NOTE:

[1864] Epidannus, in Chron.

[1865] Hermann. Contractus, in Chron.

[1866] Marian. Scottus, in Chronico et alii.

[1867] Continuator Rheginonis, in Chronico.

[1868] Antiquit. Italic., Dissert. XXXVI.

[1869] Ibid., Dissert. IX.

[1870] Antiq. Ital. Dissert. V, pag. 161 et seq.

[1871] Chron. Arab., P. II, tom. 1, Rer. Ital.

Anno di CRISTO DCCCCXIX. Indizione VII.

GIOVANNI X papa 6.

BERENGARIO imperadore 5.

È involta in un gran buio per questi tempi la storia d'Italia, non

restando nè storie nè atti per gli quali si venga in cognizione di quel

che operarono i papi, l'imperadore e gli altri principi d'Italia. Ci ha

nulladimeno conservata Liutprando[1872] una notizia che mi sia lecito di

riferire all'anno presente. Cioè che nacquero dissensioni fra

l'imperador _Berengario_ e _Guido duca_ di Toscana; che questi insieme

colla duchessa _Berta_ sua madre fu preso e messo in prigione in

Mantova. Ma che non potendo Berengario cavar dalle mani dei governatori

fedeli ad essa Berta le città e castella della suddetta Toscana, rimise

in libertà Guido e la madre. _Bertha autem_ (sono le sue parole)

_Adalberti uxor cum Widone filio post mariti obitum, minoris non facta

est, quam vir suus, potentiae. Quae tum calliditate et muneribus, tum

hymenaei exercitio dulcis, nonnullos sibi fideles effecerat._ Ma se

Liutprando vuol tutte le principesse d'allora donne prostitute, senza

che i mariti se ne alterassero punto, ci è ben permesso di ripetere

ch'egli era una mala lingua, nè merita fede la satira sua. In età almeno

di sessanta anni si trovava Berta in questi tempi; e questo autore è

dietro a farci vedere ch'ella adescasse amanti e fedeli colle sue

dissolutezze. Seguita poi a dire: _Unde contigit, ut dum paulo post a

Berengario simul cum filio caperetur, et Mantuae in custodia teneretur,

suas civitates et castella omnia Berengario minime reddiderit, sed

firmiter tenuerit, eamque postmodum de custodia simul cum filio

liberavit._ Null'altro sappiamo che questo poco di quell'avvenimento,

con ignorarne i motivi e la maniera, con cui la duchessa Berta e Guido

suo figliuolo restarono presi dall'Augusto Berengario. Circa questi

medesimi tempi _Landolfo_ ed _Atenolfo II_ principi di Benevento e di

Capoa ebbero guerra coi Saraceni, e l'ebbero ancora coi Greci padroni di

Bari e di altre città. L'autore della Cronica di Volturno[1873] cel fa

sapere con queste parole: _Ilis temporibus supradicti principes multa

cum Saracenis et Graecis certamina habuerunt; sed Dei misericordia

victoriam acceperunt._ In Sicilia, per attestato della Cronica

arabica[1874] sul fine di quest'anno, o pur nel seguente, si fece tregua

fra Salem governator moro e il popolo di Taormina: dal che scorgiamo che

duravano le turbolenze in quell'isola, e vedremo che per molto tempo

ancora tennero in esercizio le forze del sultano dei Mori, il quale

intanto raunò un possente esercito per mare e per terra, senza che si

conosca, se per ispedirlo in Sicilia, o pur verso altra parte. Sotto

quest'anno scrive Frodoardo:[1875] _Hungari Italiam, partemque Franciae,

regnum scilicet Lotharii, depraedantur._ Da alcuna altra storia non

abbiamo notizia di questa incursione degli Ungheri in Italia. Pure si

può credere. Stavano i popoli della Lombardia circa questi tempi in

continua apprensione della venuta di questi cani. Ho io renduta pubblica

la preghiera[1876] che allora quel di Modena faceva a san Geminiano suo

protettore, acciocchè egli intercedesse da Dio,

_Ut hoc flagellum, quod meremur miseri,_

_Coelorum Regis evadamus gratia._

_Nam doctus eras Attilae temporibus_

_Portas pandendo liberare subditos._

_Nunc te rogamus, licet servi pessimi,_

_Ab Ungarorum nos defendas jaculis._

Leggonsi ancora altri versi per incitare il popolo a far buona guardia

in que' calamitosi tempi.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 263 / 339 题