NOTE:

[1129] Annales Franc. Bertiniani.

[1130] Nicetas, in Vit. S. Ignatii.

[1131] Mabillonius, in Annal. Benedictin. ad ann. 857.

[1132] Ughell., Ital. Sacr., tom. 2, in Episc. Ferrariens.

[1133] Mabillonius, Saecul. IV Benedictin., P. I.

Anno di CRISTO DCCCLVIII. Indizione VI.

NICCOLÒ papa 1.

LODOVICO II imp. 10, 9, e 4.

Giunse in quest'anno al fine di sua vita il buon pontefice _Benedetto_

III, e, secondo i conti del padre Pagi, succedette la morte sua nel dì 8

di aprile[1134]. Insigni memorie della sua pia munificenza lasciò

anch'egli verso le chiese di Roma. Molto non era che l'_imperador

Lodovico_ venuto a Roma per non so quali affari, ne era anche partito.

Ma non così tosto ebbe intesa la perdita di questo dignissimo papa, che

frettolosamente se ne ritornò a Roma per impedir le dissensioni e gli

scandali nell'elezione del nuovo pontefice. Per quanto scrive Anastasio

bibliotecario, restò di concorde volere del clero, de' nobili e del

popolo romano eletto pontefice _Niccolò I_ diacono, personaggio di

sangue nobile e più nobile per gli suoi virtuosi costumi. Ma negli

Annali bertiniani si legge, ch'egli _Praesentia magis ac favore Ludovici

regis et procerum ejus, quam cleri electione substituitur_. E riuscì uno

de' più riguardevoli papi che s'abbia avuto la Chiesa di Dio. La sua

consecrazione fu fatta nella basilica vaticana nel dì 27 d'aprile; dopo

di che condotto alla lateranense, quivi, con immenso giubilo di tutta la

città, fu coronato. Tre giorni dopo la sua consecrazione pranzarono

insieme con somma carità il papa e l'imperadore; e questi poi, fatta

partenza da Roma, andò a fermarsi ed attendarsi colle sue genti ad un

luogo appellato Quinto. Colà volle portarsi per fargli una visita il

nuovo papa insieme coi baroni romani. A tale avviso l'Augusto Lodovico

gli venne incontro, e a piedi, presa la briglia del cavallo pontificio,

a guisa di un valletto addestrò esso papa, per quanto si stende un tiro

di saetta. Dopo varii amichevoli ragionamenti, e dopo un lauto convito

nel padiglione imperiale, il papa magnificamente regalato

dall'imperadore risalito a cavallo tornossene a Roma. Accompagnollo per

buon tratto di strada l'imperadore anch'esso a cavallo, finchè giunsero

in una larga campagna, dove esso Lodovico smontato di nuovo, per

alquanto spazio l'addestrò, e dopo essersi più volte baciati, finalmente

si separarono. Abbiamo poi dagli Annali di Fulda[1135], che trovandosi

nel febbraio dell'anno presente _Lodovico re di Germania_ nella città di

Ulma, quivi se gli presentarono due ambasciatori dell'_imperador

Lodovico_ suo nipote, cioè _Notingo vescovo_ di Brescia ed _Eberardo

conte_, che si può francamente credere quel medesimo che in questo tempo

era duca ossia marchese del Friuli. Diede loro udienza, e li rimandò,

senza che si sappia il motivo di tale spedizione. S'era fin dall'anno

precedente ribellata al re _Carlo Calvo_ non poca parte de' suoi popoli,

al vedere che con saputa di lui si commettevano assaissime iniquità, e

ch'egli quasi uomo da nulla non si applicava a reprimere le incursioni

de' Normanni che mettevano sossopra il suo regno. Ricorsero costoro per

aiuto a _Lodovico re di Germania_ e gli promisero la signoria d'esso

regno. Dicono che egli avesse ribrezzo a prendere le armi contra del

fratello: tuttavia col pretesto di sovvenire al bisogno de' popoli, ma

in fatti per appagar la sete della non mai sazia ambizione passò con un

grossissimo esercito in Francia, e cominciò quivi a far da padrone, con

donar largamente contadi, monisteri, ville regie e poderi a chiunque

abbracciava il suo partito: il che fu cagione che il re Carlo Calvo si

fuggisse in Borgogna. Ma avendo licenziata l'armata sua, e troppo

fidandosi di chi l'avea fatto colà venire, trovossi al fine burlato, e

gli convenne nell'anno seguente tornarsene a casa assai malcontento del

colpo fallito. Non pochi vescovi tennero saldo pel re Carlo, e giunsero

anche a scomunicar pubblicamente esso re Lodovico. In favor suo

parimente si dichiarò _Lottario re della Lorena_, fratello

dell'imperador Lodovico, il quale in quest'anno non potendo reggere alle

istanze de' suoi baroni, ripigliò bensì in corte la regina _Teotberga_,

ma, messe a lei le guardie, non la lasciava parlare se non con chi a lui

parea.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 200 / 339 题