NOTE:

[1799] Cedrenus, Leo Grammaticus et alii.

[1800] Rubeus, Hist. Ravenn., lib 5.

[1801] Pagius, ad Annales Baron.

[1802] Frodoardus, de Roman. Pont., P. II, tom. 3 Rer. Ital.

[1803] Lambecius, Rer. Hamburg., lib. 1.

[1804] Baron., in Annal. Eccles.

[1805] Petrus Mallius, de Basil. Vatic., in Actis Sanctor., tom. 7.

[1806] Sigebertus, in Chronico.

[1807] Liutprandus, Hist., lib. 2, cap. 13.

[1808] Leo Ostiensis, in Chron., lib. I, cap. 61.

[1809] Anonymus Salernit., Paralipom., P. II, tom. 2 Rer. Ital.

[1810] Antiquit. Ital., Dissert. XXII.

[1811] Marian. Scotus, Hepidannus, Hermannus Contractus et alii.

[1812] Echeardus, de Cas. Monast. S. Galli, cap. I.

Anno di CRISTO DCCCCXII. Indiz. XV.

ANASTASIO III papa 2.

LODOVICO III Imperadore 12.

BERENGARIO re d Italia 25.

Mercè del saggio governo del re _Berengario_ continuò la quiete e pace

nel cuor dell'Italia in questi tempi, perchè egli sapeva rendersi

benevoli gli allora formidabili Ungheri, trattenendoli dal tornare in

Italia. Duravano solamente gli affanni nella Campania per le scorrerie

dei Saraceni abitanti presso al fiume Garigliano, e ne' confini del

Piemonte e delle circonvicine parti, a cagion degli altri Saraceni

spagnuoli che dimoravano in Frassineto. Tornarono in quest'anno gli

Ungheri a devastar la Sassonia e Turingia. Ma nella Gallia, dove per

tanti anni addietro i Normanni, peste del genere umano, aveano riempiute

tutte le occidentali provincie d'incendii, ruberie e morti, finalmente

si cominciò a respirare[1813] col ripiego preso di cedere a _Rollone_,

capo di que' masnadieri, quel tratto di paese che cominciò ad appellarsi

Normandia. A questo s'indusse _Carlo il Semplice_ re della Gallia per le

istanze de' suoi baroni. _Rollone_, con abbracciare la religion

cristiana, e ricevere il santo battesimo, in cui gli fu mutato il

proprio nome in quello di _Roberto_, condusse anche il popolo suo a

rinunziare agl'idoli, e diede principio ad un insigne ducato in quelle

parti. Noi vedremo, nel secolo susseguente, la lor nazione in grand'auge

anche in Italia. Mancò di vita nel presente anno _Rodolfo I_ re di

Borgogna[1814], e in luogo di lui assunse il governo di quel regno

_Rodolfo II_ suo figliuolo. Questo principe ancora si lascierà vedere in

Italia da qui a pochi anni, e farà parlar di sè stesso. Possedeva il

celebre monistero della Nonantola, secondo l'uso di questi tempi, fra

gli altri monisteri da sè dipendenti, uno d'essi situato nel distretto

di Trivigi, e fondato da _Gherardo conte_ più di cento anni prima[1815].

Nella irruzione degli Ungheri restò affatto distrutto quel sacro luogo,

e seppellito nelle rovine il sepolcro de' santi martiri Senesio e

Teopompo, i corpi de' quali ivi riposavano. Ebbe premura _Pietro abbate_

nonantolano che questi sacri pegni fossero trasportati a Nonantola; e

una tal traslazione fu fatta nell'anno presente, come ha il

Sigonio[1816] e il catalogo degli abbati nonantolani da me dato alla

luce[1817]. Leggesi presso l'Ughelli descritta essa traslazione da un

antico scrittore. Fu questo l'ultimo anno della vita di _Pietro Tribuno_

doge di Venezia. Il Dandolo[1818] ripruova l'avere alcuni scritto

ch'egli fu un principe iniquo e pessimo, e che per gli suoi demeriti fu

ucciso dal popolo, sapendosi da autentiche scritture aver fatta lega in

lui la benignità colla saviezza, e ch'egli, dopo aver pacificamente

governato il suo popolo per ventitrè anni e ventitrè giorni, era di

morte naturale mancato. Per elezione del popolo fu sustituito in suo

luogo _Orso Particiaco_, ossia _Participazio II_, soprannominato

Paureta. Inviò questi da lì a poco alla corte di Costantinopoli _Pietro_

suo figliuolo a significare al greco Augusto la promozione sua.

Probabilmente era allora imperadore _Costantino Porfirogenito_

fanciullo, perchè in quest'anno morì _Alessandro_ suo zio. Molte

finezze, molti regali ricevette il veneto giovine; e ornato ancora del

titolo di _protospatario_ se ne tornava tutto contento a casa, quando

sui confini della Croazia fraudolentemente si trovò preso da _Michele

duca_ di Schiavonia, spogliato di quanto avea, e consegnato a _Simeone

re_ dei Bulgari. Se volle Orso doge riavere il figliuolo, fu necessitato

a spedire in Bulgaria _Domenico_ arcidiacono di Malamocco, che con

grandissimi doni il riscattò, e in benemerito fu dipoi creato vescovo

della sua chiesa. Abbiamo dagli storici greci[1819] che il suddetto re

dei Bulgari in questo medesimo anno con un copioso esercito passò ad

assediar Costantinopoli; ma conosciuto che troppo duro era quell'osso,

diede orecchio a chi trattò di pace; laonde carico d'oro e di altri

regali se ne tornò alle sue contrade. Trovandosi il _re Berengario_ in

Pavia, diede facoltà, siccome accennai di sopra, a _Resinda badessa_ del

monistero di Posterla di poter fabbricare castelli, cioè fortezze nelle

ville e tenute del suo monistero[1820], _cum bertiscis, merulorum

propugnaculis, aggeribus, atque fossatis, omnique argumento, ad

paganorum deprimendas insidias_. Vuol dire per difendersi dalla pessima

generazion degli Ungheri pagani. Anche nell'anno precedente avea

Berengario accordata una simile facoltà a _Pietro_ vescovo di Reggio,

come costa da altro suo diploma. Di qua poi venne che specialmente per

la Lombardia più di prima si cominciarono a fabbricar fortezze, rocche,

torri e castella ben munite in tal copia, che nel secolo susseguente si

mirava in queste contrade, per così dire, una selva di questi luoghi

forti; ed ogni signorotto, non che i marchesi, conti ed altri signori

potenti, n'era provveduto.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 255 / 339 题