NOTE:

[1563] Hermann. Contractus, in Chron.

[1564] Annales Fuldenses Freherii.

[1565] Labbe, Concil., tom. 9.

[1566] Ughell., Ital. Sacr., tom. 2 in Episcop. Faesulan.

[1567] Rena, Serie de' duchi della Toscana, p. 122.

[1568] Antiquit. Ital., Dissert. LXVII.

[1569] Lupus Protospata, in Chron. apud Peregr.

Anno di CRISTO DCCCXCI. Indizione IX.

FORMOSO papa 1.

GUIDO imperadore 1.

BERENGARIO re d'Italia 4.

Quale stretta corrispondenza passasse fra papa _Stefano_ e _Guido_ re

d'Italia, l'abbiam già veduto di sopra. Seppe ben profittar Guido di

questo favorevol vento; e però nulla paventando dalla parte di

Berengario, scemato troppo di forze, s'inviò a Roma, e da esso papa

impetrò d'essere creato e incoronato imperador de' Romani nell'anno

presente, e non già nel seguente, come immaginò il cardinal

Baronio[1570] con altri. Il preciso giorno della sua coronazione, già

dottamente avvertito dal Sigonio[1571], fu il dì 21 di febbraio, ciò

costando da un suo diploma da lui veduto, e poi pubblicato

dall'Ughelli[1572], e da un altro da me[1573] dato alla luce, in cui

Guido conferma ad _Ageltruda_ imperadrice sua moglie, sorella del

suddetto _Ajone_ principe di Benevento, e per conseguente figliuola del

fu parimente principe _Adelgiso_, tutti i beni a lei appartenenti o per

eredità o per donazione sua. Fu dato questo diploma _kalendas martii,

Indictione VIII, anno Incarnationis Domini DCCCXCI, regnante domno

Widone in Italia anno regni ejus III, imperii illius die prima. Actum

Roma_. Abbiamo anche pubblicata dal Campi[1574] una bolla del medesimo

_papa Stefano_ con cui sono confermati a _Bernardo vescovo_ di Piacenza

tutti i suoi privilegii e diritti. Fu essa scritta _per manum Anastasii

regionarii et scriniarii sanctae romanae Ecclesiae in mense februarii,

Indictione nona. Data IV kalendas martias per manum Zachariae primicerii

sanctae sedis apostolicae, imperante domno piissimo Augusto Wido a Deo

coronato, magno, pacifico imperatore anno primo, et post consulatum ejus

anno primo, Indictione nona_, cioè nell'anno presente, e nel dì 26 di

febbraio. Altre pruove ci sono che in quest'anno e mese ci fan conoscere

indubitata la coronazione imperiale di Guido. Veggasi ancora uno

strumento pisano, da me riferito altrove[1575]. Nella bolla di piombo

pendente dai suoi diplomi, da me veduta, si mira nell'una parte il suo

busto col capo coronato e con lo scudo, e all'intorno WIDO IMPERATOR

AVG.; e nell'altra RENOVATIO REGNI FRANC.: dal che era ben lontano

questo imperadore, neppur signore di tutta l'Italia. Se gli andavano

bene gli affari, fors'egli avea la mira di far delle conquiste anche in

Francia, siccome apparisce dalle lettere di _Folco arcivescovo_ di

Rems[1576]. E correa voce in Francia che questo prelato, benchè si

mostrasse tutto favorevole a Carlo il Semplice, pure tenesse segreta

corrispondenza con esso Guido imperadore per tirarlo in Francia. Ma dopo

questa funzione pochi mesi sopravvisse il buon papa _Stefano V_, certo

essendo che egli passò nell'anno presente ad una vita migliore. Era in

questi tempi sconcertata di molto la buona armonia del clero e popolo

romano per le due potenti fazioni che vi predominavano, cominciate negli

anni addietro. Abbiamo da Liutprando[1577] che seguì non lieve scisma

nell'eleggere il novello papa. Concorse l'una parte del clero e popolo

nella persona di _Sergio_ diacono della Chiesa romana; ma allorchè egli

saliva all'altare per essere consecrato, la contraria parte prevalendo,

violentemente lo scacciò, e fece consecrar _Formoso vescovo_ di Porto,

da loro eletto e stimato assai _pro vera religione, divinarumque

Scripturarum et doctrinarum scientia_. Ma s'inganna Liutprando. Questa

elezione e caduta di Sergio accadde solamente nell'anno 898, siccome

vedremo. Liutprando prende non pochi altri abbagli negli avvenimenti di

questi tempi, perchè non succeduti ai suoi giorni. Ora noi troviam qui

divisi i giudizii dei posteri. Il cardinal Baronio[1578] è tutto per

_Formoso_, esaltando le sue molte virtù, e credendolo indebitamente già

scomunicato da papa _Giovanni VIII_. Il padre Mabillone[1579] ed altri

nol sanno credere esente da colpa, perchè adducono i motivi di quella

scomunica, che non erano noti ai tempi del cardinal Baronio. Certamente

pare che non mancasse l'ambizione di gustar in Formoso gli ornamenti

della religione e della sacra letteratura, commendata in lui da

Liutprando e da altri. Nè lasciò il partito contrario di fargli guerra,

finchè egli visse, e peggio dopo la sua morte, siccome vedremo. Il suo

avversario Sergio, non credendosi sicuro in Roma, si rifugiò in Toscana

sotto l'ali di _Adalberto II duca_ e marchese di quella provincia.

