NOTE:

[438] Theoph., in Chronogr.

[439] Dandulus, in Chronic., tom. 12 Rer. Ital.

Anno di CRISTO DCCLXV. Indizione III.

PAOLO I papa 9.

COSTANTINO Copronimo imperadore 46 e 25.

LEONE IV imperadore 15.

DESIDERIO re 9.

ADELGISO re 7.

Riferisce il padre Pagi all'anno presente le lettere quattordicesima e

vigesimaquarta del Codice Carolino, nelle quali papa _Paolo_ significa

al re _Pippino_ che sei patrizii greci con trecento legni erano in moto

verso l'Italia. Ma soggiugnendo egli che tuttavia erano occupate dal re

_Desiderio_ le _giustizie_ di san Pietro, senza che egli mostrasse

voglia di restituire, e che in contraccambio altro non faceva che dare

il sacco alle terre de' Romani, ed inviare delle minacce a Roma: è

sembrato a me ben più probabile che tali azioni e questo avviso

appartengano all'anno 738, o certamente molto prima d'ora accadessero,

dacchè si è, a mio credere, veduto che già s'era stabilita buona armonia

fra il papa e il re Desiderio. Seguitava intanto l'imperador

_Costantino_ ad infierir contro i difensori delle sacre immagini, e il

re Pippino continuava la guerra contro il duca dell'Aquitania. E

perciocchè gran rumore per la cristianità avea fatto la traslazione di

varii corpi di Santi, seguita in Roma per ordine e zelo di papa Paolo,

si invogliarono d'essi anche le chiese della Gallia, ma più quelle della

Germania, perchè prive di questi sacri pegni. Cominciossi dunque più di

prima, e specialmente verso l'anno corrente, dai Tedeschi e dai Franchi

a far delle premurose istanze a Roma, per ottenere dei corpi santi, o

almeno qualche loro reliquia; ed appunto in questi tempi si raccontano

alcune strepitose traslazioni, delle quali parlano gli Annali

ecclesiastici.

Anno di CRISTO DCCLXVI. Indizione IV.

PAOLO I papa 10.

COSTANTINO Copronimo imperadore 47 e 26.

LEONE IV imperadore 16.

DESIDERIO re 10.

ADELGISO re 8.

Non è ben noto in qual anno preciso fosse fondato l'insigne monistero

delle monache di santa Giulia in Brescia. Il Sigonio ne mette la

fondazione nell'anno 759. A me sia permesso di farne qui parola. Certo è

che a _Desiderio_ re dei Longobardi e ad _Ansa_ regina sua moglie dee

quel sacro luogo l'origine sua. Jacopo Malvezzi[440], nella Cronica

bresciana, pretese ch'esso Desiderio fosse, prima di salire al trono,

cittadino di Brescia potentissimo. Da un diploma del re Adelgiso, che

sembra scritto in questo anno, presso il Margarino[441], pare che abbia

qualche fondamento questa immaginazione. Comunque sia, fu fondato quel

Monistero da esso re e dalla regina consorte, e magnificamente ancora

dotato con beni sparsi per tutto il regno longobardico. Sulle prime

venne appellato Monistero del Signor Salvatore, e non so bene se anche

Monistero Nuovo; ma perchè colà venne trasferito dalla Corsica il corpo

di santa Giulia vergine e martire, da quella prese poi la denominazione

che dura tuttavia. Merita ben esso d'essere annoverato fra i più

illustri monisteri d'Italia, sì perchè ivi si consecrò a Dio

_Anselberga_ figliuola di que' regnanti, che ne fu la prima badessa, con

servire d'esempio ad altre principesse, le quali dipoi presero ivi la

veste monastica; e sì perchè l'opulenza sua e il copioso numero delle

sacre vergini negli antichi secoli ivi abitanti si lasciava indietro gli

altri monisteri di monache in Italia. A' tempi del suddetto Malvezzi era

molto scaduto dal suo primiero splendore; ma, rimesso poscia in vigore,

oggidì ancora vien riguardato per una della più nobili e ricche comunità

di vergini del sacro Ordine benedettino. Della suddetta Anselberga si

truova menzione in due documenti dell'anno 760 e 769, e in altri da me

prodotti nelle Antichità italiane[442]. Un altro monistero ancora di

monaci fuori di Brescia nel luogo di Leno, detto una volta _ad Leones_ e

_Leonense_, riconosce la fondazione sua dal medesimo re Desiderio.

Alcune favole intorno alla sua origine duravano tuttavia a' tempi del

suddetto Malvezzi. Per varii secoli si mantenne questo in gran credito;

ma per le guerre che infierirono, dappoichè le città della Lombardia

cominciarono a governarsi a repubblica, diede un tracollo tale, che

forse più non ne resta vestigio. Crede il padre Pagi che a quest'anno

appartenga la lettera diciassettesima del Codice Carolino, in cui si

parla delle dissensioni fra il pontefice Paolo e il re de' Longobardi, a

cagione de' patrimoni e confini usurpati da essi Longobardi. Quanto a

me, tengo che molto prima fosse stato posto fine a quei litigi. In

quest'anno, per attestato di Teofane[443], una flotta numerosa di

duemila e secento legni, composta dall'imperador Costantino, e piena di

soldati, con disegno di una spedizione contra de' Bulgari, fracassata da

un furioso aquilone, andò quasi tutta a male.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 108 / 339 题