[821] Astronom., in Vita Ludov. Pii.
[822] Theganus, Gest. Ludovicii Pii, num. 26.
[823] Eginhard., in Annal. Francor. Annales Francor. Bertiniani.
[824] Rubeus, Hist. Ravenn., p. 237.
[825] Rer. Italic., P. I., tom. X.
[826] Antiquit. Italic., Dissertat. 10.
[827] Baluz., Capitolar. Reg. Franc.
[828] Antiquit. Ital., Dissert. LXVII.
[829] Dandul., in Chron. tom. 12. Rer. Italic.
Anno di CRISTO DCCCXX. Indizione XIII.
PASQUALE papa 4.
LODOVICO PIO imperadore 7.
LOTTARIO imperadore e re di Italia 1.
Di strepitose novità fu feconda in questo anno la città di
Costantinopoli. Già era mancato di vita nel precedente _Barda patrizio_,
e cognato di _Leone Armeno imperadore_, forte di lui appoggio, ma fiero
nemico e persecutore de' monaci, perchè nimico delle sacre immagini. Da
meno di lui non era lo stesso imperador Leone nel promuovere l'eresia
degl'iconoclasti; ma venne il flagello di Dio a visitarlo in
quest'anno[830]. Aveva egli condannato a morte _Michele_, cognominato
_Balbo_, perchè scilinguato, da Amoria città della Frigia, suo capitan
delle guardie e patrizio. Mentre questi era condotto al supplizio nella
vigilia del Natale del Signore, saltò fuori l'_imperadrice Teodosia_
tutta infuriata, perchè in giorno tale, in cui l'imperadore dovea
prepararsi per la sacra comunione, si facesse giustizia, e ne impedì
l'esecuzion per allora. Bastò questa dilazione, perchè gli amici di
Michele congiurati trucidassero nel dì seguente in chiesa l'imperador
suddetto, e poscia fatti eunuchi i di lui figliuoli, li cacciassero in
un monistero, uno dei quali nulladimeno non vi arrivò perchè si morì di
spasimo. _Michele Balbo_ cavato di prigione coi ceppi tuttavia ai piedi,
perchè la chiave stava in saccoccia dell'estinto Leone, andò a mettersi
sul trono imperiale, e fu proclamato imperadore, e poscia pacificamente
accettato da tutti: uomo per altro macchiato di non pochi vizii, infetto
di un'eresia che riteneva i riti ebraici, e non mai degno di quella
sublime dignità. Calamitoso ancora riuscì quest'anno a tutto il regno
della Francia, perchè v'infuriò la peste sopra gli uomini ed anche sopra
i buoi, con essersene attribuita troppo buonamente la cagione alle
smoderate piogge che vi si provarono, le quali ancora guastarono sì
fattamente i raccolti, che alla peste tenne dietro e si congiunse una
terribile carestia. Fu accusato in quest'anno per attestato degli Annali
de' Franchi[831], _Gera_ conte di Barcellona di varii delitti,
specialmente di fellonia, da un certo Sanilone. Perchè non vi erano
chiare pruove del reato, secondo il pazzo costume d'allora, già da lungo
tempo introdotto, si venne al giudizio di Dio, cioè al duello,
figurandosi la semplicità della gente di que' tempi che Dio nel
combattimento assistesse chi avea ragione, cioè tentando empiamente Dio
con questi e con altri, ma men pericolosi esperimenti. Vivamente
descrive Ermoldo Nigello[832], contemporaneo scrittore, il loro
conflitto, fatto a cavallo (perchè amendue erano Goti di nazione) in un
parco alla presenza dell'imperadore e di tutta la Corte, notando, fra le
altre cose, che fu portata nel campo la bara in servigio di chi vi
restasse morto. Toccò a Bera il disotto; ma il pio imperadore il
sottrasse alla morte, se non che la caduta sua servì a condannarlo come
se veramente fosse reo. Contentossi nulladimeno l'Augusto Lodovico di
gastigarlo solamente coll'esilio in Roano. Stavano poi fitte in cuore
d'esso imperadore le insolenze e la tracotanza di _Liudevito_ duca della
Pannonia inferiore, che gli s'era ribellato, siccome dicemmo. Tre
eserciti dunque, raccolti dalla Sassonia, dalla Franconia, Alamagna,
Baviera ed Italia, ordinò egli che nel medesimo tempo entrassero
ostilmente nella Pannonia; uno dall'Italia per l'Alpi del Norico, un
altro per la Carintia, e il terzo per la Baviera. Trovarono il primo e
l'ultimo delle difficoltà ad entrarvi, parte per cagion delle montagne
difese dai ribelli, e parte per l'opposizione del fiume Dravo, che
conveniva valicare. Quello che s'inviò per la Carintia, ebbe più
fortuna, benchè in tre luoghi se gli opponesse il nemico, che tre volte
restò sbaragliato. Liudevito intanto si tenea forte in un castello
inespugnabile della montagna, senza uscire in campagna, e senza parlar
di pace. Unitosi poi insieme i tre eserciti, misero a ferro e a fuoco
quasi tutta quella contrada. Alla testa dell'esercito italiano era
_Baldrico_ duca o pur marchese del Friuli. Nel ritorno a casa passando
egli per la Carniola, que' popoli, _qui Carcasovum fluvium habitant_ (si
dee scrivere, _qui circa Savum fluvium habitant_) confinanti col Friuli,
se gli arrenderono, ed altrettanto fece una parte della Carintia, che
dianzi s'era data a Liudevito. In quest'anno ancora fu guerra in Ispagna
contra di _Abulaz_ re de' Saraceni. E nel mare d'Italia otto navi di
mercatanti venendo dalla Sardegna in Italia, rimasero prese dai
Saraceni, e affondate in mare. Gli Annali dei Franchi ci hanno taciuta
una particolarità importante per l'Italia: cioè, che in quest'anno
l'imperador Lodovico concedè al primogenito suo _Lottario_, già
dichiarato imperadore nell'anno 817, il regno d'Italia. Ma questo fatto,
siccome han dimostrato con varii esempli i padri Cointe, Mabillone e
Pagi, abbastanza si raccoglie dall'epoca usata in varie carte sì entro
che fuori d'Italia, che ebbe principio nell'anno presente. In pruova di
ciò addurrò anch'io varie pergamene da me vedute, ed altre si possono
vedere nelle mie Antichità italiche[833]. Il padre Pagi[834] crede che
essa epoca avesse principio prima del dì ultimo di maggio dell'anno
presente. Deduco io da un suo diploma, da me rapportato altrove[835],
ch'essa era cominciata anche prima del dì 3 di febbraio, essendo quel
documento dato _III nonas februarias, anno, Christo propitio, imperii
domni Hlotharii imperatoris XVIII, Indictione XV,_ cioè nell'anno 837,
giacchè l'epoca dell'imperio denotava quella del regno. Dirò di più:
puossi anche dubitare, per quanto proposi nelle Antichità italiane[836],
che tale epoca prendesse principio negli ultimi mesi dell'anno 819;
sopra di che lascerò disputarne ad altri. Comunque sia, a noi basti di
sapere che al regno d'Italia fu dato in quest'anno (se pur ciò non seguì
nel precedente) un nuovo re, e questi fu _Lottario_, imperadore, il
quale non andrà molto che vedremo venire a prenderne il possesso.