NOTE:

[1066] Ughell., Ital. Sacr., tom. 3, in Episcop. Clusin.

[1067] Antiqit. Ital., Dissert. II.

[1068] Frodoardus, Hist. Remens, lib. 3, cap. 26.

[1069] Antiquit. Ital., Dissert. XXII.

[1070] De Rubeis, Monum. Eccl. Aquilejens., cap. 49.

[1071] Annales Franc. Bertiniani.

[1072] Erchempertus, Hist., cap. 19.

[1073] Leo Ostiensis, lib. I, cap. 29.

[1074] Anonym. Salernit. Paralip., P. II, tom. 1 Rer. Ital.

[1075] Camill. Peregrin., Hist. Princ. Longobard.

[1076] Johann. Diacon., Chron. P. II, tom. 1, Rer. Ital.

[1077] Anastas. Biblioth., in Vit. Leonis IV.

[1078] Frodoardus in Vitis Pontific. Roman.

[1079] Eccard., Rer. Franc. lib. 30.

Anno di CRISTO DCCCXLIX. Indizione XII.

LEONE IV papa 3.

LOTTARIO imper. 30, 27 e 10.

LODOVICO II imperadore 1.

Succedette in quest'anno una perfetta riconciliazione fra l'_imperador

Lottario_ e _Carlo Calvo re_ della Francia orientale, il quale nell'anno

antecedente era stato accettato per loro re anche da buona parte de'

popoli dell'Aquitania, e nel presente entrò in possesso di non poco

paese in quelle contrade. Giacchè non apparisce che i Mori e Saraceni

avessero per mare contrasto alcuno da' Cristiani, a man salva andavano

coloro infestando tutto il littorale del Mediterraneo. Qual fosse la

loro crudeltà ne fece in quest'anno pruova la città di Luni in Toscana,

che da essi presa e data a sacco, talmente restò desolata, che da lì

innanzi non risorse mai più. Il suo vescovato fu trasferito a Sarzana,

città nata dalle rovine dell'altra. Anche tutta la spiaggia del mare,

partendosi dal fiume Magra sino alla Provenza, ebbe che piangere per gli

sbarchi e saccheggi di quegl'infedeli. Crede il p. Pagi[1080] che

nell'anno presente _Lottario imperadore_ dichiarasse Augusto e collega

nell'imperio _Lodovico II_ primogenito suo e re d'Italia, deducendolo da

alcuni diplomi del monistero di santa Giulia di Brescia[1081], dove

s'incontra un'epoca d'esso imperadore cominciata prima dell'anno 850.

Così ha immaginato esso Pagi, perchè egli pretende seguita la

coronazione romana di questo principe nel dicembre dell'anno seguente; e

però trovandosi che prima di quel dì Lodovico II conta gli anni

dell'imperio, secondo lui, convien ammettere un'epoca precedente ad essa

coronazione. Ma di ciò si parlerà all'anno seguente. Dico intanto aver

anch'io osservato nell'archivio archiepiscopale di Lucca una pergamena

scritta, _ regnante D. N. Hlothario augusto, anno imperii ejus, postquam

in Italia ingressus est, trigesimo tertio, et filio ejus D. N.

Hludowico, idemque imperator, anno sexto, X kal. octubris, Indict.

quarta_, cioè nell'ano 855. Un'altra scritta colle medesime note, ed

_anno sexto. III kal. julii, Indictione III_, il che fa vedere mutata

l'indizione del settembre. Un'altra scritta _anno XXIX Hlotharii, et II

Hludowici, quarto idus septembris, Indictione XV_, cioè nell'anno 851.

Un'altra scritta _anno XXVIII Hlotharii et primo Hludowici imperatoris

ejus filii, VI nonas augusti, Indictione XIII_, cioè nell'anno 850. Si

possono vedere altri documenti simili da me rapportati nelle Antichità

italiane. Abbiamo poi da Anastasio bibliotecario[1082] che nella

_dodicesima indizione_, cioè nell'anno presente, o pure, secondo un

altro testo, nel precedente, l'indefesso _papa Leone_ attese a risarcir

le mura, le torri e le porte di Roma. Fece ancora alzar da' fondamenti

due torri a Porto alle rive del Tevere con catene di ferro da tenersi

dall'una all'altra, qualor si volesse impedire alle navi il salire su

per quel fiume. Tutte precauzioni saggiamente prese, perchè appunto in

quest'anno giunse avviso a Roma che i Saraceni con assaissimi legni

s'erano fermati a Torar vicino all'isola di Sardegna, e si preparavano

per tornare a visitare i Romani. Vennero in fatti alla volta di Porto:

cosa che recò non poco terrore al popolo romano, se non che Dio per sua

misericordia provvide al bisogno: cioè accorsero in aiuto de' Romani

colle lor navi i Napoletani, Amalfitani e Gaetani, con animo risoluto di

venire alle mani con que' Barbari. Fecero tosto sapere l'arrivo loro al

papa, ed egli andato ad Ostia, ne chiamò alcuni alla sua presenza, per

intendere con che pensiero fossero venuti. Fra gli altri si presentò ad

esso papa _Cesario_ figliuolo di _Sergio duca_ di Napoli, generale di

quell'armata, che coi suoi corse a baciargli i piedi. Furono tutti

accolti con tenerezza, animati alla difesa, confortati dalle orazioni

d'esso pontefice. Ed allorchè comparvero i Mori alla spiaggia di Ostia,

attaccarono coraggiosamente la battaglia; ma alzatosi un vento furioso,

questo combattè per gli Cristiani, con dividere le armate e dispergere

le navi africane, che ruppero in varie isole. Molti di quegl'infedeli

furono presi ed uccisi; molti condotti a Roma schiavi; e con sì buon

successo terminò quella scena.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 191 / 339 题