[496] Eginhardus, in Vita Caroli Magni.
[497] Antiquit. Italic., Dissert. LXVII.
Anno di CRISTO DCCLXXIX. Indiz. II.
ADRIANO I papa 8.
LEONE IV imperadore 29 e 5.
COSTANTINO Augusto 4.
CARLO MAGNO re de' Franchi e Longobardi 6.
Dagli Annali d'Eginardo[498] abbiamo che nella primavera dell'anno
presente venne _Carlo Magno_ a Compiegne, e partitosene, allorchè era
nella villa di Virciniaco, se gli presentò _Ildebrando_ duca di Spoleti
con dei gran regali. L'accolse Carlo con tutta benignità, e dopo averlo
anch'egli regalato, il rimandò contento al suo ducato. Tal notizia ci
può far di nuovo dubitare che questo duca fosse prima decaduto dal
governo di Spoleti, e che in luogo suo quivi risiedesse _Ildeberto_, da
noi veduto duca di quella contrada nell'anno precedente. Certo è che
nelle Carte farfensi non s'incontra da lì innanzi menzione alcuna di
questo _Ildeberto_, ma solamente del duca _Ildebrando_. Passò dipoi
Carlo Magno colle armi contra de' Sassoni, i quali più che mai
continuavano nella loro ribellione, con riportar sopra d'essi molti
vantaggi. Potrebbesi riferire a questi tempi la lettera cinquantesima
settima del Codice Carolino, dove papa _Adriano_ notifica al re Carlo,
come i Greci residenti nella provincia dell'Istria, perchè _Maurizio_
vescovo in quelle parti esigeva le pensioni spettanti alla Chiesa di
Roma, aveano inventata contra di lui una calunnia, cioè ch'egli
meditasse tradimento per mettere in mano del medesimo Carlo quella
provincia; e però gli aveano cavati gli occhi. Era ito a Roma il povero
vescovo; e papa Adriano l'avea rimandato e raccomandato a _Marcario_
duca del Friuli. Ora dunque prega il re di ordinare ad esso duca
d'impiegare efficaci uffizii, affinchè questo prelato possa restituirsi
alla sua chiesa. Da tutto ciò apparisce che l'Istria doveva essere,
almeno in parte, ritornata in potere de' Greci. Circa questi tempi
fioriva _Teodoro_, che si truova console e duca di Napoli.