[1100] Annales Franc. Bertiniani.
[1101] Labbe, Conciliorum tom. 8.
[1102] Antiquitat. Italic., Dissert. LXI.
[1103] Asser, Hist. Anglican.
[1104] Anonym. Salernitan., Paralipom., cap. 80.
[1105] Chron. Vulturnens., Part. II, tom 1 Rer. Italic.
[1106] Chron. Vulturnens. P. II, tom. 1 Rer. Ital.
Anno di CRISTO DCCCLIV. Indizione II.
LEONE IV papa 8.
LOTTARIO imper. 35, 32 e 15.
LODOVICO II imperad. 6 e 5.
Correvano già quarant'anni che la città di Centocelle, colle mura per
terra, e dagli abitanti fuggiti, per timore de' Saraceni, abbandonata,
era divenuta un deserto[1107]. I suoi cittadini, a guisa di fiere,
abitavano per gli boschi e monti, e neppur ivi si tenevano sicuri.
Pensava tutto dì il vigilantissimo _papa Leone_ alla maniera di sovvenir
alle miserie e al bisogno di questi suoi sudditi. Ispirato da Dio, fece
cercare un sito proprio per fondarvi una nuova città, dove fosse
abbondanza di acque e comodo per mulini. Si ritrovò questo dodici miglia
lungi dalla suddetta città di Centocelle, e però quivi con tutto vigore
fu dato principio alla fabbrica delle mura, delle porte, chiese e case;
e compiuto il lavoro, vi si portò il papa a visitarlo e benedirlo, con
ordinar che tal città portasse da lì innanzi il nome di _Leopoli_.
D'essa oggidì forse non resta vestigio. E perciocchè quegli abitanti col
tempo dovettero tornare alla città vecchia di Centocelle, però
giustamente si può conghietturare che il nome di _Centocelle_ si mutasse
nel moderno di _Cività Vecchia_. Restò in quest'anno alquanto turbata la
buona armonia fra _Lottario imperadore_ e il _re Lodovico_ suo
fratello[1108]. Una parte del popolo di Aquitania, disgustata del _re
Carlo Calvo_, mandò ad esibirsi pronta a ricevere per suo re _Lodovico_
figliuolo di esso _Lodovico re della Germania_. Non lasciò l'ingorda
ambizione cadere per terra cotal offerta. Andò esso giovane Lodovico, e
fu accettato da quella fazione. Mise questa novità il cervello a partito
del re Carlo; e però si strinse in lega particolare coll'imperador
Lottario, al quale neppur piacea che il fratello Lodovico volesse
accrescere la sua potenza collo spoglio degli altri fratelli. Passò il
re Carlo in Aquitania collo esercito suo, ma non altro fece che mettere
a fuoco parte del paese. Essendovi nondimeno ritornato con più
forze[1109], e scorgendo il giovane Lodovico che non mancavano
nell'Aquitania varii popoli contrarii ai di lui disegni, abbandonò
quell'impresa e tornossene a casa: e tanto più perchè _Pippino_
figliuolo del già _re Pippino_, scappato dal monistero, dove stava
rinchiuso, fu ben accolto dalla maggior parte degli Aquitani. Per
cagione di tali turbolenze seguì nell'anno presente un abboccamento fra
i due fratelli _Lottario imperadore_ e _Lodovico re_ di Germania. Sulle
prime passarono fra loro delle parole calde; ma in fine si rappezzò la
buona amicizia: del che prese molta gelosia e sospetto il _re Carlo
Calvo_. In quest'anno, secondo i conti di Camillo Pellegrino, terminò il
corso di sua vita _Radelgario_ principe di Benevento. Ma forse all'anno
precedente si dee riferire la sua morte[1110]. Ebbe per successore
_Adelchi_ ossia _Adelgiso_ suo fratello, uomo di costumi dolci e
mansueti, e sì cortese, che non v'era persona che non lo amasse.
Contuttociò, a cagion de' Saraceni e della division del ducato, ogni dì
più andavano peggiorando gli affari in quelle contrade. Nè si dee
tralasciare che in questi tempi, per quanto eruditamente osservò il
padre Mabillone[1111], fioriva in Roma _Giovanni Diacono_ della santa
Chiesa romana, autor della vita di san Gregorio Magno e d'altre opere,
delle quali fa menzione la storia letteraria. Da un placito, che si
legge nella Cronica del monistero di Volturno[1112], si raccoglie che in
questi tempi era tuttavia duca di Spoleti Guido, di cui fu fatta
menzione nell'anno antecedente. In quest'anno noi troviamo Lodovico II
Augusto in Brescia nel dì 13 di giugno, dove con suo diploma confermò i
beni della chiesa di Novara a _Dodone_ vescovo. In esso egli s'intitola
_imperadore augusto, e figliuolo dell'invittissimo signore Lottario
imperadore_.