[1123] Annales Francor. Bertiniani.
[1124] Margarinius, Bullar. Casinens., tom. 2.
[1125] Dandul., in Chr., tom. 12 Rer. Italic.
[1126] Anonymus Salern., Paralipom., cap. 79.
[1127] Erchempert., Chron. c. 27. Chron. Vulturn. P. II, tom. 1 Rer.
Ital.
[1128] Anastas. Biblioth., in Vit. Benedicti III.
Anno di CRISTO DCCCLVII. Indizione V.
BENEDETTO III papa 3.
LODOVICO II imp. 9, 8 e 3.
Due strepitose brighe in questi tempi insorsero che diedero per gran
tempo da faticare alla sede apostolica. Avea nell'anno antecedente
_Lottario_ re della Lottaringia, ossia della Lorena, fratello
dell'imperador _Lodovico_, presa per moglie _Teotberga_, e dichiaratala
regina. Ma egli anche prima teneva un segreto legame di affetto con
Gualdrada sua concubina. Gli Annali bertiniani[1129] notano, che vivendo
anche _Lottario Augusto_ suo padre, egli menava una vita dissoluta negli
adulterii. Poi soggiungono, che prevalendo le fiamme della sua impurità
e l'attaccamento a Gualdrada, cominciò ben tosto, cioè nell'anno
presente, a rigettar dal suo letto, e poi dalla corte la regina
Teotberga; il che cagionò dei gravi sconcerti, de' quali parla a lungo
la storia ecclesiastica. Peggiore di lunga mano fu l'altro affare.
Passava da gran tempo buona armonia e unità di dottrina fra la santa
sede romana e i patriarchi d'Oriente[1130], ed allora spezialmente
sedeva nella cattedra di Costantinopoli _Ignazio_ personaggio di santa
vita. Perchè questo zelantissimo pastore non volle condiscendere ad
alcune empie dimande dell'imperador _Michele_, fu deposto; e _Fozio_,
uomo laico di gran sapere, ma di maggiore ambizione, e mirabile
imbroglione di questi tempi, che avea soffiato segretamente in quel
fuoco, seppe così bene adoperarsi, che venne ad occupare la sedia
patriarcale tolta al vero pastore. Di qui ebbe principio lo scisma de'
Greci, che cessò bene da lì a qualche tempo, ma non ne seccarono mai le
radici, le quali risorsero poi più vigorose che mai nel secolo undecimo,
e durano tuttavia con lagrimevol separazione dei Greci dalla Chiesa
romana maestra di tutte l'altre. Non si può dire quante cure costasse,
quanti affanni ai papi susseguenti una tal mutazione di cose nella real
città e Chiesa di Costantinopoli. Ne accenneremo qualche altra notizia
andando innanzi, con riserbarne il disteso racconto a chi vorrà
consultar sopra ciò la storia ecclesiastica. Nell'anno presente ancora,
secondo gli Annali di san Bertino, l'_imperador Lodovico_ fece un
abboccamento con _Lodovico re della Germania_ suo zio, e fra di loro fu
conchiuso, o confermato un trattato di lega. Quest'anno riferisce il
padre Mabillone[1131] un avvenimento preso dall'Italia sacra
dell'Ughelli[1132], cioè la fabbrica del monistero di san Bartolomeo di
Ferrara, e la presa e distruzion di Comacchio fatta dalle armi de'
Veneziani, irritati perchè _Marino conte_ di quella città avesse
carcerato Badoario nipote di _Giovanni_ doge di Venezia, nell'andare
ch'egli faceva a Roma, e datagli anche una ferita, per cui si morì. Ma
quel racconto è sporcato da non poche favole; e l'affare di Marino
conte, siccome vedremo, accadde circa l'anno 881. Intanto i Normanni
flagellavano a più non posso la Francia, con aver portata la desolazione
fino alla stessa città di Parigi, e a quelle di Tours, Blois, Roano,
Beauvais, ed altre. E che parte d'essi ancora giugnesse per mare a
danneggiar l'Italia, si raccoglie dalla storia della traslazione di san
Filiberto abbate, data alla luce da esso padre Mabillone[1133]. Le
traslazioni appunto dei corpi de' santi in questi tempi seguitavano ad
essere frequenti in Francia e in Germania, cercando tutti di mettere in
salvo le reliquie de' loro santi, e di sottrarle alla rabbia de'
Normanni, tutti allora gente pagana e nemica del nome cristiano.