[1983] Antiq. Ital., Dissert. XIX, pag. 57.
[1984] Liutprandus, Hist., lib. 3, cap. 12.
[1985] Frodoardus, in Cron. apud Du-Chesne.
[1986] Idem, in Chronic. Remensi, lib. 4, cap. 24.
[1987] Ratherius, in Epist. ad Johannem papam.
[1988] Liutprandus, lib. 4, cap. 1.
[1989] Ughell., Ital. Sacr., tom. 1, in Episcop. Lucens.
[1990] Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.
Anno di CRISTO DCCCCXXXIII. Indiz. VI.
GIOVANNI XI papa 3.
UGO re d'Italia 8.
LOTTARIO re d'Italia 3.
Truovo io parimente nel gennaio di quest'anno il _re Ugo_ in Toscana.
Stando egli in Arezzo, confermò ai canonici di quella città, _precibus
karissimi fratris nostris Bosonis incliti marchionis_, i beni lasciati
da _Pietro_ vescovo ai medesimi canonici, e che loro avea confermato
_serenissimus avus noster Lotharius imperator_, padre di _Lottario_ re
della Lorena, da cui era nata _Berta sua madre_. Fu quel
privilegio[1991] dato _anno dominicae Incarnationis DCCCCXXXIII, XVI
kalendas februarii, regni autem domni Hugonis piissimi regis VIII,
dominique Lotharii item regis III, Indictione VI. Actum in domo sancti
Donati._ Quindi si può ricavare che Ugo già fosse re nel gennaio
dell'anno 926. Ma non è sicuro questo documento. Ho ben io messo qui
l'anno 933, ma parmi che l'originale non fosse ben chiaro in questa
nota. E poi come accordar questo diploma coll'altro dell'anno
precedente? Ivi nel dì primo di luglio 932 correva l'_anno sesto_ del
regno d'Ugo, e qui nel dì 17 di gennaio del 933 corre l'_anno ottavo_.
V'ha anche dell'errore negli anni del regno di Lottario. Per l'affronto
poi ricevuto da _Alberico_ patrizio di Roma, e dal popolo romano
nell'anno antecedente, si rodeva il cuore il re Ugo, e non tardò a
cercarne vendetta con passare all'assedio della stessa Roma. Trovò chi
non era figliuolo della paura. Diede bensì il guasto al paese, ma non
gli riuscì di condurre i Romani ad aprirgli le porte, e neppure a far
capitolazione alcuna. In poche parole si sbriga Frodoardo con
iscrivere[1992] sotto quest'anno: _Hugo rex Italiae Romam obsidet_. E
Liutprando racconta ch'esso Ugo[1993] _qualiter Romam, ex qua ejectus
turpiter fuerat, posset acquirere, cogitabat. Collecta itaque
multitudine, proficiscitur Romam: cujus quamquam loca et provincias
circum circa misere devastaret, eamque ipsam quotidiano impetu
impugnaret, ingrediendi eam tamen effectum obtinere non potuit._
Potrebbe anche credersi succeduto in quest'anno, e forse prima, ciò che
il medesimo Liutprando racconta[1994].