In quest'anno, se vogliamo stare all'opinione dell'Eccardo e d'altri,

venne in Italia _Zventebaldo_, spedito con un esercito dal _re Arnolfo_

suo padre in aiuto del _re Berengario_, che si trovava a mal partito; e

fu assediata da essi, ma indarno, Pavia. Secondo me, appartiene un tal

fatto all'anno 893, dove ne parleremo. Pretende l'Eccardo che il

suddetto Zventebaldo abbandonasse l'assedio di quella città nel mese di

marzo del corrente anno, perchè il panegirista di Berengario[1580]

scrive che questo giovane principe chiamato da lui _Sinibaldo_ alla

maniera degl'Italiani,

_It monitu regis patrias Sinibaldus ad oras:_

_Tertia vix lunae se cornua luce replerant._

Non appartengono a quest'anno quei versi, siccome dirò più abbasso; e

poteva accorgersene lo stesso Eccardo al considerare che _Guido_ fu

coronato imperadore in Roma nel dì 21 febbraio del presente anno, e

trovandosi colà, non poteva essere in Pavia, che fu assediata di

febbraio; e noi sappiamo da Liutprando e dal panegirista suddetto che

Guido in persona sostenne quell'assedio, e però non può essere succeduto

nell'anno presente. Riportò bensì in quest'anno il re Arnolfo un'insigne

vittoria contra de' Normanni. Reginone scrive che _ex innumerabili

multitudine vix residuus fuit qui ad classem adversum nuncium

reportaret_. Non c'è obbligazione di credergli tutto questo gran

flagello. Per la morte di _Ajone principe_ di Benevento restò quel

principato in una somma debolezza con rimanere nelle mani di _Orso_ suo

figliuolo, inetto al governo, perchè fanciullo di soli sette anni. Di

questa svantaggiosa situazione de' Beneventani ben consapevoli i Greci,

non istettero colle mani alla cintola, bramosi ancora di far vendetta

della guerra lor fatta dal defunto Ajone[1581]. Avea poco dianzi _Leone

il Saggio imperador_ d'Oriente spedito per generale delle sue armi in

Italia _Simbaticio_, appellato da Leone Ostiense[1582] _imperialis

protospatarius, et stratigo Macedoniae, Thraciae, Cephaloniae, atque

Langobardiae_. Davano i Greci il nome di _Lombardia_ a quel tratto di

paese ch'essi possedevano in Calabria e nella Puglia, e in altri siti

del regno ora di Napoli. Ora costui mise l'assedio nel dì 13 di luglio

dell'anno presente alla città di Benevento, ben conoscendo che

l'_imperador Guido_, troppo impegnato nella Lombardia maggiore per la

guerra tuttavia durante contra di Berengario, non avrebbe mosso un dito

per disturbar quell'impresa. Fecero una lunga e vigorosa resistenza i

Beneventani; ma in fine, perchè non aveano forze da poter fare sloggiare

i Greci, nè altronde speravano aiuto, lusingati ancora dalle promesse di

un soave trattamento, che Simbaticio andava loro con segrete ambasciate

facendo penetrare: capitolarono la resa della città, dove pacificamente

entrarono i Greci nel dì 18 d'ottobre, divenendo padroni di tutte le

dipendenze di quel principato. In quest'anno ancora, per attestato del

Dandolo[1583], _Pietro doge_ di Venezia avendo spedito a Pavia i suoi

ambasciatori a Guido Augusto, _ab eo obtinuit privilegium in ea forma,

qua praedecessores sui imperatores ducibus Venetiarum retroactis

temporibus concesserant_. Fu rapportato dal cardinal Baronio e dal padre

Mabillone un diploma di Guido Augusto, dato in questo anno nel dì primo

o nel dì 15 di novembre in Balva, città allora del ducato di Spoleti,

dove era egli capitato, _e Benevento redeuntes nostra cum conjuge_, la

quale gli partorì _Lamberto_ suo figliuolo, che vedremo imperadore

nell'anno seguente: per la qual grazia a lui conceduta da Dio egli dona

al monistero volturnense una chiesa, e tanto oro quanto pesa il real

fanciullo[1584]. Ho io prodotto alcune difficoltà intorno a questo

documento, il quale, quando mai si supponesse nato _Lamberto_ in

quest'anno, vien certamente da me creduto aprocrifo, perchè molto prima

era venuto alla luce questo principe; oltre di che, non potè Guido

tornare in tempi tali da Benevento che era in mano de' Greci.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 234 / 339 题