NOTE:

[546] Campelli, Istoria di Spoleti, lib. 15.

[547] Chron. Farfense, P. II, T. II Rer. Ital.

[548] Antiquit. Ital., Dissert. LXVII.

[549] Chronic. Moissiacense.

[550] Marca da Concord., lib. 3, cap. 11.

[551] Pagius, in Critic. ad Annal. Baron. Ad hunc ann. 789.

[552] Eccard., Rer. Franc., lib. 25, cap. 38.

[553] Anastas., in Vit. Hadriani I.

[554] Paulus Diacon., in Praefat. ad Festum.

[555] _Con diversità però, imperciocchè i dogi di Venezia erano principi

indipendenti ed eletti dal popolo, e non riconoscevano altri sovrani,

quando i duchi di Gaeta e di Napoli eletti a principio dagl'imperadori

riconoscevano la di loro sovranità, o alto dominio._

Anno di CRISTO DCCXC. Indizione XIII.

ADRIANO I papa 19.

COSTANTINO imper. 15 e 11.

CARLO MAGNO re de' Franchi e Longobardi 17.

PIPPINO re d'Italia 10.

In quest'anno, secondo gli Annali dei Franchi, niuna spedizion militare

fu intrapresa da _Carlo Magno_. Solamente sappiamo[556] che mentr'egli

dimorava in Vormazia, vennero a trovarlo gli ambasciatori degli Avari,

ossia degli Unni, padroni allora della Pannonia, oggidì chiamata

Ungheria. Sino ai confini del loro dominio si stendevano i dominii di

Carlo Magno, siccome padrone della Baviera; e lite appunto era fra loro

a cagion d'essi confini. Non si potè venire ad un accordo, e di qui ebbe

principio una nuova guerra, che nell'anno seguente accenneremo

principiata contra di quei Barbari. Avea poi fin qui l'imperadrice

_Irene_ tenute le redini del governo in Oriente, lasciando solamente il

nome di padrone al figliuolo _Costantino_ Augusto. Ma essendo egli

giunto all'età di venti anni, insorsero de' consiglieri[557] che gli

insinuarono non aver egli più bisogno di nutrice per governare i suoi

popoli, ed essere tempo di levare il maneggio alla ambiziosa madre e a

_Stauracio_ patrizio, che era dispotico della corte. Abbracciò

Costantino il consiglio; ma scoperta la congiura, Irene e Stauracio

infierirono contra dei complici. Nulladimeno dichiaratesi le armate in

favore del giovane imperadore, Irene Augusta fu costretta a cedere e a

ritirarsi nel palazzo fabbricato da Eleuterio per quivi menar vita

privata. Restò con ciò Costantino solo al governo degli stati, dopo

essere stato tenuto assai basso in addietro, senza che i sudditi

osassero di presentarsi all'udienza di lui; ma anch'egli sfogò dipoi la

sua collera e vendetta contra di Stauracio, e degli altri uffiziali e

favoriti di sua madre.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 132 / 339 题