì

finalmente ai Mori signoreggianti in Sicilia di prendere dopo tanto

tempo la già ribellata città di Gergenti. Allora il governator moro per

assicurarsi dei Siciliani fece smantellar assaissime fortezze di quella

isola, e menò schiavi in Africa moltissimi di quegli abitanti.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 285 / 339 题