[703] Eginhard., in Annal. Franc.
[704] Labbe, Concilior., tom. 7.
[705] Astronomus, in Vit. Ludovici Pii.
[706] Labbe, Concil., tom. 7.
Anno di CRISTO DCCCIX. Indizione II.
LEONE III papa 15.
CARLO MAGNO imperadore 10.
PIPPINO re d'Italia 29.
Fece gran rumore in quest'anno la teologica quistione della processione
dello Spirito Santo non solo dal Padre, ma anche dal Figliuolo, commossa
da un monaco in Gerusalemme. Fu perciò tenuto un concilio in Aquisgrana,
e rimessane la decisione al romano pontefice, che faticò non poco per
questo affare, nè volle permettere che il _Filioque_ si aggiugnesse al
simbolo della Fede per non irritare i Greci, non aderenti alla sentenza
della Chiesa latina. Intorno a ciò son da vedere il cardinal Baronio,
Natale Alessandro, il Pagi ed altri. Durò ancora in quest'anno la guerra
con _Gotifredo re di Danimarca_, il quale mostrò ben di voler placare
Carlo Magno, e fece istanza per un abboccamento fra i suoi ministri e
quei dell'imperadore, ma si sciolse in fumo tutto quel negoziato. Però
continuarono le azioni militari in quelle parti. _Trasicone_ duca degli
Sclavi Obotriti ricuperò il suo paese, ma restò poi ucciso per frode
degli uomini di Gotifredo. _Carlo Magno_ allora determinò di mettere un
po' di briglia alla tracotanza di costui, e prese ben le sue
misure[707]; piantò nel marzo dell'anno seguente una città di là dal
fiume Elba in un luogo appellato Essesfeld, e la fortificò. Per quel che
riguarda l'Italia, noi abbiamo da varii Annali de' Franchi[708] che in
quest'anno (il Cronista loiseliano ne parla all'anno precedente) spedita
da Costantinopoli un'armata navale sotto il comando di Paolo, venne
prima nella Dalmazia, e poscia alla città di Venezia, dove svernò. Ora
una parte d'essa per voglia e speranza di occupar l'isola e città di
Comacchio, posta al mare di là dal Po, grande in que' tempi, si portò
ostilmente colà. Ma fu sì ben ricevuta dalla guarnigione ivi tenuta dal
_re Pippino_, che messa in rotta fu forzata a salvarsi di nuovo in
Venezia. Per questo il comandante della flotta Paolo cominciò a trattare
con esso Pippino di pace, quasi che fosse stato unicamente spedito per
questo dall'imperador greco suo padrone. Ma perchè s'avvide che
_Obelerio doge di Venezia_ e i suoi fratelli non solamente con segrete
mine attraversavano i trattati d'essa pace, ma eziandio tramavano a lui
delle insidie, stimò miglior partito l'andarsene con Dio. Così gli
Annali de' Franchi. Raccontano i medesimi che parimente in quest'anno
dai Greci chiamati Orobioti, cioè montanari, fu presa e saccheggiata la
città di Populonia, situata sul lido del mare nella Toscana, di cui non
restano più le vestigia. Inoltre dicono che i Mori di Spagna, venuti
nell'isola di Corsica, nello stesso giorno santo di Pasqua, presero e
misero a sacco una città di quell'isola, di cui non sappiamo il nome.
Vien creduta _Aleria_ dal Sigonio, dal padre Pagi _Mariana_, o _Nebbio_.
A riserva del vescovo e di alcuni pochi vecchi ed infermi, condussero
via schiavi tutti quegl'infelici abitanti. Per attestato poi di
Teofane[709], in questi tempi _Niceforo imperador d'Oriente_ parea che
si studiasse a tutto suo potere di tirarsi addosso l'odio universale del
popolo: tante furono le gravezze ed avanie ch'egli introdusse,
annoverate da quello storico ad una ad una. Ma, siccome vedremo, non
andò molto che ne pagò il fio.