NOTE:

[1853] Fiorentini, Memor. di Matilde, lib. 3.

[1854] Antichità Estensi, P. I, cap. 22.

[1855] Liutprandus, Hist., lib. 2, cap. 13.

[1856] Liutprandus, Hist., lib. 3, cap. 12.

[1857] Chron. Farfens., P. II, tom. 2 Rer. Ital. Anonymus Salernitanus,

Paralipomen., Part. II, tom. 2 Rer. Ital.

[1858] Liutprandus, Hist., lib. 2, cap. 15.

[1859] Browerus, Antiquit. Fuldens., pag. 284.

[1860] Chronic. Casauriense, P. II. tom. 2 Rer. Ital.

[1861] Valesius, in Notis ad Panegyr. Berengar.

[1862] Antiquit. Ital., Dissert. VII.

[1863] Chronicon Arabicum, P. II, tom. I Rer. Ital.

Anno di CRISTO DCCCCXVIII. Indiz. VI.

GIOVANNI X papa 5.

BERENGARIO imperadore 4.

Benchè molti sieno gli scrittori sì antichi che moderni, i quali

riferiscono all'anno seguente la morte di _Corrado_ re di Germania, pure

Epidanno[1864], Ermanno Contratto[1865] ed altri[1866] storici,

seguitati in ciò dal padre Pagi, dall'Eccardo e da altri moderni, la

mettono accaduta nell'anno presente, prima del Natale del Signore. Fu

principe di gran valore, e di non minor prudenza e pietà. Contra degli

Ungheri ebbe più volte da sfoderar la spada, e continuò la guerra contro

di _Arrigo duca_ di Sassonia, chiamato dagli storici, per distinzione

dagli altri Arrighi, l'_Aucupe_, cioè l'Uccellatore. Pure, venuto a

morte, anteponendo l'amore del pubblico bene alle private sue passioni,

egli fu che consigliò ai principi del regno germanico di eleggere per

suo successore lo stesso Arrigo, principe ben meritevole di quella

dignità[1867]. A questo fine gl'inviò lo scettro, la corona e gli altri

ornamenti reali. Da un diploma, da me dato alla luce[1868], apprendiamo

che l'_imperador Berengario_ si trovava in Pavia nel dì 20 d'aprile

dell'anno presente, dove confermò ai canonici di Padova i lor privilegii

e beni. Leggonsi ivi queste note: _Data XII kalendas maii, anno

dominicae Incarnationis DCCCCXVII; domni vero Berengarii piissimi regis

XXXVI, imperii anno III, Indictione VI. Actum civitate Papiae._ Ma si

dee scrivere _anno DCCCCXVIII_, seppure non si vuol ricorrere all'anno

pisano: il che difficilmente m'induco io a credere. Son guasti ancora

gli anni del regno, perchè allora era in corso l'_anno XXXI_. Ho io

parimente pubblicato[1869] un bel placito, tenuto in Milano _anno

imperii domni Berengarii imperatoris tercio, mense aprilis, Indictione

VI_, cioè nell'anno presente. Il suo principio è questo: _Dum in Dei

nomine civitate Mediolani, curte ducati in laubia ejusdem curtis in

judicio resideret Berengarius nepus et missus domni et gloriosissimi

Berengarii serenissimi imperatoris avio et senior ejus, qui in comitatu

mediolanense ab ipso imperatore missus esset constitutus, tamquam comes

et missus discurrens_, ec. Questo _Berengario_ era figliuolo di

_Adalberto marchese_ d'Ivrea, e di _Gisla_ figliuola dell'Augusto

Berengario. Noi il vedremo a suo tempo re d'Italia. La _corte del

ducato_, che si vede in Milano, significa il palazzo, dove solevano

abitare i duchi. In altre città s'incontra la _corte ducale_, che vuol

dire lo stesso. Le carte poi di questi tempi ci fanno vedere in Roma e

nel suo ducato molti nobili che insieme sono appellati _consoli e

duchi_, siccome ho mostrato altrove[1870]: probabilmente _consoli_,

perchè membra del senato romano, il quale tuttavia durava; e _duchi_,

perchè governatori di qualche città. Riuscì in quest'anno, oppure nel

seguente, ai Siciliani e Mori ribelli[1871] di costringere alla resa nel

dì 12 di marzo la città di Palermo dopo sei mesi d'assedio, con lasciare

la libertà al presidio africano. Salem fu creato Amira, ossia governator

generale della Sicilia. E sul fine dell'anno venne fatto ai Mori di

occupare anche la città di Reggio in Calabria.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 262 / 339 题