NOTE:

[2027] Leo Ostiensis, in Chron. lib. 1, cap. 55.

[2028] Lupus Protospata, in Chron.

[2029] Herman. Contract., in Chronic. edit. Canis.

[2030] Chron. Vulturn. P. II, tom. 1 Rer. Ital.

[2031] Frodoardus, in Chron.

[2032] Continuator Rheginonis.

[2033] Hermann. Contractus, in Chronic.

[2034] Tatti, Annal. Sacri di Como, tom. 2.

[2035] Chron. Arabicum, P. II, tom. 1 Rer. Ital.

[2036] Idem, ibidem.

[2037] Arnulf., Hist. Mediolanens. tom. 4 Rer. Ital.

Anno di CRISTO DCCCCXXXVIII. Indiz. XI.

LEONE VII papa 3.

UGO re d'Italia 13.

LOTTARIO re d'Italia 8.

Dopo la morte di _Rodolfo II_ re di Borgogna, il _re Ugo_ intavolò un

trattato di nozze col re _Corrado_ di lui successore, e lo conchiuse

nell'anno presente, se crediamo al padre Mabillone[2038] e al padre

Pagi[2039]. Cioè essendo egli vedovo per la morte della regina _Alda_

sua moglie, e riguardato per insussistente e nullo il suo matrimonio con

Marozia patrizia romana, egli prese per moglie _Berta_[2040] vedova del

suddetto re Rodolfo. Stabilì ancora il matrimonio del re _Lottario_ suo

figliolo con _Adelaide_ figliuola del medesimo re Rodolfo, donna che per

la sua santità e per le sue avventure divenne poi celebratissima nelle

storie. Di che età fosse allora questa regal fanciulla, allorchè andò a

marito, l'abbiamo dalla vita di lei, scritta da santo _Odilone abbate_

di Clugnì[2041]: _Quum adhuc esset_, dic'egli, _juvencula, et

sextumdecimum aetatis suae ageret annum, Deo donante, adepta est regale

matrimonium, juncta scilicet regi Lothario, Hugonis ditissimi regis

italici filio._ La ragione per cui i suddetti scrittori giudicarono

appartenere a quest'anno il matrimonio di Adelaide, è fondata sullo

strumento dotale che tuttavia si conserva in Pavia nell'archivio

dell'insigne monisterio di san Salvatore, e fu dato alla luce dal

Margarino[2042]. Da esso pare che tanto il re Ugo, quanto il re Lottario

si fossero portati in Borgogna per ultimar quelle nozze. Fu scritto il

diploma _pridie idus decembris anno dominicae Incarnationis

DCCCCXXXVIII, regni vero domni Hugonis XII, filii ejus Lotharii item

regis VII, Indictione XI. Actum Curte, quae Columbaris dicitur_. Ma

queste note tutte indicano l'anno 937, essendo certissimo che nel dì 12

di dicembre d'esso anno correva l'_anno XII_ di Ugo e il _VII_ di

Lottario. L'_indizione XI_ doveva aver avuto principio nel settembre di

esso anno. Però qui o è fallato l'anno, o esso è l'anno pisano; e quel

938, secondo me, ha da essere il nostro 937. Se poi quelli fossero gli

sponsali solamente, oppure lo effettivo matrimonio, ne parleremo

all'anno 950. Certo è che quivi Lottario dona ad Adelaide cinque corti,

fra le quali son riguardevoli quella di _Marengo_, e l'altra di

_Olonna_, oltre ancora a tre badie, secondo i costumi corrotti d'allora.

La dote tutta a lei costituita da esso Lottario ascende a 4580 mansi di

terra: dono veramente da re, se non v'entrassero anche i beni della

Chiesa. Aggiugne Liutprando che il re Ugo perduto dietro alle concubine,

non solamente mancò dell'amor maritale verso la nuova sua moglie Berta,

ma in tutte le maniere mostrò averla in abbominazione. E che nella

mandra d'esse sue concubine fu specialmente distinta dalla di lui

parzialità Bezola, di vilissima nazione sveva, che gli partorì non

solamente _Bosone_, creato vescovo di Piacenza dopo la morte di _Guido_

nell'anno 940, ma anche _Berta_ maritata poi a _Romano_ juniore

imperadore greco. Inoltre amò forte Roza, figliuola di quel medesimo

Gualberto a cui egli avea fatto tagliare il capo, la quale gli partorì

una bellissima figliuola; e finalmente Stefania romana, da cui ebbe un

figliuolo Teobaldo, fatto dipoi arcidiacono della chiesa milanese. Era

Ugo sì screditato presso d'ognuno per questa sua sfrenata patentissima

disonestà, che il monaco autore della Cronica della Novalesa[2043]

lasciò correre una scandalosa diceria, che con tutta l'infame vita di

questo re non dee meritar fede presso gli assennati lettori. Dopo aver

egli detto che Ugo era uomo di estrema astuzia e malizia, e che teneva

spie per tutte le città per indagar chi parlava male di lui, il che tal

timore sparse in tutti, _ut minime auderent palam loqui de eo, sed more

scurrarum per calamos fossos ad invicem loquentes, sic insidias parabant

ei_; seguita poi a dire che Ugo ebbe un figliuolo appellato _Lottario_,

al quale, giunto che fu alla convenevol età, diede moglie. _Iste namque

obtemperans monitis patris, conjugem accepit. Pater vero post dotem

succensus face luxuriae, nurum vitiat, antequam ad filii perveniat

thalamum. O nefas! o libido indomita!_ ec. Continuò in questo anno la

guerra fra i Siciliani rivoltati e i Saraceni dominanti in

quell'isola[2044]. Sulle prime restarono in un fatto d'armi vincitori i

Siciliani, sconfitti poscia in un altro. Venne dall'Africa un nuovo

generale de' Mori con un copioso esercito a Palermo, e cominciò a

smantellar le mura e le porte di quella città; la qual novità fu cagione

che quei di Gergenti si ribellarono. Leggesi nel Bollario

casinense[2045] un diploma di Ugo e Lottario, dato in favore del

monistero delle sante Flora e Lucilla d'Arezzo, _pridie kalendas junii,

anno dominicae Incarnationis DCCCCXXXIX, regni domni Hugonis anno XII,

filii ejus Lotharii regis VII, Indictione XI._ Corrisponde all'anno

presente l'_indizione XI_. Per conseguente, l'anno 959 dee essere

secondo l'era pisana, cioè a dire il nostro 938. Ma che nel dì 31 di

maggio di esso anno 938 corresse l'anno XII di Ugo e il VII di Lottario,

nol so credere. Forse quel diploma è dell'anno 937.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 282 / 339 题