NOTE:

[1872] Liutprandus, Hist., lib. 2, cap. 15.

[1873] Chron. Vulturnense, P. II, tom. 1 Rer. Ital.

[1874] Chron. Arab., P. II, tom. 1 Rer. Ital.

[1875] Frodoardus, in Chron., tom. 2 Rer. Franc. Du-Chesne.

[1876] Antiq. Ital., Dissert. I.

Anno di CRISTO DCCCCXX. Indiz. VIII.

GIOVANNI X papa 7.

BERENGARIO imperadore 6.

Ricavasi da un diploma, da me dato alla luce[1877], che l'_imperador

Berengario_, stando in Pavia nel dì 26 di settembre di quest'anno,

confermò tutti i privilegii alla chiesa di Parma e ad _Aicardo vescovo_

di quella città, chiamato _Hercardo_ dall'Ughelli, _interveniente

Odelrico gloriosissimo marchione nostro_. Non so io dire se _Odelrico_,

il quale sosteneva ancora il grado di conte del sacro palazzo, fosse

marchese del Friuli, o pure di Milano. Fu dato quel diploma _VI kalendas

octobris, anno dominicae Incarnationis DCCCCXX, domni vero Berengarii

serenissimi regis XXXIII, imperii autem sui V, Indictione VIIII_

(cominciata nel settembre). _Actum Papiae._ Un altro suo privilegio,

dato medesimamente in Pavia nel dì 6 di settembre[1878], ho io tolto

alle tenebre. A questo medesimo anno dovrebbe appartenere un documento

dello stesso Berengario[1879], in cui dona alla chiesa di sant'Antonino

di Piacenza una picciola badia di santa Cristina posta in Pavia, ad

intercessione di _Grimaldo glorioso conte_, e per gli meriti di _Guido

vescovo_ di essa città di Piacenza. Dicesi dato quel diploma _XIII kal.

januar. anno dominicae Incarnationis DCCCCXXI, domni vero Berengarii

piissimi regis XXIV, imperii autem sui quinto, Indictione nona. Actum

Veronae._ Ma nel dì 20 di dicembre dell'anno 921 correva l'_anno VI_, e

non già il _V_, per le ragioni addotte all'anno 916. Perciò o qui viene

adoperato l'anno pisano, anticipante l'anno volgare, o pure ivi si ha da

scrivere _anno DCCCCXX_, nel cui dicembre correva l'_Indictione IX_, e

potea forse correre l'_anno XXXIV_ del regno. Truovasi parimente nella

cronaca farfense una confermazione di tutti i privilegii conceduti

all'insigne monistero di Farfa, fatta dal medesimo imperadore. Il

diploma porta queste note[1880]: _Datum II kalendas julii, anno

dominicae Incarnationis DCCCCXX, domni vero Berengarii XXVIII_ (si dee

scrivere _XXXIII_), _regni imperii autem V. Actum in curte Olonna._ Fra

l'altre cose egli conferma a quel monistero _quidquid Albericus marchio

in idem monasterium aliqua inscriptione condonavit in comitatu Firmano_.

Anche di qui può trasparire che il _marchese Alberico_, altre volte

nominato di sopra, fosse marchese di Camerino, ed anche duca di Spoleti,

giacchè il monistero farfense era nel ducato spoletino. L'autore della

suddetta Cronica fa menzione della marca di Fermo. La stimo io una cosa

stessa colla marca di Camerino. Attesero in questi tempi gli abbati di

monte Casino, di san Clemente di Casauria e di Volturno a rimettere in

piedi i lor monisterii già distrutti dai Saraceni. Merita poi d'essere

rammentata la donazione della corte di Prato Piano, posta nel

piacentino, che Berengario Augusto fece in quest'anno alla _diletta sua

moglie Anna_. Per intercessione di _Guido vescovo di Piacenza_ e di

_Odelrico inclito marchese_. Il diploma, da me pubblicato[1881], ha

queste note: _Data VI idus septembris, anno dominicae Incarnationis

DCCCCXX, domni vero Berengarii serenissimi regis XXXIII, imperii autem

sui VI, Indictione VIIII. Actum Papiae._ Ma qui dee essere scorretto

l'_anno VI_ dell'imperio, e in suo luogo s'ha da scrivere _anno V_. Ho

io altrove[1882] citato uno strumento autentico, da me veduto in Reggio,

con queste note: _Berengarius gratia Dei imperator Augustus, anno

imperii ejus quinto, decimo kalendas decembris, Indictione nona_, cioè

nell'anno presente. Come poi diplomi, che han tutta la ciera di

originali, contengano sì fatti sbagli, non si sa così facilmente

intendere. Moglie dell'Augusto Berengario era negli anni addietro

_Bertila_. Noi qui ora troviamo _Anna_, a cui nondimeno non è dato il

titolo di Augusta. Scrive il panegirista di Berengario una rilevante

particolarità circa l'anno 889[1883].

_. . . . . . Pariter tria fulmina belli_

_Supponidae coeunt: regi sociabat amico,_

_Quos tunc fida satis conjux: peritura venenis,_

_Sed postquam haustura est inimica hortamina Circes._

Era congiunta in primo matrimonio col re Berengario _Bertila_,

probabilmente figliuola di _Suppone_, veduto da noi duca di Spoleti

nell'anno 872. Ch'ella fosse vivente anche nell'anno 910, s'è osservato

di sopra. Di qui impariamo ch'essa fu levata dal mondo col veleno, e

pare che per la sua infedeltà tanto male le avvenisse. Dovette

Berengario passare alle seconde nozze con prendere questa _Anna_. Se

inoltre le desse il titolo di Augusta, nol saprei dire.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 264 / 339 题