[440] Malvecius, Chron., tom. 14 Rer. Ital.
[441] Margarinius, Bullar. Casinens. tom. 2, Constit. XII.
[442] Antiquit. Italic, Dissert. X, pag. 525, et Dissert. XII, pag. 667.
[443] Theoph., in Chronogr.
Anno di CRISTO DCCLXVII. Indizione V.
Sede vacante.
COSTANTINO Copronimo imperadore 48 e 27.
LEONE IV imperadore 17.
DESIDERIO re 11.
ADELGISO re 9.
L'ultimo anno fu questo della vita di papa _Paolo I_, che nel dì 28 di
giugno passò a miglior vita, con portar seco il merito di molte illustri
e pie azioni. Fu susseguita la morte sua da molti torbidi nella Chiesa
romana. Perciocchè non per anche il buon papa avea spirato l'ultimo
fiato, che _Totone_ duca, cioè governatore di Nepi[444], insieme co'
suoi fratelli Costantino, Passivo e Pasquale, fatta una raunata di assai
gente d'essa città, e di Toscani e di rustici, ed entrato a mano armata
per la porta di san Pancrazio in Roma, nella sua casa fece eleggere papa
il suddetto suo fratello _Costantino_, tuttochè laico, e
coll'accompagnamento di que' suoi sgherri l'introdusse nel palazzo
patriarcale del Laterano Sforzò dipoi _Giorgio_ vescovo di Palestina suo
malgrado a dargli la tonsura e i sacri ordini; dopo di che nella
domenica susseguente, cioè nel dì quinto di luglio, si fece questo idolo
consecrare papa da esso Giorgio, da _Eustrasio_ vescovo d'Albano e da
_Citonato_ vescovo di Porto. Non v'ha dubbio che l'assunzione di costui
fu contro i sacri canoni, e per più motivi nulla e sacrilega: però non
solo dipoi, ma anche allora da tutta la gente saggia e pia fu riguardato
come falso pontefice. Premeva forte all'intruso Costantino di
assicurarsi della grazia di Pippino re di Francia, nè fu pigro ad
inviargli i suoi nunzii con lettere, nelle quali gli dava ad intendere
d'essere stato per forza dalla concordia d'innumerabil popolo alzato
alla cattedra di san Pietro, con fingere una grande umiltà e paura di
tanto peso, e con pregarlo della sua amicizia e protezione. Ci ha
conservato il Codice Carolino queste due lettere, e sono la nonagesima
ottava e la nonagesima nona. Probabilmente il re Pippino, altronde
informato come era passato l'affare, non cadde nella rete, nè volle
riconoscere costui per vero papa. Succedette in quest'anno la morte di
santo _Stefano_ juniore, insigne monaco e martire d'Oriente, dopo avere
sofferti varii tormenti e l'esilio dall'empio Costantino Copronimo, il
quale seguitava in questi tempi a sfogare il suo odio e la crudeltà sua
contro i difensori delle sacre immagini. Abbiamo nondimeno da una delle
suddette lettere di Costantino falso papa, che era giunta a Roma una
epistola sinodica del patriarca di Gerusalemme, con cui andavano
d'accordo gli altri due patriarchi di Alessandria e d'Antiochia, ed
assaissimi metropolitani orientali nel sostener l'onore d'esse immagini.
Perchè questi si trovavano fuori del dominio, e per conseguente
dell'unghie dell'Augusto Copronimo, però con libertà esponevano i lor
sentimenti, che erano gli stessi della Chiesa cattolica.