NOTE:

[1088] Annales Franc. Metenses.

[1089] Bullar. Casinens., tom. 2.

[1090] Chron. Casauriens. P. II. tom. 2 Rer. Ital.

[1091] Leo Ostiensis, lib. 1, cap. 31.

[1092] Chron. Fontanell. apud Du-Chesne tom. 2, Rer. Franc. Mirac. S.

Bavon. apud Mabillon. Saec. II Bened.

[1093] Erchempertus, Hist., cap. 19.

[1094] Anonymus Salernitan., Paralipom. cap. 78.

[1095] Antiquit. Italic., Dissertat. XXXI, pag. 951.

Anno di CRISTO DCCCLII. Indizione XV.

LEONE IV papa 6.

LOTTARIO imperad. 33, 30 e 13.

LODOVICO II imperad. 4 e 3.

Tale e tanta fu l'assistenza e premura del sommo _pontefice Leone_ per

la fabbrica della già ideata ed incominciata città intorno alla basilica

vaticana, che in questo anno essa si vide felicemente compiuta[1096].

Scelse egli il dì 28 di giugno, cioè la vigilia della festa de' santi

apostoli Pietro e Paolo per benedirla: il che fu fatto con incredibil

letizia di tutto il popolo romano, e coll'intervento di tutti i vescovi

e sacerdoti, con una divota processione d'esso papa e clero, che a piè

nudi e colla cenere sul capo fecero il giro delle mura, ed implorarono

l'aiuto e la protezione di Dio sopra la nuova città. Ad essa fu posto il

nome di _città leonina_; e il papa in tal occasione fece dei magnifici

regali al clero, alla nobiltà romana e a varie altre persone. Nè qui si

fermò l'insigne vigilanza di questo pontefice. Andava egli tutto dì

pensando come si potesse rimettere in buono stato la disabitata città di

Porto, per assicurarla dai tentativi de' Saraceni che erano in questi

tempi il terrore del litorale mediterraneo de' Cristiani in Italia,

siccome i Normanni erano per la Francia. Volle Dio che circa questi

tempi capitassero a Roma, per chiedere a lui soccorso, alcune migliaia

di Corsi fuggiti dal loro paese per paura de' suddetti Mori. Gli accolse

con amore di padre il buon papa, ascoltò con tenerezza tutti i loro

affanni, e ad essi in fine esibì il soggiorno nella suddetta città, e

terre e prati e vigne per le loro famiglie, che erano della camera

pontificia e dei monasteri e d'altre persone, purchè promettessero

d'essere fedeli a lui e ai successori pontefici in avvenire. Promise

quella gente non solamente la dovuta fedeltà, ma eziandio di vivere

sempre e morire in quel luogo; e però il pontefice a titolo di limosina

in _benefizio delle anime degl'imperadori Lottario e Lodovico_, e della

sua propria, assegnò loro quelle abitazioni, e ne spedì la bolla, con

dichiarare che quel dono durerebbe finchè essi Corsi fossero fedeli ed

ubbidienti ai papi e al popolo romano. Trovavansi parimente diroccate le

mura e porte d'Orta e d'Ameria, cioè aperto il campo ai ladri ed

assassini di danneggiar gli abitatori di quelle città. Accorse al

bisogno loro la munificenza dell'ottimo pontefice; nè passò molto che di

nuove mura e porte avendole cinte, le assicurò dai pericoli ne' tempi

avvenire. In quest'anno ci assicurano gli Annali di san Bertino[1097]

che l'imperador _Lodovico II_, il quale si trovava in Mantova nel dì

_VIII kal. martias_, come risulta da un diploma[1098], si portò con una

buona armata nel ducato di Benevento, ed assediò la città di Bari, tempo

fa occupata, come di sopra dicemmo, e signoreggiata dai Saraceni, da

dove poi facevano spesso scorrerie a danneggiare i circonvicini paesi.

Avevano già le sue macchine, dopo molto tempo e fatiche, aperta la

breccia, ed egli era risoluto di passare all'assalto con tutta apparenza

di potervi entrar colla forza: quando alcuni suoi poco saggi consiglieri

il fecero desistere, col pretesto che molto tesoro era in quella

raunato, e tutto si perderebbe, se la città restava presa per assalto, e

che era meglio guadagnarla per capitolazione. Ma i Mori nella notte

seguente seppero così ben profittare del tempo loro lasciato, che

chiusero la breccia con una forte travata, dimodochè nel dì seguente si

risero della bravura ossia della semplicità degli assedianti. E

l'Augusto Lodovico non volendo maggiormente consumar la sua armata

intorno a sì forte città, se ne tornò con poca gloria in Lombardia.

Erchemperto[1099] anch'egli fa menzione di questo fatto, con dire che i

_Saraceni_, chiamati da lui _Agareni_, ed _Ismaeliti_ da altri, abitanti

in Bari, non cessavano di fare scorrerie per tutta la Puglia e Calabria,

e di mettere a poco a poco tutto il ducato di Benevento non men che

quello di Salerno a sacco. Spronati da tante miserie _Bassacio abbate_

di Monte Casino e _Jacopo abbate_ di san Vincenzo di Volturno, andarono

a trovare l'imperador Lodovico II, ed eccitata in lui la compassione, il

trassero di nuovo all'assedio di Bari. Ma da' Capuani, che doveano

concorrere a quell'impresa, egli si trovò burlato. Niun d'essi vi

comparve. Solamente v'inviarono il loro vescovo _Landolfo_ a fargli de'

complimenti. Stomacato l'imperadore della lor doppiezza, e veggendo di

perdere il tempo intorno a quella città, ricondusse l'esercito suo a

casa, _concesso principatu salernitano Ademario fortissimo et illustri

viro, et Siconolfi filium exulem fecit_. Di ciò parleremo all'anno

seguente, in cui probabilmente questo fatto accadde. Dagli atti del

concilio romano tenuto nell'anno seguente apparisce che papa _Leone_

s'era fermato per qualche giorno in Ravenna insieme coll'imperador

_Lodovico_ per trattare di varii affari. Si può credere che ciò

avvenisse nel suo ritorno dall'assedio di Bari.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 194 / 339 题