[971] Nithardus, Hist., lib. 1.
[972] Annal. Franc. Bertiniani.
[973] Baluz., Capitular., tom. 1, p. 685.
[974] Astronom., in Vit. Ludov. Pii.
[975] Antiquit. Ital., Dissert. LX.
[976] Dandulus, in Chron., tom. 12 Rer. Italic.
[977] Anon. Salernit., Paralip. P. II, tom. a Rer. Italic.
[978] Vita S. Athanasii Neapolit., Part. II, tom. 2 Rer. Italic.
[979] Acta Sanctor., in Vit. S. Antonini Ab. Surrent.; ad diem 14
februarii.
Anno di CRISTO DCCCXXXVIII. Indiz. I.
GREGORIO IV papa 12.
LODOVICO PIO imperadore 25.
LOTTARIO imperadore e re di Italia 19 e 16.
A chiunque era del partito del _principe Carlo_ re della Neustria, ma
più degli altri all'_imperadrice Giuditta_ sua madre[980], stava
continuamente sugli occhi la cadente sanità dell'Augusto consorte, e per
conseguente l'apprensione di fiere rivoluzioni dopo la morte di lui, per
le quali si vedeva esposta a troppi pericoli la porzion degli stati
assegnati ad esso Carlo dal padre. Temevano tutti dei due fratelli
_Pippino_ e _Lodovico_ troppo ingordi, e troppo confinanti coi loro
regni a quello di Carlo. Concorsero dunque tutti in un parere: cioè, che
era il meglio di guadagnare l'Augusto _Lottario_, se pure egli voleva
dar mano ad un trattato, e di formare una lega fra Carlo e lui, bastando
ciò per tenere tutti gli altri in briglia. A tal fine spedirono dei
messi a Lottario, con rappresentargli che l'avrebbono rimesso in grazia
dell'imperador suo padre, ed inoltre Carlo avrebbe partito con lui
l'imperio, a riserva della Baviera. Assaporata questa proposizione da
Lottario, gli parve assai dolce; nè perdè tempo a mettersi in viaggio
alla volta di Vormazia, dove era l'imperador suo padre[981]. Giunto colà
si gittò ai suoi piedi in presenza di tutti, con chiedere perdono del
passato: fu accolto con tutto amore, trattati i suoi domestici con
lautezza, e in somma ottenne la buona grazia del genitore, con patto di
nulla operare in avvenire contro la volontà paterna, nè contro il
fratello Carlo. Nel dì seguente il buon imperadore, per mantenere la
parola data dai suoi ministri, esibì al figliuolo la licenza di dividere
i regni, con dirgli che facendo egli le parti, Carlo eleggerebbe, o pure
facendole i ministri di Carlo, potrebbe Lottario eleggere. Per tre di
questi dì andò Lottario ruminando l'affare, e in fine mandò a pregare il
padre che si compiacesse di far egli la divisione, con riserbare a sè
stesso di prendere la parte che maggiormente gli fosse a grado. La fece
in fatti l'imperador Lodovico, senza toccar la Baviera; e Lottario si
elesse l'una delle parti cominciando dalla Mosa, e gliene fu dato il
possesso. A Carlo restò l'occidentale, cioè la Neustria; e in questa
maniera seguì buona unione fra essi fratelli. A riserva di Lodovico re
di Baviera, che si alterò forte all'udir questa unione, i popoli ne
mostrarono un sommo giubilo. Poscia Lottario, dopo aver ricevuto dal
padre molti regali e la benedizione paterna, lieto se ne tornò in
Italia. Così Nitardo e l'autore della vita di Lodovico Pio. Ma gli
Annali bertiniani[982] imbrogliano qui la storia con riferir questo
fatto all'anno seguente. Siam nondimeno tenuti a quell'autore, perchè
specifica le parti toccate in quella divisione ai suddetti due fratelli.
Lottario, oltre all'Italia, che già era in sua mano, comprendeva la
Provenza di qua dal Rodano sino al contado di Lione, e stendendosi pel
corso della Mosa fino al mare, abbracciava la valle d'Aosta, i Vallesi,
gli Svizzeri, i Grigioni, l'Alsazia, l'Alamagna, ossia la Svevia,
l'Austrasia, la Sassonia, l'Olanda, la Frisia ed altri ampii paesi. Ma
sì vasto dominio non ebbe effetto col tempo. Io non so bene se
appartenga all'anno presente ciò che hanno i suddetti Annali bertiniani,
con dire che sul principio della quaresima si fece un abboccamento alle
Chiuse d'Italia tra i due fratelli _Lottario_ Augusto e _Lodovico_ re di
Baviera; il che diede gran gelosia all'imperadore loro padre. Chiamato
perciò Lodovico a Nimega, seguì fra loro qualche altercazion di parole,
e finalmente fu costretto il figliuolo a restituire al padre tutto
quello che egli aveva usurpato, cioè l'Alsazia, la Sassonia, la
Turingia, l'Austrasia e l'Alamagna: e però potè nell'anno presente
l'imperador Lodovico assegnare queste contrade al figliuolo Lottario. Ma
non si vede il motivo per cui da sole parole s'inducesse il figliuolo di
Lodovico a far quella cessione, e qui v'ha delle tenebre. Ora, dacchè fu
stabilita la concordia d'esso Lottario col padre e con Carlo suo
fratello (se pure non fu prima, essendo ancor qui confusa la storia)
eccoti giugnere la nuova che _Pippino re di Aquitania_, altro lor
fratello, era stato da immatura morte rapito. Perchè nell'aggiustamento
poco fa descritto si truova assegnata al re Carlo l'Aquitania, par molto
probabile che questo seguisse dappoichè s'intese la morte di esso
Pippino. Non ostante poi che tra Lodovico Pio e il figliuolo Lottario
fosse stabilita la riconciliazione suddetta, pure sembra che _Bonifazio
II_ conte di Lucca e marchese della Toscana non ricuperasse peranche il
governo di quella provincia e città; perciocchè da una carta di
quest'anno, accennata dal Fiorentino[983], si raccoglie che _nell'anno
XXV di Lodovico, nel XVI di Lottario imperadori, nell'indizione prima_,
cioè nell'anno presente, fu fatto in Lucca un atto giudicatorio in
favore della chiesa di s. Frediano _per Aghanum comitem ipsius
civitatis, et Christianum venerabilem diaconum missos domini Lotharii_.
L'essere questo _Agano_ stato conte ossia governatore di Lucca nell'anno
presente, e il trovarsi egli quivi parimente nell'anno 840, esercitante
giurisdizione insieme con _Rodingo vescovo_ e _Maurino conte_, messi
imperiali, come consta da un altro documento lucchese, serve a noi
d'indizio che _Bonifazio II_, dianzi conte di Lucca, e probabilmente
ancora della Toscana, seguitasse ad essere privo della grazia di
Lottario e del suo governo, se pur egli non era già mancato di vita.