[1884] Ughell., Ital. Sacr., tom. 5, in Episcop. Veronens.
[1885] Sigonius, de Regno Ital. ad ann. 918.
[1886] Pagius, in Critic. ad Annales Baron.
[1887] Dandul., in Chronico, tom. 12 Rer. Ital.
[1888] Lupus Protospata, in Chron., tom. 5 Rer. Ital.
[1889] Liutprandus, in Legationib.
[1890] Liutprandus, Hist., lib. 2, cap. 15.
[1891] Liutprand., Hist., lib. 2, cap. 16.
[1892] Antiq. Italic., Dissert. XXXI, pag. 969.
Anno di CRISTO DCCCCXXII. Indiz. X.
GIOVANNI X papa 9.
BERENGARIO imperadore 8.
RODOLFO re d'Italia 2.
Se crediamo a Frodoardo[1893], solamente in quest'anno dovette comparire
in Italia coll'esercito suo Rodolfo re di Borgogna, scrivendo egli:
_Berengario Longobardorum_ (dovendo dire _Romanorum_) _imperatore regno
ab optimatibus suis deturbato, Rodulfus cisalpinae Galliae rex ab ipsis
in regnum admittitur_. Ma io tengo che la calata in Italia di Rodolfo e
l'elezione sua in re d'Italia succedessero negli ultimi mesi dell'anno
precedente. Il Dandolo scrisse[1894]: _Rodulfus regnum Italiae obtinuit
anno Domini DCCCCXXI, qui invitatus ab Italicis in Lombardiam venit, et
Berengarium regem bellando vicit, et sic regnum obtinuit_. So non essere
questo autore di tale antichità da poter decidere tal controversia; ma,
a buon conto, ho io pubblicato[1895] un diploma di Rodolfo, che ci
assicura che egli nel dì 4 di febbraio dell'anno presente era già
dichiarato re d'Italia, e pacificamente soggiornava in Pavia, dove
confermò ad _Aicardo vescovo_ di Parma la badia di Berceto. Fu dato quel
diploma _II nonas februarii anno ab Incarnatione Domini nostri Jesu
Christi DCCCCXXII, Indictione X, regnante domno nostro Rodulfo rege in
Burgundia XI, in Italia I_. _Datum Ticini civitate_, ad intercessione di
_Lamberto arcivescovo_ di Milano e di _Adalberto marchese_ d'Ivrea. A
questa elezione non dovette consentire _Guido duca_ di Toscana, perchè
si veggono tuttavia notati gli anni di Berengario in una carta
dell'archivio archiepiscopale di Lucca, scritta _anno VII Berengarii
imperatoris pridie halendas majas, Indictione X_, cioè nell'anno
presente; ed altri susseguenti atti continuano col medesimo stile.
Riuscì dunque a Rodolfo re di occupar Pavia, e di farsi eleggere e
coronare re di Italia dal suddetto arcivescovo e dai principi ribelli
dell'imperador Berengario. Si ricoverò esso Berengario a Verona, e quivi
si sostenne coll'aiuto degli Ungheri, che verisimilmente in questa
congiuntura, ad istanza sua, vennero in Italia. Frodoardo chiaramente
dopo le parole sopra allegate aggiugne: _Hungari actione praedicti
Berengarii, multis captis oppidis, Italiam depraedantur_. Perciò Rodolfo
dovette contentarsi delle conquiste fatte, senza turbare Berengario nel
possesso di Verona, e conseguentemente nel ducato del Friuli. Truovasi
in Pavia Rodolfo nel dì 7 di dicembre dell'anno presente, seppure,
secondo l'era pisana, non è da riferire al precedente, ciò apparendo da
un suo diploma[1896], in cui conferma ai canonici di Parma i lor
privilegii. Fu esso dato _VI idus decembris anno dominicae Incarnationis
DCCCCXXII, domni vero Rodulfi piissimi regis in Italia I, in Burgundia
XII, Indictione X. Actum Papiae._ _L'Indizione X_ corrente nel mese di
dicembre, secondo l'uso più comune d'allora, indica l'anno precedente.
Un altro simile diploma, ma differente nelle note, vien rapportato
dall'Ughelli[1897], dato _III nonas decembris anno Incarnationis
dominicae DCCCCXXII, domni vero Rodulfi piissimi regis in Italia I, in
Burgundia XI, Indictione XI. Actum Papiae._ Come vi possa essere tal
divario fra atti spediti nello stesso tempo dalla medesima cancelleria,
chi mel sa dire? Per me credo l'un di essi difettoso. Nell'ultimo di
questi privilegii, conceduto ad istanza di _Lamberto arcivescovo_ di
Milano, di _Guido vescovo_ di Piacenza, di _Benedetto vescovo_ di
Tortona e di _Gilberto illustre conte_, diletti consiglieri suoi,
Rodolfo concede ad _Adalberto vescovo_ di Bergamo e a' cittadini di
poter fortificare la loro città già distrutta, _quae nunc maxime
Suevorum et Ungarorum incursione turbatur_.