Cioè che i principi d'Italia, malcontenti di avere sopra di sè un re che
ad una somma malizia avea cominciato ad unire la crudeltà, con avere
specialmente privato sotto indegno pretesto della vista e del ducato
Lamberto marchese di Toscana suo fratello, si avvisarono di richiamare
in Italia il già detronizzato _Rodolfo II_ re di Borgogna. Ugo, che
tenea delle spie dappertutto, lo seppe; e spediti a Rodolfo i suoi
ambasciatori, gli fece uscir di cuore questa voglia, con cedergli parte
degli stati ch'egli possedeva in Provenza, prima di venire al regno
d'Italia, avendo all'incontro ceduto quel re ad Ugo qualsivoglia sua
pretension sopra l'Italia. Così restò egli libero dal timore da quella
parte. Pretendono il Du-Chesne[1995] e il Buchè[1996] che per tale
accordo Rodolfo II acquistasse la Savoia, il Delfinato ed altri paesi di
Provenza sino al mare di Marsiglia. Ma sarebbe da vedere se la Savoia
fosse dianzi di Rodolfo oppure di Ugo. E che Ugo avesse già ceduto ad
altri il marchesato di Vienna si è di sopra veduto. Pretendono inoltre
quegli scrittori che Ugo ritenesse in suo potere la città d'Arles col
suo contado; e certamente noi il vedremo tornare in Provenza, e quivi
esercitar dominio. Vogliono ancora che Rodolfo desse allora _Alda_ ossia
_Adelaide_ sua figliuola per moglie a _Lottario re_ figliuolo del re
Ugo. Può essere che fra le condizioni del loro accordo vi fosse ancor
questa; potrebbe anche dubitarsi che seguissero gli sponsali dell'uno
coll'altra; ma che in questi tempi si accoppiasse Adelaide con Lottario,
non sussiste. Vedremo all'anno 938 le loro nozze. E qui si vuol
avvertire che Lottario non era per anche in età capace di unirsi con
donna. Il monaco di Bobbio[1997], che scrisse i miracoli operati da Dio
per intercession di san Colombano abbate di quell'insigne monistero, e
vivea in questi medesimi giorni, racconta un fatto non indegno di
memoria. Aveano alcuni potenti, specialmente _Guido vescovo_ di
Piacenza, occupata una gran quantità di beni al monistero di Bobbio;
iniquità che era alla moda in que' sì sconcertati tempi dell'Italia e
della Francia. Allorchè il re Ugo fu divenuto padrone di questo regno,
la regina _Alda_ sua moglie condusse in Italia un nobile e saggio uomo,
appellato _Gerlenno_, con pensiero di dargli un vescovato. Fu questi
creato arcicancelliere del regno da Ugo. _Suum sigillum ei tribuit,
summumque cancellarium esse praecepit_. Io il truovo solamente
cancelliere nell'anno 929, ma comparisce poi ne' seguenti anni
arcicancelliere. Venuto a morte _Silverado abbate_ di Bobbio, il re
diede quella badia in commenda a Gerlenno, che neppur era monaco. E
questi trovato il monistero dianzi sì ricco, allora sì smilzo, più volte
si raccomandò al re Ugo, affinchè obbligasse quegli usurpatori alla
restituzion de' beni. _Sed rex potestative ea non valebat ab eis
auferre. Metuebat enim eos, ne si aliquid contra eorum voluntatem
ageret, regni damnum incurreret: quia scimus etiam contra eum saepius
rebellasse_. Di qui ancora si conosce come fossero corrotti gli animi e
i costumi dei principi sì secolari come ecclesiastici d'allora. Adunque
l'accorto re gli diede per parere di condurre a Pavia il corpo di san
Colombano, perchè a quella vista si commoverebbono gli usurpatori. Così
fu fatto, forse circa l'anno 929 o 930, e quel sacro deposito fu esposto
nella chiesa di san Michele. Allora _Lotharius bonae indolis puer,
filius praedicti regis, quem Alda regina sua genuit, magnis febribus
arebatur. Qui jubente patre ad supradictam ecclesiam in ulnis adductus
est_. Per intercessione del santo riacquistò egli la sanità.
Ricuperarono i monaci ancora alcuni dei lor beni, ma non già gli
occupati dall'indurato vescovo di Piacenza. Dal che si può intendere che
il re Lottario era tuttavia di tenera età circa questi tempi. Abbiamo
dal sopra allegato Frodoardo sotto il presente anno che i Saraceni
abitanti in Frassineto _meatus Alpium occupant, atque vicina quaeque
depraedantur_. Fece parimente fine al corso di sua vita in quest'anno
_Guaimario II_ principe di Salerno[1998], con lasciar suo successore
_Gisolfo_ suo figliuolo in età di soli quattro anni, a cui fu dato per
tutore Prisco.