NOTE:

[437] Antiquitat. Italic., Dissert. LXVII.

Anno di CRISTO DCCLXIV. Indizione II.

PAOLO I papa 8.

COSTANTINO Copronimo imperadore 45 e 24.

LEONE IV imperadore 14.

DESIDERIO re 8.

ADELGISO re 6.

Secondochè pensa il padre Pagi, intorno a questi tempi passava commercio

di lettere e d'ambasciatori fra _Costantino_ Augusto e _Pippino_ re di

Francia, per l'affare delle sacre immagini, riprovate dai Greci

adulatori dell'imperadore. Però egli è di parere che al presente anno

appartenga la lettera vigesima del Codice Carolino, indicante che

s'erano abboccati davanti al re Pippino i messi del papa e gl'imperiali,

giacchè non avea voluto Pippino dare udienza a questi senza l'intervento

di quelli. Vi s'era disputato della materia suddetta, ma con poco

frutto. Aggiugne il papa di essere stato pregato da _Tassilone_ duca

della Baviera d'interporsi fra Pippino e lui in occasione della mala

intelligenza insorta fra loro, essendo, per attestato degli Annali de'

Franchi, nell'anno precedente fuggito Tassilone dall'esercito del re

Pippino, con ritirarsi ne' suoi stati, o mosso da spirito di ribellione,

o mal soddisfatto d'esso re suo sovrano. Ma gli ambasciatori spediti per

questo affare dal papa erano stati fermati a Pavia dal re _Desiderio_,

per sospetto che si manipolasse qualche negozio contra di lui. Per

attestato poi di Teofane[438], che viveva in questi tempi, siccome

ancora dei suddetti Annali de' Franchi, nel gennaio e febbraio del

presente anno sorse un sì rigoroso freddo non meno in Oriente che in

Occidente, che i fiumi agghiacciarono, e sul mare a Costantinopoli

s'andava liberamente colle carra. Similmente in quest'anno e nel

precedente i Turchi, popolo della Tartaria già conosciuto in addietro,

usciti delle loro contrade per le porte Caspie, fecero un'irruzione

nell'Armenia, e vennero alle mani con gli Arabi, e costò ad amendue le

parti quella battaglia assaissimo sangue. Fino a questi dì, per

testimonianza del Dandolo[439] _Domenico Monegario_ avea tenuto il

governo del ducato di Venezia, quando il popolo, avvezzo già a simili

brutti giuochi, fatta una congiura, il cacciò via, con cavargli anche

gli occhi. In suo luogo fu sostituito _Maurizio_, nobile di Eraclea, e

più nobile per le imprese da lui fatte, essendo stato proclamato doge in

Malamocco. Per sua cura venne dipoi restituita pace e concordia fra'

cittadini discordi.

Annali d'Italia, vol. 3 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 · 第 107 / 339 题